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Cattedrali della cultura


Una notte con Sabrina Love

Perduti i genitori in un incidente, il giovane Daniel va a vivere con la nonna a Curuguazù, un piccolo centro sperduto nelle pampas argentine. Alleva polli per campare. Il lavoro è di quelli che spaccano le ossa. Ma la notte...la notte riserva sempre delle sorprese. Grazie alla tv il giovane conosce e si innamora di una stella del porno, Sabrina Love (Cecilia Roth). E alla fine riuscirà, almeno una volta nella vita, a realizzare un sogno.

Corpo a corpo


Rassegna Intrecci - Matteo Salvatore

2015-04-21

Il grande cantore di Apricena, che sarà ricordato a partire da un affascinante reading in musica da lui realizzato assieme a Riccardo Cucciolla, dove i testi più emblematici della letteratura meridionalistica, da Rocco Scotellaro a Ernesto De Martino, sono commentati in presa diretta dai dolenti ma coinvolgenti canti di Salvatore: un piccolo gioiello, recuperato alla
memoria collettiva nel CD allegato al volume a cura di Giovanni Rinaldi, A sud. Il racconto del lungo silenzio. A seguire un omaggio in musica a Matteo Salvatore di Tonino Zurlo e Andrea Satta dei Têtes de bois..
Ingresso libero.

Secretly Greatly di Jang Cheol-soo 장철수

2015-04-27

SECRETLY GREATLY    은밀하게 위대하게 Eunmilhage Widaehage - Missione suicida Corea del Sud, 2013, Film, Colore, 123’, DCP, Lingua: Coreano, Sottotitoli: Inglese e italiano, Genere: Azione, Drammatico Sceneggiatore / Screenwriter : Yun Hong-gi, Kim Bang-hyeon Fotografia / Cinematography: Choe Sang-ho Musica / Music:  Jang Young-gyu, Dalparan Interpreti / Cast: Kim Soo-hyun, Park Ki-woong, Lee Hyun-woo, Son Hyun-ju, Park Hay-sook, Kim Sung-kyun Ryu-hwan è una giovane spia nord coreana sotto copertura, spedita dai suoi superiori in una cittadina rurale della Corea del Sud due anni or sono. In attesa di direttive che tardano ad arrivare, il ragazzo ha assunto una nuova identità, quella di Dong-gu, lo scemo del villaggio, bersaglio quotidiano dei ragazzini del vicinato. Ma non è l’unico infiltrato: lo raggiungono due giovani agenti, Hae-rang e Hae-jin, anch’essi sotto mentite spoglie, di aspirante rockstar il primo, e di timido liceale il secondo. Vinta l’iniziale diffidenza verso i nuovi compagni, il veterano Rhy-hwan comincia a dispensare consigli per aiutarli ad integrarsi al meglio nella comunità, finché un bel giorno ecco gli ordini tanto attesi. La missione affidata loro, però, non è niente di quel che si aspettavano. I guai sono appena cominciati. JANG CHEOL-SOO    장철수 Ex assistente del maestro Kim Ki-duk, Jang Cheol-soo debutta nel 2010 col thriller “Bedevilled”, presentato alla Settimana della Critica del Festival di Cannes e accolto con grande entusiasmo da pubblico e addetti ai lavori per l’originale mix di horror e humour. La pellicola gli vale numerosi premi come miglior regista esordiente, eleggendolo ufficialmente come uno dei nuovi talenti del cinema coreano contemporaneo. Il 2013 è l’anno dell’attesissimo ritorno di Jang, che con “Secretly Greatly” (adattamento del celebre webtoon “Covertness” di Hun) firma un blockbuster annunciato. Former assistant to master Kim Ki-duk, Jang Cheol-soo makes his debut in 2010 with the thriller “Bedevilled”, presented at the International Critics’ Week of the Cannes Film Festival and hailed enthusiastically by audiences and experts alike for its original mix of horror and humour. The film earns him a number of awards as the best new director, officially electing him as one of the new talents of contemporary Korean cinema. 2013 is the year of Jang’s much anticipated comeback, with the release of “Secretly Greatly” (adapted from the famous webtoon “Covertness” by Hun), a guaranteed blockbuster. Filmografia / Filmography Bedevilled (Kim Bok-nam Salinsageonui Jeonmal, 2010), Secretly Greatly (Eunmilhage Widaehage, 2013), Serve the People (2014) Ryu-hwan is a young North Korean undercover spy, sent by his superiors to a rural town in South Korea two years earlier. While waiting for orders which are long in coming, the boy has taken a new identity, that of Dong-gu, the village idiot, an apparently easy target for the neighborhood kids. But he is not the only infiltrator: he is joined by two young officers, Hae-rang and Hae-jin, also in disguise, respectively as an aspiring rock star and a shy high school student. Once he has overcome his early distrust of the new mates, veteran Rhy-hwan begins to give them advice so that they can better integrate themselves into the community, until one fine day there come the long-awaited orders. The mission they are entrusted with, though, is not what they have been expecting. Their troubles have only just begun.  

SUNNY 님은 먼곳에 di Lee Joon-ik 이준익

2015-04-27

SUNNY    님은 먼곳에 Nimeun Meon Gose – Sunny Corea del Sud | 2008 | Colore | 126min | 35mm | Lingua: Coreano | Sottotitoli: Inglese, Italiano | Guerra, Commedia Sceneggiatore / Screenwriter: Choi Seok-hwan Fotografia / Cinematography: Na Seung-yong Musica / Music: Lee Byung-hoon, Bang Jun-suk Interpreti / Cast:  Su Ae, Jung Jin-young, Jeong Gyeong-ho Nel 1971 circa 320.000 soldati coreani vengono mandati in Vietnam per combattere a fianco dei reggimenti americani; tra questi c’è anche Sang-gil, da poco sposato con Soon-yi. Pur non trattandosi di un matrimonio felice, la donna decide di partire ugualmente per dimostrare il suo amore. Dopo vari tentativi falliti, Soon-yi è costretta a partire con una band e, usando il proprio talento canoro, ne diventa la cantante principale. Nel tour Soon-yi, ribattezzata “Sunny”, si esibisce per i soldati senza mai smettere di cercare suo marito. In 1971 some 320.000 Korean soldiers are dispatched in the Vietnam to fight alongside American troops; among them there is also Sang-gil, recently married with Soon-yi. Even if isn’t an happy marriage, she decides to leave  for proving her love. After several abortive attempts, Soon-yi must leave with a band and, using her vocal talent, she becomes the main singer.  During the tour Soon-yi, renamed “Sunny”, sings for the soldiers without stop looking for her husband.   LEE JOON-IK    이준익 Amministratore delegato della Cineworld Entertainment Lee Joon-ik, nato a Seoul nel 1959, è stato a lungo attivo nel campo della produzione e della distribuzione cinematografica, prima di specializzarsi nella regia di sceneggiature semplici ma intense come “Once Upon a Time in a Battlefield”. I primi successi arrivano con “Radio Star”, “The King and the Clown” (campione d’incassi nel 2005 in Corea del Sud) e l’acclamato “Sunny”, ambientato durante la guerra del Vietnam (2008). Nel 2011 presenta “Battlefield Heroes”, sequel di “Once Upon a Time in a Battlefield”, senza però andare incontro al successo sperato. Lee annuncia così il suo ritiro da regista; due anni dopo tuttavia torna dietro la macchina da presa con il dramma “Hope”, ed attualmente sta terminando il suo ultimo film “Sado”, con Song Kang-ho. CEO of Cineworld Entertainment, Lee Joon-ik, born in Seoul in 1959, he has been for a long time engaged in production and distribution before specializing in movie direction for simple but pleasant stories like “Once Upon a Time in a Battlefield”. First successes arrived with “Radio Star”, “The King and the Clown” (best box office of 2005 in South Korea) and the great “Sunny”, set during Vietnam War (2008). In 2011 he presented “Battlefield Heroes”, sequel of “Once Upon a Time in a Battlefield”, yet the film didn’t meet its anticipated box-office success. Subsequently Lee announced his retirement as film director. But two years later he returned with the drama “Hope” and currently he is finishing his last movie “Sado”, starring Song Kang-ho. Filmografia / Filmography Kid-Cops (Kideukab, 1993), Once upon a Time in a Battlefield ( Hwang San Beol, 2003), King and the Clown (Wang-ui Namja, 2005), Radio Star (2006), The Happy Life (Jeul-gu-woon In-saeng, 2007), Sunny (Nimeun Meongose, 2008), Battlefield Heroes (Pyeongyangseong, 2011), Hope (Sowon, 2013), Sado (2014)

A HARD DAY 끝까지 간다 di Kim Seong-hun 김성훈

2015-04-27

A HARD DAY   끝까지 간다 Kkeutkkaji Ganda - Una Giornata Difficile Corea del Sud | 2014 | Colore | 111min | DCP | Lingua: Coreano | Sottotitoli: Inglese, Italiano | Thriller, Azione Sceneggiatore / Screenwriter: Kim Seong-hun Fotografia / Cinematography: Kim Tae-seong Musica / Music: Mok Yeong-jin Interpreti / Cast: Lee Sun-kyun, Cho Jin-woong, Lee Young-soo Tornando in macchina dal funerale della madre, il detective Gun-su investe un uomo e, preso dalla disperazione, infila il cadavere nella bara della madre. Pochi giorni dopo, il delitto di Gun-su compare nel database della polizia ed un suo collega inizia ad indagare sul caso. A complicare le cose, si fa avanti un testimone che, per qualche incomprensibile motivo, vuole il corpo dell’uomo. Non avendo altra scelta, Gun-su dissotterra la tomba e recupera il cadavere, notando strane ferite su di esso. Driving back from his mother’s funeral, detective Gun-su runs over a man and, in a moment of desperation, he dumps the body in the same coffin of his mother. A few days later, Gun-su’s crime pops up on the police database and his colleague is heading up the case. Getting things worse, a witness steps forward:, who, for an unclear reason, wants the corpse. Without another choice to depend on, Gun-su digs the grave and retrieves the body, only to find strange wounds on it. KIM SEONG-HUN    김성훈 Nato nel 1971, il regista Kim Seong-hun assiste alla direzione di “Oh! Happy day” e “He Was Cool” (rispettivamente nel 2003 e nel 2004), prima di fare il suo debutto nel 2006 con la commedia “How the Lack of Love Affects Two Men,” notevole per il suo tempo comico ed i personaggi arguti e stilisticamente unici. Dopo otto anni, torna alla regia con il suo secondo film “A Hard Day”, intenso film d’azione che gli vale tre riconoscimenti ai Daejong Film Awards (Miglior regista, luci e fotografia) più altri tre all’ultima edizione del Blue Dragon Film Award (Miglior sceneggiatura, attore non protagonista e montaggio). Born in 1971, director Kim Seong-hun assisted in direction for “Oh! Happy day” and “He Was Cool” (respectively in 2003 and in 2004), made his debut in 2006 with a comedy “How the Lack of Love Affects Two Men”, was notable for its comedic timing and its witty and stylistically unique characters. After eight years he came back with his second feature film “A Hard Day”, an intense action movie which earned him three awards at Daejong Film Awards (Best Director, Lighting and Cinematography), plus other three in the last edition of  Blue Dragon Film Award (Best Screenplay, Supporting Actor and Film Editing). Filmografia / Filmography How the Lack of Love Affects Two Men (Aejeonggyeolpibi Du Namjaege Michineun Yeonghyang, (2006), A Hard Day (Kkeutkkaji Ganda, 2014)

MOURNING GRAVE 소녀괴담 di Oh In-chun 오인천

2015-04-27

MOURNING GRAVE    소녀괴담 Sonyoegoedam - La tomba in Lutto Corea del Sud | 2014 | Colore | 90min | DCP | Lingua: Coreano | Sottotitoli: Inglese, Italiano | Romantico, Horror Sceneggiatore / Screenwriter: Lee Jong-ho Fotografia / Cinematography: Gwon Sang-jun Musica / Music: Clarice E. Ok Interpreti / Cast: Kim Ha-neul, Kim So-eun, Kim Jeong-tae, Han Hye-rin In-su lascia Seoul per trasferirsi nel liceo della sua città natale a vivere con lo zio, un esorcista con il quale condivide un potere particolare: entrambi possono vedere gli spiriti. Nella sua nuova scuola non si trova bene, l’unica amicizia che stringe è con il fantasma di una ragazza coetanea, priva di ricordi della sua vita terrena. Nel frattempo però, i compagni di classe del ragazzo cominciano a sparire uno dopo l’altro a causa dello spirito vendicativo di una ragazza mascherata. In-su cerca di usare il suo potere per scoprire il segreto che si cela dietro quel rancore. In-su leaves Seoul for moving on an high school in his hometown and living with his uncle, an exorcist with whom he shares an unusual power: both of them can see ghosts. In the new school he doesn’t feel comfortable and the only friendship he makes is with a same age ghost girl, laking of her memories of life. But in the meantime his classmates go missing one by one because of the revengeful ghost of a masquerade girl. In-su tries to use his power in order to find out the secret behind that grudge. OH IN-CHUN    오인천 Sin da quando era uno studente alla Korea National University of Arts, Oh In-chun si è sempre dedicato al genere horror, realizzando diversi cortometraggi come “Jajeong Obunjeon” e “Deuraibeo” (entrambi del 2013). “Mournig Grave” è il suo primo lungometraggio, prodotto da Ghost Pictures, specializzata in horror. Lo sceneggiatore stesso, Lee Jong-ho, è un esperto nel genere, avendo scritto “Bunshinsaba” (2004) e “The Sleepless” (2012), sempre prodotto dalla Ghost Pictures. Since he was a student at Korea National University of Arts , Oh In-chun has always dedicated himself to horror genre, making several short movies like “Jajeong Obunjeon” and “Deuraibeo” (both in 2013). “Mourning Grave” is his first film, produced by Ghost Pictures, a company skilled in horror movies. The screenwriter himself, Lee Jong-ho, is an expert in the field, writing “Bunshinsaba” (2004) and “The Sleepless” (2012), still produced by Ghost Pictures.   Filmografia / Filmography Crank Up (2010), A moment (Moment 2010) , Metamorphoses ( Buynsin iyagi 2011)) Mourning Grave (Sonyoegoedam, 2014)

TAEGUKGI 태극기휘날리며 di Kang Je-kyu 강제규

2015-04-28

TAEGUKGI   태극기휘날리며 Taegukgi Hwinallimyeo - Fratellanza di Guerra Corea del Sud | 2004 | Colore | 148min | DCP | Lingua: Coreano | Sottotitoli: Inglese, Italiano | Guerra, Drammatico Sceneggiatore / Screenwriter: Kang Je-kyu, Han Ji-hun, Kim Sang-don Fotografia / Cinematography: Alex Hong Musica / Music: Lee Dong-jun Interpreti / Cast: Jang Dong-kun, Won Bin, Lee Eun-ju A Seoul, Jin-tae e il giovane fratello Jin-seok (uno studente), stanno cercando di scappare verso il Sud del paese allo scoppio della Guerra di Corea ma, entrambi sono costretti ad arruolarsi, e vengono spediti al fronte senza alcun tipo di addestramento. Temendo per la vita del fratello, Jin-tae stringe un accordo con un comandante che gli promette di rimandare a casa Jin-seok, solo se riuscirà a vincere una medaglia d’onore. Così Jin-tae non per patriottismo, ma per amore fraterno, inizia la sua rischiosa missione per diventare un eroe di guerra. In Seoul, Lee Jin-tae and his younger brother Jin-seok, a student, are trying to escape to the south at the outbreak of the Korean War, but both of them are forced to enlist and drafted to the frontline without any proper training. Concerned about his brother’s life, Jin-tae reachs an agreement with a commander who promises to send Jin-Seok home if he wins a medal of honor. So Jin-tae, not for patriotism but brotherly love, starts his dangerous mission to become the war hero. KANG JE-KYU    강제규 Il New York Times descrive Kang Je-kyu come “lo Steven Spielberg dell’Estremo Oriente” dal momento che i suoi film si rivelano regolarmente dei blockbuster, creando coinvolgenti storie di genere su argomenti d’identità nazionale. E’ il caso del suo primo film “The Ginko Bed” (1996) con i suoi contenuti folk, e ancor più con “Swiri” (1999), un thriller d’azione su un serrato confronto tra agenti dei servizi segreti sudcoreani e nordcoreani. “Taegukgi” guadagna più di 14 milioni di dollari, appena meno dell’ultimo film di Kang, “My Way” (2011), ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. The New York Times describes Kang Je-kyu as “the Steven Spielberg of East Asia” because his movies routinely become blockbusters building compelling genre stories around questions of national identity. So it is the case of his first movie “The Ginko Bed” (1996) and its folk contents, even more for “Swiri” (1999), an action thriller depicting a tense confrontation between South and North Korean intelligence agents. “Taegukgi” gains more than 14 million dollars, just less than the last  Kang’s work, “My Way” (2011), set in World War II.   Filmografia / Filmography The Ginko Bed (Eunhaengnamu chimdae, 1996), Swiri (Swili, 1999), Taegukgi: Brotherhood of War (Taegukgi Hwinallimyeo, 2004), My Way (Mai Wei, 2011), Awaiting (2014)

MAN ON HIGH HEELS 하이힐 di Jang Jin 장진

2015-04-28

MAN ON HIGH HEELS    하이힐 Hai-hil - L’Uomo con i Tacchi Alti Corea del Sud | 2014 | Colore | 125min | DCP | Lingua: Coreano | Sottotitoli: Inglese, Italiano | Noir, Azione Sceneggiatore / Screenwriter: Jang Jin Fotografia / Cinematography: Lee Sung-je Musica / Music: Park Geun-tae Interpreti / Cast: Lee Sun-kyun, Cho Jin-woong, Lee Young-soo Yoon Ji-wook è un abile e spietato detective dal passato travagliato che desidera abbandonare il suo lavoro. Nonostante un corpo coperto da cicatrici, ed il timore (misto ad ammirazione) che suscita negli ambienti della criminalità organizzata, l’uomo decide, dopo anni di conflitti interiori, di fare l’operazione per cambiare sesso. Presi i contatti necessari, Yoon sceglie di andare all’estero. Ben presto però, una rappresaglia mafiosa si frappone fra lui ed il suo obiettivo di diventare donna. Yoon Ji-wook is a skillful and cold-blooded detective with a trubled past who wants to quit his job. Despite a body covered by scars and the dread (with admiration) he instills among the racketeering, he has finally decided to get the sex reassignment operation after years of interior struggles. After taken the necessary contacts, Yoon decides to go abroad. But soon a mafia retaliation arise, interfering with his goal to become a woman. JANG JIN    장진 Già affermato drammaturgo e regista di molti musical e serie televisive, Jang Jin diventa regista cinematografico con “The Happenings”. Versatile sceneggiatore, affronta vari tipi di genere, dal romantico “Ditto” (2000) al thriller “Public Enemy Returns” (2008). Dirige inoltre “Murder, Take One” (2005) e “Good Morning President” (2009), basati su due suoi soggetti. Jang è stato anche direttore dell’edizione coreana del Saturday Night Live. Already an accomplished playwright and director of many plays, musicals and TV dramas, Jang Jin became a movie director with “The Happenings”. Eclectic screenwriter, he faced different kinds of genre, from the romance “Ditto” to the thriller “Public Enemy Returns”(2008). He directed “Murder, Take One” (2005) and “Good Morning President” (2009), both based on two of his plays. Jang has been also the director of Korean edition of Saturday Night Live. Filmografia / Filmography The Happenings (Gimaghin sanaedeul, 1998), The Spy (Gancheop Lee Cheol-jin, 1999), Guns and Talks (Killerdeului Suda, 2001), Someone Special (Aneun Yeoja, 2004), Murder, Take One (Baksu-chiltae Deonara, 2005), If You Were Me 2 (Daseot Gae-ui Shiseon, 2006), Righteous Ties (Georukhan Gyebo, 2006), My Son (Ahdeul, 2007), Good Morning President (Gotmoning Peurejidenteu, 2009), The Quiz Show Scandal (Kwijeu Wang, 2010), Romantic Heaven(Romaentik Hebeun, 2011), Man on High Heels (Hai-hil, 2014)

KUNDO: AGE OF RAMPANT 군도:민란의 시대 di Yoon Jong-bin 윤종빈

2015-04-28

KUNDO: AGE OF RAMPANT 군도:민란의 시대 Gundo: Minnan-ui Si-dae – Kundo: L'Era della Crisi Dilagante Corea del Sud | 2014 | Colore | 137min | DCP | Lingua: Coreano | Sottotitoli: Inglese, Italiano | Costume, Azione Sceneggiatore / Screenwriter: Jeon Cheol-hong Fotografia / Cinematography: Choe Chan-min Musica / Music: Cho Young-wook Interpreti / Cast: Ha Jung-woo, Gang Dong-won, Lee Gyoung-young Durante la Dinastia Joseon, la popolazione soffre per lo sfruttamento subito da nobili corrotti. In difesa dei cittadini si erge un gruppo di banditi noti come “Kundo”. Jo-yoon, figlio illegittimo di un nobile, è tanto spietato quanto abile nell’uso della spada; egli incarica Dolmuchi di uccidere la cognata incinta dell’erede legittimo. Il fallimento del compito causa la sua condanna a morte. Salvato dagli uomini di Kundo, si unisce a loro rinascendo come il guerriero Dochi. A causa delle continue ingiustizie sociali, per lui ed il resto dei banditi, è giunto il momento di affrontare Jo-yoon, il nemico più pericoloso. During Joseon Dynasty the people are suffering because of exploitation by corrupt noblemen. Their only defender is a group of outlaws known as “Kundo”. Jo-yoon, a noble’s illigetimate son, is cruel as much as skilled with sword; he hires Dolmuchi to kill his sister-in-law, pregnant of the legitimate heir. The failure of the task causes his death warrant. Saved by Kundo’s men, he joins them reborning as the warrior Dochi. Because of the increasing social injustice, for him and the rest of the bandits, is time to face Jo-yoon, the most dangerous enemy. YOON JONG-BIN    윤종빈 A 25 anni si laurea alla Chung-Ang University con “The Unforgiven” (2005), pluripremiato film a basso budget, selezionato dal Busan International Film Festival e dal Festival di Cannes per la sezione Un Certain Regard. Dopo altri due successi come “The Moonlight of Seoul” e “Nameless Gangster”, Yoon sposta la sua attenzione su un film storico d’azione: “Kundo: Age of the Rampant”, blockbuster su una banda di fuorilegge esistita fino alla colonizzazione giapponese. Anche per quest’utimo, come per i film precedenti, il regista recluta l’attore Ha Jung-woo. At the age of 25, Yoon Jong-bin degrees at Chung-Ang University with “The Unforgiven” (2005), a well award winning low budget movie invited to Busan International Film Festival and to Cannes Film Festival Un Certain Regard section. After other two success such as “The Moonlight of Seoul” e “Nameless Gangster”, Yoon shifts his focus on a historic action drama:”Kundo: Age of the Rampant”, blockbuster on a a band of outlaws existed until Japanese colonization. Also for this last one, like for his previous movies, the filmmaker chooses the actor Ha Jung-woo. Filmografia / Filmography The Unforgiven (Yongseobadji Mothan-ja, 2005), The Moonlight of Seoul (Beastie Boys, 2008), Nameless Gangster (Bumchoiwaui Junjaeng, 2012), Kundo: Age of the Rampant (Gundo: Minnan-ui Si-dae, 2014)  

RASSEGNA DI CINEMA COREANO

from 2015-04-26 to 2015-04-28


LE GRAND CHEF 식객 di Jeon Yun-su

2015-04-26

LE GRAND CHEF  식객 Shik-gaek - Il Grande Chef Corea del Sud / 2007 / Colore / 114 min / DCP / Lingua: Coreano / Sottotitoli / Inglese, Italiano / Commedia, Drammatico Sceneggiatura / Screenwriter:  Sin Dong-ik, Jeon Yun-su Fotografia / Cinematography: Park Hee-ju Musica / Music: Hwang Sang-jun Interpreti / Cast: Kim Kang-woo, Lim Won-hee, Lee Ha-na, Chung Eun-pyo, Kim Sang-ho   Le Grand Chef è un film basato sul manhwa di Heo Yeong Man, che racconta la rivalità tra due Chef: Sung-chan e Bong-ju. Rivalità che va avanti sin da quando i due erano bambini. Assisteremo allo scontro tra Sung-chan e Bong-ju per la conquista di un vero e proprio tesoro nazionale: il coltello dello Chef Reale. Film abbastanza "scioccante" sin dai primi minuti, strano da dirsi per un film di cucina, ma è così e il perchè lo capirete voi stessi. Vedremo sfilare piatti favolosi, che vi faranno venire voglia di assaggiarli. At a press conference, a cooking knife of a special spirit is being presented to the public. The knife belongs to the last Korean royal chef of the Chosun Dynasty who cut his arms with this knife to show his loyalty to the king and the country. The Japanese bureaucrat at the time was deeply moved by his conviction and returned to Japan with this knife. Now, his son has come to Korea to return the precious knife back to someone who really deserves to own it and announces a cooking contest to find the best cook for this knife. Thus the destined match between the grandsons of the two apprentices of the royal chef has begun… JEON YUN-SU   전윤수 Nato nel 1971 a Seul. È stato assisitente del regista Kang Jae-gyu nei film con successo al botteghino in Corea come The Ginko Bed (1996), Shiri (1998), si è laureato all’Università con cortometraggio Goodbye Seoul Shinpa con cui ha ricevuto il premio “Award of Excellence” al 3rd Shinyoung Media Arts Festival and Special Jury Prize, migliore Sceneggiatura e migliore Colonna Sonora al 10th Korea Original Short Film Festival. Ha debuttato nei lungometraggi con il suo primo film Besame Mucho nel 2011 e il secondo film My Girl and I con gli attori Song Hye-gyo e Cha Tae-hyun. Born in 1971, Seoul. Jeon was assisitant director in the box office hit films “The Ginko Bed” (1996) and “Shiri” (1998) directed by Kang Je-gyu. His graduate short film “Goodbye Seoul Shinpa” won an Award of Excellence at the 3rd Shinyoung Media Arts Festival and Special July Prize, Best Screenplay and Best Music at the 10th Korea Original Short Film Festival. He debuted with “Besame Mucho” (2001), and his second feature “My Girl and I” starring Song Hye-gyo and Cha Tae-hyun attracted special attention. Filmografia Besame Mucho (2001), My Girl and I (2005), Le Grand Chef (2007), Portrait of Beauty (2008)  

THE STONE RIVER di Giovanni Donfrancesco (Italia, 2013, 88′)

2015-05-05

THE STONE RIVER di Giovanni Donfrancesco (Italia, 2013, 88′)

Un anziano scultore vaga nel cimitero di Hope, interrogando le tombe dei lavoratori della pietra che a cavallo tra Ottocento e Novecento partendo da Carrara e da mezza Europa giunsero a Barre, nel Vermont, dove si aprivano le più grandi cave di granito del mondo. Un viaggio metafisico nel presente della provincia americana, in cui i vivi prestano voce e corpo ai fantasmi dei loro avi. Un affresco sorprendente che ritrae l'epopea tragica di un'intera comunità impegnata nella perenne e titanica lotta contro la pietra, tra drammatiche battaglie sociali e morti bianche, tra lo splendore dell'arte scultorea e l'utopia anarchica, tra speranza e tragedia.

THE STONE RIVER di Giovanni Donfrancesco (Italia, 2013, 88′)

2015-05-10

THE STONE RIVER di Giovanni Donfrancesco (Italia, 2013, 88′)

Un anziano scultore vaga nel cimitero di Hope, interrogando le tombe dei lavoratori della pietra che a cavallo tra Ottocento e Novecento partendo da Carrara e da mezza Europa giunsero a Barre, nel Vermont, dove si aprivano le più grandi cave di granito del mondo. Un viaggio metafisico nel presente della provincia americana, in cui i vivi prestano voce e corpo ai fantasmi dei loro avi. Un affresco sorprendente che ritrae l'epopea tragica di un'intera comunità impegnata nella perenne e titanica lotta contro la pietra, tra drammatiche battaglie sociali e morti bianche, tra lo splendore dell'arte scultorea e l'utopia anarchica, tra speranza e tragedia.

DAL PROFONDO di Valentina Zucco Pedicini (Italia, 2013, 72′)

2015-05-13

DAL PROFONDO di Valentina Zucco Pedicini (Italia, 2013, 72′)

Dove si finisce quando si muore? “Sottoterra”, ci hanno sempre insegnato. “Dal Profondo” ribalta le prospettive mostrando come 500metri sotto il livello del mare si nasconda, invece,la vita. Una lunga notte senza fine, senza stagioni, senza tempo. Un lavoro secolare che è orgoglio, maledizione. Chilometri di gallerie. Buio. Uomini neri. Una donna. Patrizia, unica minatrice in Italia dialoga con un padre morto, un ricordo mai sepolto. 150 minatori, gli ultimi, pronti a dare guerra al mondo “ di sopra” per scongiurare una chiusura ormai imminente. Un’esperienza unica per chi ha filmato, per chi guarderà, per chi quel mondo “capovolto” l’ha costruito. Il tutto al ritmo di una preghiera che ai morti è dedicata, ai vivi chiede ascolto: “De profundis, clamavi ad te, o Domine…”

Valentina Zucco Pedicini  I suoi documentari sono selezionati in numerosi festival nazionali e internazionali. Dal Profondo è stato selezionato per l’Idfa Accademy, il Berlinale Talent Campus ed ha vinto il Premio Solinas 2011, Documentario per il Cinema. Dal Profondo è il suo primo lungometraggio dopo My Marlboro City, Mio Sovversivo Amore e Pater Noster.


DAL PROFONDO di Valentina Zucco Pedicini (Italia, 2013, 72′)

2015-05-17

DAL PROFONDO di Valentina Zucco Pedicini (Italia, 2013, 72′)

Dove si finisce quando si muore? “Sottoterra”, ci hanno sempre insegnato. “Dal Profondo” ribalta le prospettive mostrando come 500metri sotto il livello del mare si nasconda, invece,la vita. Una lunga notte senza fine, senza stagioni, senza tempo. Un lavoro secolare che è orgoglio, maledizione. Chilometri di gallerie. Buio. Uomini neri. Una donna. Patrizia, unica minatrice in Italia dialoga con un padre morto, un ricordo mai sepolto. 150 minatori, gli ultimi, pronti a dare guerra al mondo “ di sopra” per scongiurare una chiusura ormai imminente. Un’esperienza unica per chi ha filmato, per chi guarderà, per chi quel mondo “capovolto” l’ha costruito. Il tutto al ritmo di una preghiera che ai morti è dedicata, ai vivi chiede ascolto: “De profundis, clamavi ad te, o Domine…”

Valentina Zucco Pedicini  I suoi documentari sono selezionati in numerosi festival nazionali e internazionali. Dal Profondo è stato selezionato per l’Idfa Accademy, il Berlinale Talent Campus ed ha vinto il Premio Solinas 2011, Documentario per il Cinema. Dal Profondo è il suo primo lungometraggio dopo My Marlboro City, Mio Sovversivo Amore e Pater Noster.


SACRO GRA di Gianfranco Rosi (Italia, 2013, 93′)

2015-05-18

SACRO GRA di Gianfranco Rosi (Italia, 2013, 93′) Dopo l’India dei barcaioli, il deserto americano dei dropout, il Messico dei killer del narcotraffico, Gianfranco Rosi ha deciso di raccontare il suo Paese girando e perdendosi per tre anni con un mini-van sul Grande Raccordo Anulare di Roma per scoprire i mondi invisibili e i futuri possibili che questo luogo magico cela oltre il muro del suo continuo frastuono. E dallo sfondo emergono personaggi invisibili e apparizioni fugaci: il nobile torinese e sua figlia universitaria, che vivono in un monolocale ai bordi del Raccordo; il “palmologo” che come un Mago Merlino cerca ossessivamente un rimedio per liberare le piante della sua oasi di palme da larve divoratrici; il principe che fa ginnastica di buon mattino sul tetto del suo castello eretto nel cuore della periferia nord-est; l’attore di fotoromanzi, memoria storica della Roma cinematografara, che insegue ostinato sul raccordo la fama e il sogno di una giovane avventura; il pescatore di anguille che sotto i cavalcavia di Roma sud ha costruito un villaggio sull’acqua. Questi personaggi, insieme a tante altre incredibili apparizioni, animano il mondo del Sacro Gra di Gianfranco Rosi. Il GRA, il Grande Raccordo Anulare di Roma, con i suoi 70 km è la più estesa autostrada urbana d’Italia. Ma pochi considerano il Raccordo come spazio urbano da esplorare. Lo ha fatto il paesaggista Nicolò Bassetti che ha abbandonato la macchina sul bordo della strada, per partire a piedi alla scoperta di questo luogo misterioso. Per 300 km e ha esplorato i territori sconosciuti intorno al GRA, arricchendo il suo cammino di incontri straordinari. Questo bagaglio di esperienze, come l’idea stessa di farne una narrazione, lo ha passato poi nelle mani di Gianfranco Rosi, immaginando che potesse trasformarlo in uno dei suoi film da “cinema del reale”. Gianfranco Rosi Nel 2008, il suo primo lungometraggio "Below the sea level", girato a Slab City in California, vince i premi Orizzonti Doc e Doc/It alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 2008. La pellicola si aggiudca anche il premio come miglior documentario al Bellaria Film Festival, i Grand Prix e il Prix des Jeunes al Cinéma du Réel del 2009, il premio per il miglior film al One World Film Festival di Praga, il Premio Vittorio De Seta al Bif&st 2009 per il miglior documentario ed è nominato come miglior documentario all'European Film Awards 2009. Nel 2010 gira il lungometraggio "El sicario - room 164", film-intervista su un sicario messicano. Il film, oggetto di critiche contrastanti, vince il premio doc/it come miglior documentario italiano dell'anno.

I NOSTRI ANNI di Daniele Gaglianone

2015-04-24

I NOSTRI ANNI di Daniele Gaglianone Italia, 2000,90’ Alberto e Natalino sono due anziani che, durante l'ultima guerra, hanno condiviso l'esperienza delle brigate partigiane sulle montagne del Piemonte. Oggi Natalino vive da solo in montagna, in un borgo disabitato, mentre Alberto è ricoverato in un pensionato dove entra in confidenza con Umberto. Quando, un giorno, i fantasmi della guerra riaffiorano nella sua mente, Alberto scopre che Umberto è un ex ufficiale fascista colpevole di un massacro di cui il vecchio partigiano si sente ancora colpevole. L'unico modo per placare i sensi di colpa è quello di uccidere Umberto.

UNA VITA DIFFICILE di Dino Risi

2015-04-25

UNA VITA DIFFICILE di Dino Risi Italia, 1961, 118’ Silvio Magnozzi ha combattuto nelle formazioni partigiane comuniste; nel Dopoguerra si trova a lavorare come giornalista. L'uomo non accetta però compromessi e la sua vita va incontro a ostacoli economici e sociali di ogni tipo. Per questo motivo la moglie si decide a lasciarlo fino a quando non riuscirà ad elevarsi socialmente. Per riconquistarla Silvio abbandona il suo idealismo e inizia a lavorare e a umiliarsi al soldo di un industriale. È una delle interpretazioni memorabili di Sordi. Risi in uno dei suoi film più riusciti incanala il tipico personaggio sordiano nei meandri amari di un ritratto spietato sull'Italia della ricostruzione.

DIARI. APRILE 1945 - VIAGGIO NELLA MEMORIA DELLA RESISTENZA

2015-04-25

DIARI. APRILE 1945 - VIAGGIO NELLA MEMORIA DELLA RESISTENZA (La Storia siamo noi) Il ricordo dei giorni della Liberazione attraverso i diari raccolti dall'Archivio Diaristico di Pieve Santo Stefano. Con la partecipazione dell'attore teatrale Ascanio Celestini.

25 APRILE. LETTERE DI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA

2015-04-25

25 APRILE. LETTERE DI CONDANNATI A MORTE DELLA RESISTENZA ITALIANA Documentario di Pasquale Pozzessere con Claudio Amendola, Luca Argentero, Stefano Dionisi, Vinicio Marchioni, Giorgio Pasotti, Riccardo Scamarcio, 61’

VIVERE di Franco Bernini

2015-04-25

VIVERE  di Franco Bernini Italia, 2001, 38’ docufiction La guerra e l’amore, il pianto e il riso, il peggio e il meglio che possa accadere a un uomo. A Roma, dominata dai nazisti nel 1943. L’uomo si chiama Vittorio De Sica. Facile parlare bene di lui oggi, ma allora… Allora è soltanto un “commediante”, qualcuno senza protettori. Un giorno una pattuglia di soldati tedeschi arriva sul set del film che sta girando e lo portano via dal loro comandante. Goebbels in persona gli ha scritto, gli ha mandato una richiesta che è un ordine. De Sica è in trappola. Ma… un narratore – Marco Paolini – trae dall’oblio questa storia. La storia di De Sica, ma anche la storia dell’Italia di allora, dell’eterna italianissima arte di arrangiarsi, delle nostre miserie e delle nostre nobiltà. Il narratore rievoca, suggerisce, interpreta. Forse, un po’, inventa.

NEMICI D’INFANZIA di Luigi Magni

2015-04-25

NEMICI D’INFANZIA  di Luigi Magni Italia, 1995, 100’ Iniziazione alla Resistenza di Paolo, adolescente romano, durante l'occupazione della città da parte dei tedeschi nel 1944. Malgrado la giovane età, Paolo è costretto a scegliere tra l'impegno politico e l'amore per Luciana, figlia di un pericoloso torturatore fascista. La lotta per la libertà avrà il sopravvento sui sentimenti. Tratto da un libro autobiografico scritto dal regista.

UN UOMO RITORNA di Max Neufeld

2015-04-24

UN UOMO RITORNA di Max Neufeld Italia, 1946, 81' Dopo cinque anni di guerra Sergio torna finalmente a casa, ma della sua famiglia rimangono soltanto la madre e il fratello. Cerca di rimettere in piedi la centrale termoelettrica di cui era direttore, si sposta a Roma, dove ritrova la sorella e l’altro fratello ospiti di Adele, la giovane vedova di cui prima della guerra era invaghito. Ma intorno a sé scorge solo rancore e desiderio di vendetta. Interpreti e personaggi: Gino Cervi (Sergio), Anna Magnani (Adele), Luisa Poselli (Luciana), Felice Romano (Carletto), Simonetta Adami, Ave Ninchi (amica di Adele), Enrico Gozzo, Antonio La Cavalla, Anna Maria Dossena (Silvana, l’amica di Luciana), Carlo Lombardi (il difensore), Dina Romano, Giovanna Cigoli, Olinto Cristina (il commissario), Gustavo Consorti, Dino Di Luca, Aldo Silvani (Siluritto), Carla Repetti, Mario Perrone, Antonio Pizzuttio, F. Scervini Sceneggiatura: Luigi Giacosi Dialoghi: Anton Giulio Majano, Ivo Perilli, Umberto Del Giglio Fotografia: Giuseppe La Torre Scenografia: Piero Filippone Montaggio: Giuseppe Fatigati Musiche originali e canzoni: Carlo Innocenzi ed. Universo Suono: Eraldo Giordani Direttore di produzione: Giuseppe Fatigati Produzione: Zeus Film Origine: Italia, 1946 Formato immagine: 1,33:1 (b/n) Prima proiezione pubblica: 21/04/46 Altri titoli: Un homme revient (Paris, 10 marzo 1948 - 90'); Revenge (USA) Versione francese: a cura di L.De Carbonnat (dialoghi: Jacqueline D’Arcole) © 1946 Zeus Film © 1989 Marzi Vincenzo © 2004 MARZI Srl. Tutti i diritti riservati. Distribuzione internazionale: RIPLEY’S FILM Srl

LA CASA DEL CINEMA PER IL 25 APRILE

from 2015-04-24 to 2015-04-25

LA CASA DEL CINEMA PER IL 25 APRILE L’ORGOGLIO DELLE RADICI: ERA GIORNO A ROMA con la collaborazione di ERA NOTTE A ROMA di Roberto Rossellini Italia, Francia, 1960, 102’ Mentre la battaglia infuria attorno a Montecassino, un soldato americano, uno inglese e uno russo riescono a evadere da un campo di concentramento. Una donna, che vive di borsa nera, li ospita nella soffitta di casa sua, ma i tre, non riuscendo a rimanere inattivi, si mettono in contatto con i partigiani. I loro movimenti non passano però inosservati e la donna, tradita da una spia, sarà arrestata.

STOP THE POUNDING HEART di Roberto Minervini (Italia, 2013, 98')

2015-04-26

STOP THE POUNDING HEART di Roberto Minervini (Italia, 2013, 98')

Come mantenersi retti di fronte ai propri valori? Il film del regista Roberto Minervini porta sullo schermo il delicato ritratto di Sara. Primogenita di una numerosa famiglia di allevatori del Texas cresciuta secondo i precetti della Bibbia, Sara ha pochi anni e molti fratelli. Trascorre i suoi giorni a prendersi cura della fattoria e dei piccoli, mantenendo corpo e mente puri in attesa dell’uomo che la prenderà in moglie. L'incontro con Colby, allevatore di tori e cowboy da rodeo, turba la quotidianità della ragazza precipitandola in una crisi profonda. «Colby è uno specchio per Sara, la possibilità per lei di riflettere sul suo percorso e le sue scelte, una breccia che apre la mente di Sara e la costringe a mettere in discussione tutto ciò che è sacro per lei»  spiega il regista «Vedo anche un forte parallelo metaforico tra i due. Sara lotta per camminare retta verso Dio, e Colby fatica a tenere la sua postura diritta sul toro, una questione di vita o di morte per entrambi» Esplorazione dell’adolescenza, della famiglia e dei valori sociali, dei ruoli di genere e della difficile convivenza fra giovinezza e religione nell’ America rurale, il film è stato presentato in anteprima mondiale al 66o Festival di Cannes e, fra i  numerosi riconoscimenti italiani e internazionali, ha vinto il David di Donatello nel 2014.

Roberto Minervini, nato in Italia, è un regista e scrittore che vive e lavora tra Italia e Usa dopo aver conseguito un Master in Media Studies della New School University di New York. Stop the Pounding Heart è il terzo capitolo di una trilogia sul Texas, dove il regista vive e lavora,  dopo The Passage (2011) e Low Tide (2012), attraverso la quale Minervini si immerge nella natura americana e porta alla luce questioni complesse e controverse di questi luoghi rappresentandole in una realtà aperta di interpretazione.

SmoKINGS di Michele Fornasero (Italia, 2014, 96')

2015-04-29

SmoKINGS di Michele Fornasero (Italia, 2014, 96')

I fratelli Messina sono i proprietari di Yesmoke, una piccola fabbrica di sigarette con sede a Settimo Torinese, in Piemonte, Italia. Inizialmente Yesmoke.com era un sito online per la vendita di sigarette con sede a Balerna, zona franca svizzera, ma gestito da Mosca, luogo dove nel 1999 i due italiani risiedevano e dove tutto ebbe inizio. Ogni giorno migliaia di persone comprava stecche di Marlboro, Camel e Lucky Strike online a un prezzo stracciato. Ben presto i due fratelli arrivarono a fatturare 100 mln di dollari l’anno. Sembrava avessero creato un sistema di business innovativo e legale, quando Philip Morris decise di fare loro causa per 550 mln di dollari. Inizialmente, i due fratelli ignorarono la causa e continuarono a soddisfare le richieste dei loro clienti fino a quando nel 2004, grazie all’aiuto del governo americano, la Philip Morris riuscì a fermare il loro business. Costretti a chiudere il sito, i due fratelli decisero di mettersi in proprio con l’obiettivo di dar filo da torcere al gigante americano del tabacco. Nel 2007 i Messina fondano la Yesmoke in Italia, ma il loro modo di fare non piace allo Stato Italiano e i due si ritrovano a lottare contro un sistema; decidono quindi di “fare la guerra” anche allo Stato, citandolo in giudizio… In uno stile da gangster movie, il documentario racconta una battaglia sul libero mercato attraverso gli occhi di due insiders della vendita di sigarette, mentre in tutto il mondo si cerca di promuovere una nuova era di “no-smoking”… Chi vincerà questa battaglia? Michele Fornasero Nel 2007, insieme ad altri amici e colleghi, co-fonda a Torino la casa di produzione Indyca. Tramite Indyca, Michele ha acquistato una forte esperienza in qualità di produttore, film-maker, dop e montatore, lavorando per la realizzazione di diversi cortometraggi e documentari, tra cui Frontline is everywhere, Uno scampolo di Paradiso, La leggenda del pesce azzurro, La Paura SiCura, acquistando esperienza da grandi registi di fama internazionale come Gabriele Vacis, Peter Greenaway e altri.

SmoKINGS di Michele Fornasero (Italia, 2014, 96')

2015-05-03

SmoKINGS di Michele Fornasero (Italia, 2014, 96')

I fratelli Messina sono i proprietari di Yesmoke, una piccola fabbrica di sigarette con sede a Settimo Torinese, in Piemonte, Italia. Inizialmente Yesmoke.com era un sito online per la vendita di sigarette con sede a Balerna, zona franca svizzera, ma gestito da Mosca, luogo dove nel 1999 i due italiani risiedevano e dove tutto ebbe inizio. Ogni giorno migliaia di persone comprava stecche di Marlboro, Camel e Lucky Strike online a un prezzo stracciato. Ben presto i due fratelli arrivarono a fatturare 100 mln di dollari l’anno. Sembrava avessero creato un sistema di business innovativo e legale, quando Philip Morris decise di fare loro causa per 550 mln di dollari. Inizialmente, i due fratelli ignorarono la causa e continuarono a soddisfare le richieste dei loro clienti fino a quando nel 2004, grazie all’aiuto del governo americano, la Philip Morris riuscì a fermare il loro business. Costretti a chiudere il sito, i due fratelli decisero di mettersi in proprio con l’obiettivo di dar filo da torcere al gigante americano del tabacco. Nel 2007 i Messina fondano la Yesmoke in Italia, ma il loro modo di fare non piace allo Stato Italiano e i due si ritrovano a lottare contro un sistema; decidono quindi di “fare la guerra” anche allo Stato, citandolo in giudizio… In uno stile da gangster movie, il documentario racconta una battaglia sul libero mercato attraverso gli occhi di due insiders della vendita di sigarette, mentre in tutto il mondo si cerca di promuovere una nuova era di “no-smoking”… Chi vincerà questa battaglia? Michele Fornasero Nel 2007, insieme ad altri amici e colleghi, co-fonda a Torino la casa di produzione Indyca. Tramite Indyca, Michele ha acquistato una forte esperienza in qualità di produttore, film-maker, dop e montatore, lavorando per la realizzazione di diversi cortometraggi e documentari, tra cui Frontline is everywhere, Uno scampolo di Paradiso, La leggenda del pesce azzurro, La Paura SiCura, acquistando esperienza da grandi registi di fama internazionale come Gabriele Vacis, Peter Greenaway e altri.

IL MESE DEL DOCUMENTARIO

up to 2015-05-27

IL MESE DEL DOCUMENTARIO

III edizione

22 aprile – 27 maggio 2015

Dal 22 aprile al 27 maggio torna Il Mese del Documentario - III edizione per uno sguardo d’eccezione sul cinema del reale contemporaneo, sulle sue storie e sui suoi modi di raccontare. Organizzata da Doc/it - Associazione Documentaristi Italiani in collaborazione con l’associazione 100autori, la manifestazione propone il meglio del documentario italiano con 70 proiezioni in 14 città, in Italia e in Europa. Un intero mese in cui saranno proiettati i cinque film finalisti che concorrono al Doc/it Professional Award per il miglior documentario dell’anno e in cui il pubblico potrà dialogare con i registi. Il Doc/it Professional Award si conferma il più importante premio della categoria del documentario italiano. Ben due le selezioni per arrivare ai 5 film finalisti. Sono 84 le opere che hanno partecipato a una prima selezione di un comitato scientifico composto da giornalisti, direttori di festival ed esperti di documentario che ha scelto i migliori 21 lavori da sottoporre alla seconda selezione. Più di 150 professionisti del settore hanno poi votato i migliori 5 documentari decretandone il vincitore. Sono stati votati cinque stili diversi per cinque film che proclamano la crescente affermazione del documentario italiano. A cominciare da Sacro GRA di Gianfranco Rosi, opera simbolo per gli amanti e i professionisti del settore per la sua storica vittoria del Leone d’Oro alla 70ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e Stop the pounding heart di Roberto Minervini, il delicato ritratto di una giovane texana presentato in anteprima mondiale al 66o Festival di Cannes, proiettato in numerosi festival internazionali e vincitore del David di Donatello nel 2014. Stile gangster movie per la storia dei due fratelli Messina, i proprietari dell’unica fabbrica di sigarette italiana che fanno la guerra alle lobby del tabacco e protagonisti di SmoKings di Michele Fornasero, presentato in anteprima mondiale a Visions du Rèel, fra i più importanti festival di documentario europeo. In un’inquietante e poetica trasposizione, gli abitanti di un piccolo paese del Vermont offrono la loro voce ai tagliatori di pietra europei immigrati lì all’inizio del ventesimo secolo in The stone river di Giovanni Donfrancesco, vincitore di numerosi premi tra cui il Globo d’Oro al miglior documentario. Dal profondo di Valentina Pedicini ribalta invece le prospettive mostrando come a centinaia di metri sotto la terra si nasconda la vita. Presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma 2013 in cui ha vinto il premio al Miglior Documentario, racconta la vita e le lotte di Patrizia, unica minatrice in Italia a scendere 500 metri sotto il livello del mare. La votazione dei finalisti è stata resa possibile grazie alla digital library  di Doc/it, italiandoc, il più grande archivio italiano dedicato al documentario che ha offerto la possibilità ai professionisti del settore di visionare e votare le opere direttamente on-line. Quest’anno gli accessi sono stati più di 1850. La presentazione ufficiale de Il Mese del Documentario si terrà presso la Casa del Cinema di Roma (largo Marcello Mastroianni 1) mercoledì 22 aprile alle ore 20:30 assieme ai direttori artistici Gerardo Panichi e Luca Scivoletto, il direttore della Casa del Cinema Giorgio Gosetti, la preside del Centro Sperimentale di Cinematografia Caterina D’Amico e i partner locali. A seguire la proiezione del primo dei cinque film finalisti del Doc/i Professional Award Stop the pounding heart di Roberto Minervini e l’incontro skype con il regista. Sono 14 le città che hanno aderito alla manifestazione testimoniando il sempre crescente interesse da parte del pubblico per il cinema del reale. Unico nella sua formula Il Mese del Documentario proietterà i film a Roma, L’Aquila, Bari, Milano, Napoli, Nola, Noto, Nuoro, Palermo, Trieste e per l’estero Berlino, Grenoble, Londra e Parigi. Grazie a importanti partner quali Il Centro Sperimentale di Cinematografia, Il Mese del Documentario sarà quest’anno anche a L’Aquila (Sala rossa del Gran Sasso Science Institute), e a Milano (Cinema Beltrade), consolidando Palermo (Sala Bianca Centro Sperimentale di Cinematografia, Cantieri Culturali alla Zisa). In collaborazione con l'Apulia Film Commission i 5 finalisti del Doc/it Professional Award verranno proiettati anche al Cineporto di Bari. Nuove sedi anche Trieste, in collaborazione con il Cinema Ariston, e Noto, nel bellissimo Teatro Comunale di Noto, grazie all'impegno e all'entusiasmo dell'Associazione FrameOff già organizzatrice di Documentaria, rassegna dedicata al cinema del reale. Si confermano Napoli, dove saranno proiettati in uno dei luoghi simbolo per il documentario, il Cinema Astra all'interno della storica rassegna Astradoc, Nola al Cinema Multisala Savoia, Nuoro, all’Auditorium “Giovanni Lilliu” in collaborazione con l’ISRE - Istituto Superiore Regionale Etnografico. Per l'estero la conferma di 3 importanti città europee, dove la rassegna arriva grazie al sostegno degli Istituti di Cultura:  Berlino, al Kino Babylon assieme all’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, Londra nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra, e Parigi al Cinéma La Clef grazie alla preziosa collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura della capitale francese. E una new entry, Grenoble, dove Il Mese del Documentario si terrà al Cinéma Le Club grazie all'Associazione Dolce Cinema e a La Maison de L'Image. La rassegna, come tradizione, inizia ogni settimana da  Roma, città nella quale viene ospitata alla Casa del Cinema nel cuore di Villa Borghese, riconfermando il sodalizio che dura fin dalla sua prima edizione. Non solo proiezioni, ma anche incontri e dibattiti con gli autori che hanno da sempre caratterizzato un momento vitale e molto amato dal pubblico de Il Mese del Documentario. I registi Giovanni Donfrancesco (The stone river), Michele Fornasero (SmoKings), e Valentina Pedicini (Dal profondo) gireranno l’Italia e l’Europa per incontrare gli spettatori mentre verranno organizzati incontri skype con Roberto Minervini (Stop the pounding heart) e Gianfranco Rosi (Sacro Gra). Nata dal desiderio di promuovere e diffondere il meglio del cinema del reale in sala, la manifestazione ha goduto di un successo e di una partecipazione sempre crescente. “Non è più necessario ricordare e ripetere quanto il cinema del reale sia diventato il territorio più vitale della sperimentazione visiva e narrativa contemporanea. Oggi una vera domanda di documentario esiste, ed è anche grazie al piccolo contributo che ha dato una manifestazione come la nostra, che ha sempre cercato di conciliare il mondo degli autori e produttori di cinema del reale e un pubblico nuovo e diversificato. È con questi presupposti che siamo nati, due anni fa. E il pubblico ci ha dato ragione: più di tremila spettatori nel 2013, oltre diecimila nell’edizione 2014.” spiegano i nuovi direttori artistici Gerardo Panichi, produttore e presidente uscente di Doc/it, e Luca Scivoletto, regista e membro del consiglio direttivo dell’associazione100autori, subentrati alla direzione di Christian Carmosino e Emma Rossi Landi. Tanti i premi. Il Doc/it Professional Award è un premio del valore di 3.000€ offerto da Doc/it - Associazione Documentaristi Italiani che verrà assegnato mercoledì 27 maggio al termine del ciclo di proiezioni Protagonista anche il pubblico di tutte le 14 città coinvolte che sceglierà il miglior documentario italiano dell’anno esprimendo il proprio voto alla fine di ciascuna proiezione. Il film scelto dagli spettatori vincerà il Premio del Pubblico del valore di 1000€ offerti dall’associazione 100autori. Saranno inoltre assegnati premio Aamod (materiale d’archivio), Kino (sala per proiezioni test), Idra verdens (encoding DCP) e Stadion Video (sottotitoli e master per la messa in onda Tv) che saranno offerti agli altri quattro finalisti in competizione. La manifestazione premia anche il suo pubblico, e ai più assidui spettatori della sede di Roma verranno consegnati due premi: un abbonamento di tre mesi alla piattaforma di film on demand Mymovieslive!, nostro media partner di quest’anno e un abbonamento di due anni al Quaderno del Cinemareale, semestrale dedicato al documentario, anch’esso media partner della terza edizione de Il Mese del Documentario. Doc/it Professional Award è un progetto di Doc/it - Associazione Documentaristi Italiani  ideato da Christian Carmosino e Alessandro Rossi. Il Mese del Documentario è un’iniziativa di Doc/it - Associazione Documentaristi Italiani promossa insieme a 100 autori, con il sostegno del MiBACT – Direzione Generale Cinema e in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Casa del Cinema di Roma, gli Istituti di Cultura di Berlino, Londra e Parigi.

Contatti:

Ufficio stampa e comunicazione:

 comunicazionemesedeldoc@gmail.com

Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani

Via Riva di Reno 72, Bologna // T (+39) 051 204840 // M segreteria@documentaristi.it

Calendario proiezioni

Questo il calendario completo: Dal Profondo 12 maggio martedì ore 20.00 Parigi 13 maggio mercoledì ore 20.30 Nuoro ore 21.00 Roma 15 maggio venerdì ore 18.30 Londra 17 maggio domenica ore 18.00 Roma (replica) 18 maggio lunedì ore 18.00 Palermo ore 20.15 Grenoble ore 20.30 Bari ore  21.00 Trieste ore 21.00 Napoli ore 21.30 Milano 19 maggio martedì ore 18.30 L'Aquila ore 21.00 Nola, 24 maggio domenica  ore 21.00 Noto 31 maggio domenica ore 16.30 Berlino   Sacro GRA 10 maggio domenica ore 21.00 Noto 11 maggio lunedì ore 19.30 Napoli ore 20.15 Grenoble 18 maggio lunedì ore 21.00 Roma 19 maggio martedì ore 18.30 Londra 20 maggio mercoledì ore 20.30 Nuoro ore 20.00 Parigi 24 maggio domenica ore 18.00 Roma (replica) 25 maggio lunedì ore 18.00 Palermo ore 20.30 Bari ore 21.00 Trieste ore 21.30 Milano 26 Maggio martedì ore 18.30 L'Aquila ore 21.00 Nola 7 giugno domenica ore 16.30 Berlino   SmoKings 27 Aprile lunedì  ore 20.15 Grenoble 28 Aprile martedì ore 20.00 Parigi 29 Aprile mercoledì ore 20.30 Nuoro ore 21.00 Roma 3 maggio domenica ore 18.00 Roma (replica) ore 21.00 Noto 4 maggio lunedì ore 18.00 Palermo ore 20.30 Bari ore 21,00 Trieste ore  21.00 Napoli ore 21.30 Milano 5 maggio martedì ore 18.30 L'Aquila ore 21.00 Nola 8 maggio venerdì ore 18.30 Londra 24 maggio domenica ore 16.30 Berlino   The Stone River 23 aprile  giovedì ore 20.00 Parigi 5 maggio martedì ore 21.00 Roma 6 maggio mercoledì ore 20.30 Nuoro 7 maggio giovedì ore 21.00 Noto 8 maggio venerdì ore 18.00 Palermo 10 maggio domenica ore 18.00 Roma (replica) 11 maggio lunedì ore 20.30 Bari ore 21.00 Trieste ore 21.00 Napoli ore 21.30 Milano 12 maggio martedì ore 18.30 Londra ore 18.30 L'Aquila ore 21.00 Nola 26 maggio martedì ore 20.15 Grenoble 5 giugno venerdì ore 16.30 Berlino   Stop the Pounding Heart 22 Aprile mercoledì  ore 20.30 Nuoro ore 20.30 Roma ( e presentazione ufficiale de Il Mese del Documentario) 26 Aprile domenica ore 18.00 Roma (replica) ore 21.00 Noto 27 Aprile lunedì ore 18.00 Palermo ore 20.30 Bari ore 21.00 Trieste ore 21.30 Milano 28 aprile martedì ore 18.30 L'Aquila ore 21.00 Nola 4 maggio lunedì ore 19.30 Napoli ore 20.00Parigi ore 20.15Grenoble 5 maggio martedì ore 18.30 Londra 29 maggio venerdì ore 16.30 Berlino

STOP THE POUNDING HEART di Roberto Minervini (Italia, 2013, 98')

2015-04-22

I direttori artistici de Il Mese del Documentario, Gerardo Panichi e Luca Scivoletto, la presidente di Doc/it - Associazione Documentaristi Italiani Agnese Fontana, il direttore della Casa del Cinema Giorgio Gosetti, la preside del Centro Sperimentale di Cinematografia Caterina D’Amico, il presidente dell’associazione 100autori Francesco Bruni presenteranno la nuova edizione della manifestazione prima della proiezione del documentario

segue

STOP THE POUNDING HEART di Roberto Minervini (Italia, 2013, 98')

Come mantenersi retti di fronte ai propri valori? Il film del regista Roberto Minervini porta sullo schermo il delicato ritratto di Sara. Primogenita di una numerosa famiglia di allevatori del Texas cresciuta secondo i precetti della Bibbia, Sara ha pochi anni e molti fratelli. Trascorre i suoi giorni a prendersi cura della fattoria e dei piccoli, mantenendo corpo e mente puri in attesa dell’uomo che la prenderà in moglie. L'incontro con Colby, allevatore di tori e cowboy da rodeo, turba la quotidianità della ragazza precipitandola in una crisi profonda. «Colby è uno specchio per Sara, la possibilità per lei di riflettere sul suo percorso e le sue scelte, una breccia che apre la mente di Sara e la costringe a mettere in discussione tutto ciò che è sacro per lei»  spiega il regista «Vedo anche un forte parallelo metaforico tra i due. Sara lotta per camminare retta verso Dio, e Colby fatica a tenere la sua postura diritta sul toro, una questione di vita o di morte per entrambi» Esplorazione dell’adolescenza, della famiglia e dei valori sociali, dei ruoli di genere e della difficile convivenza fra giovinezza e religione nell’ America rurale, il film è stato presentato in anteprima mondiale al 66o Festival di Cannes e, fra i  numerosi riconoscimenti italiani e internazionali, ha vinto il David di Donatello nel 2014.

Roberto Minervini, nato in Italia, è un regista e scrittore che vive e lavora tra Italia e Usa dopo aver conseguito un Master in Media Studies della New School University di New York. Stop the Pounding Heart è il terzo capitolo di una trilogia sul Texas, dove il regista vive e lavora,  dopo The Passage (2011) e Low Tide (2012), attraverso la quale Minervini si immerge nella natura americana e porta alla luce questioni complesse e controverse di questi luoghi rappresentandole in una realtà aperta di interpretazione.

Cineclub ZiC-Altrevie: Non ci è stato regalato niente

2015-04-24


Strange Magic


Figlio di nessuno

Bosnia, 1988. Un gruppo di cacciatori trova nel bosco un bambino cresciuto in mezzo ai lupi, dei quali ha adottato le sembianze e lo stile di vita...

The Fighters - Addestramento di vita


Le vacanze del piccolo Nicolas


Mia madre

Margherita è una regista di successo in crisi creativa e con alcune difficoltà anche nella vita privata, la malattia della madre e un rapporto che sta finendo...

WALKING WITH RED RHINO – A spasso con Alberto Signetto di Marilena Moretti Italia, 2014, 109’

2015-04-21

WALKING WITH RED RHINO – A spasso con Alberto Signetto di Marilena Moretti Italia, 2014, 109’

“Mi riconosco in questo animale cocciuto, grosso, ingombrante e poco addomesticabile… Ogni tanto il rinoceronte dà la carica alla jeep dei  bianchi, anche se la jeep è più grossa, sapendo benissimo di perdere…” Alberto Signetto

Grande e grosso, una massa di capelli grigi legati sulla nuca, un borsone a tracolla e dentro una telecamera per prendere appunti. Artista rigoroso, filmmaker appassionato, intellettuale eclettico. Questo era Alberto Signetto, scomparso nel gennaio 2014. Per tutti il Red Rhino (da pronunciare tassativamente Rino alla piemontese). Per tutta la vita ha dovuto fare i conti con la mancanza di risorse, la precarietà, le difficoltà di fare un cinema fuori dalle regole del mercato. Rivendicando orgogliosamente la sua coerenza. Fino alla fine lucido, ironico, non allineato. Più che una biografia, WALKING WITH RED RHINO è un ritratto affettuoso di un uomo libero, di un regista che avrebbe meritato maggiore attenzione. La sua vicenda riguarda tutti coloro che fanno cinema (e arte) indipendente, senza tradire se stessi. Prodotto da Rossofuoco, con il sostegno del Piemonte Doc Film Fund e la collaborazione di 100 Autori, Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, Piemonte Movie, Associazione Museo Nazionale del Cinema e Associazione Chicca Richelmy. Insieme all’autrice, presentano il film Davide Ferrario, Alessandro Signetto, Roberto Silvestri. “Per me è motivo di gioia aver riportato a casa il Rinoceronte Rosso, perché il cinema era casa sua. L’ultima, dopo infinite tribolazioni e innumerevoli traslochi. Spero saremo in tanti ad accoglierlo....” Marilena Moretti il trailer: http://www.youtube.com/watch?v=tyU1TLYJo4Y&feature=share la pagina facebook: https://www.facebook.com/pages/Walking-with-Red-Rhino-A-spasso-con-Alberto-Signetto/703772393038550?ref=bookmarks per saperne di più: http://www.rossofuocofilm.it

IL MESE DEL DOCUMENTARIO

up to 2015-05-27

IL MESE DEL DOCUMENTARIO

III edizione

22 aprile – 27 maggio 2015

Dal 22 aprile al 27 maggio torna Il Mese del Documentario - III edizione per uno sguardo d’eccezione sul cinema del reale contemporaneo, sulle sue storie e sui suoi modi di raccontare. Organizzata da Doc/it - Associazione Documentaristi Italiani in collaborazione con l’associazione 100autori, la manifestazione propone il meglio del documentario italiano con 70 proiezioni in 14 città, in Italia e in Europa. Un intero mese in cui saranno proiettati i cinque film finalisti che concorrono al Doc/it Professional Award per il miglior documentario dell’anno e in cui il pubblico potrà dialogare con i registi. Il Doc/it Professional Award si conferma il più importante premio della categoria del documentario italiano. Ben due le selezioni per arrivare ai 5 film finalisti. Sono 84 le opere che hanno partecipato a una prima selezione di un comitato scientifico composto da giornalisti, direttori di festival ed esperti di documentario che ha scelto i migliori 21 lavori da sottoporre alla seconda selezione. Più di 150 professionisti del settore hanno poi votato i migliori 5 documentari decretandone il vincitore. Sono stati votati cinque stili diversi per cinque film che proclamano la crescente affermazione del documentario italiano. A cominciare da Sacro GRA di Gianfranco Rosi, opera simbolo per gli amanti e i professionisti del settore per la sua storica vittoria del Leone d’Oro alla 70ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, e Stop the pounding heart di Roberto Minervini, il delicato ritratto di una giovane texana presentato in anteprima mondiale al 66o Festival di Cannes, proiettato in numerosi festival internazionali e vincitore del David di Donatello nel 2014. Stile gangster movie per la storia dei due fratelli Messina, i proprietari dell’unica fabbrica di sigarette italiana che fanno la guerra alle lobby del tabacco e protagonisti di SmoKings di Michele Fornasero, presentato in anteprima mondiale a Visions du Rèel, fra i più importanti festival di documentario europeo. In un’inquietante e poetica trasposizione, gli abitanti di un piccolo paese del Vermont offrono la loro voce ai tagliatori di pietra europei immigrati lì all’inizio del ventesimo secolo in The stone river di Giovanni Donfrancesco, vincitore di numerosi premi tra cui il Globo d’Oro al miglior documentario. Dal profondo di Valentina Pedicini ribalta invece le prospettive mostrando come a centinaia di metri sotto la terra si nasconda la vita. Presentato in anteprima al Festival Internazionale del Film di Roma 2013 in cui ha vinto il premio al Miglior Documentario, racconta la vita e le lotte di Patrizia, unica minatrice in Italia a scendere 500 metri sotto il livello del mare. La votazione dei finalisti è stata resa possibile grazie alla digital library  di Doc/it, italiandoc, il più grande archivio italiano dedicato al documentario che ha offerto la possibilità ai professionisti del settore di visionare e votare le opere direttamente on-line. Quest’anno gli accessi sono stati più di 1850. La presentazione ufficiale de Il Mese del Documentario si terrà presso la Casa del Cinema di Roma (largo Marcello Mastroianni 1) mercoledì 22 aprile alle ore 20:30 assieme ai direttori artistici Gerardo Panichi e Luca Scivoletto, il direttore della Casa del Cinema Giorgio Gosetti, la preside del Centro Sperimentale di Cinematografia Caterina D’Amico e i partner locali. A seguire la proiezione del primo dei cinque film finalisti del Doc/i Professional Award Stop the pounding heart di Roberto Minervini e l’incontro skype con il regista. Sono 14 le città che hanno aderito alla manifestazione testimoniando il sempre crescente interesse da parte del pubblico per il cinema del reale. Unico nella sua formula Il Mese del Documentario proietterà i film a Roma, L’Aquila, Bari, Milano, Napoli, Nola, Noto, Nuoro, Palermo, Trieste e per l’estero Berlino, Grenoble, Londra e Parigi. Grazie a importanti partner quali Il Centro Sperimentale di Cinematografia, Il Mese del Documentario sarà quest’anno anche a L’Aquila (Sala rossa del Gran Sasso Science Institute), e a Milano (Cinema Beltrade), consolidando Palermo (Sala Bianca Centro Sperimentale di Cinematografia, Cantieri Culturali alla Zisa). In collaborazione con l'Apulia Film Commission i 5 finalisti del Doc/it Professional Award verranno proiettati anche al Cineporto di Bari. Nuove sedi anche Trieste, in collaborazione con il Cinema Ariston, e Noto, nel bellissimo Teatro Comunale di Noto, grazie all'impegno e all'entusiasmo dell'Associazione FrameOff già organizzatrice di Documentaria, rassegna dedicata al cinema del reale. Si confermano Napoli, dove saranno proiettati in uno dei luoghi simbolo per il documentario, il Cinema Astra all'interno della storica rassegna Astradoc, Nola al Cinema Multisala Savoia, Nuoro, all’Auditorium “Giovanni Lilliu” in collaborazione con l’ISRE - Istituto Superiore Regionale Etnografico. Per l'estero la conferma di 3 importanti città europee, dove la rassegna arriva grazie al sostegno degli Istituti di Cultura:  Berlino, al Kino Babylon assieme all’Istituto Italiano di Cultura di Berlino, Londra nella sede dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra, e Parigi al Cinéma La Clef grazie alla preziosa collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura della capitale francese. E una new entry, Grenoble, dove Il Mese del Documentario si terrà al Cinéma Le Club grazie all'Associazione Dolce Cinema e a La Maison de L'Image. La rassegna, come tradizione, inizia ogni settimana da  Roma, città nella quale viene ospitata alla Casa del Cinema nel cuore di Villa Borghese, riconfermando il sodalizio che dura fin dalla sua prima edizione. Non solo proiezioni, ma anche incontri e dibattiti con gli autori che hanno da sempre caratterizzato un momento vitale e molto amato dal pubblico de Il Mese del Documentario. I registi Giovanni Donfrancesco (The stone river), Michele Fornasero (SmoKings), e Valentina Pedicini (Dal profondo) gireranno l’Italia e l’Europa per incontrare gli spettatori mentre verranno organizzati incontri skype con Roberto Minervini (Stop the pounding heart) e Gianfranco Rosi (Sacro Gra). Nata dal desiderio di promuovere e diffondere il meglio del cinema del reale in sala, la manifestazione ha goduto di un successo e di una partecipazione sempre crescente. “Non è più necessario ricordare e ripetere quanto il cinema del reale sia diventato il territorio più vitale della sperimentazione visiva e narrativa contemporanea. Oggi una vera domanda di documentario esiste, ed è anche grazie al piccolo contributo che ha dato una manifestazione come la nostra, che ha sempre cercato di conciliare il mondo degli autori e produttori di cinema del reale e un pubblico nuovo e diversificato. È con questi presupposti che siamo nati, due anni fa. E il pubblico ci ha dato ragione: più di tremila spettatori nel 2013, oltre diecimila nell’edizione 2014.” spiegano i nuovi direttori artistici Gerardo Panichi, produttore e presidente uscente di Doc/it, e Luca Scivoletto, regista e membro del consiglio direttivo dell’associazione100autori, subentrati alla direzione di Christian Carmosino e Emma Rossi Landi. Tanti i premi. Il Doc/it Professional Award è un premio del valore di 3.000€ offerto da Doc/it - Associazione Documentaristi Italiani che verrà assegnato mercoledì 27 maggio al termine del ciclo di proiezioni Protagonista anche il pubblico di tutte le 14 città coinvolte che sceglierà il miglior documentario italiano dell’anno esprimendo il proprio voto alla fine di ciascuna proiezione. Il film scelto dagli spettatori vincerà il Premio del Pubblico del valore di 1000€ offerti dall’associazione 100autori. Saranno inoltre assegnati premio Aamod (materiale d’archivio), Kino (sala per proiezioni test), Idra verdens (encoding DCP) e Stadion Video (sottotitoli e master per la messa in onda Tv) che saranno offerti agli altri quattro finalisti in competizione. La manifestazione premia anche il suo pubblico, e ai più assidui spettatori della sede di Roma verranno consegnati due premi: un abbonamento di tre mesi alla piattaforma di film on demand Mymovieslive!, nostro media partner di quest’anno e un abbonamento di due anni al Quaderno del Cinemareale, semestrale dedicato al documentario, anch’esso media partner della terza edizione de Il Mese del Documentario. Doc/it Professional Award è un progetto di Doc/it - Associazione Documentaristi Italiani  ideato da Christian Carmosino e Alessandro Rossi. Il Mese del Documentario è un’iniziativa di Doc/it - Associazione Documentaristi Italiani promossa insieme a 100 autori, con il sostegno del MiBACT – Direzione Generale Cinema e in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia e la Casa del Cinema di Roma, gli Istituti di Cultura di Berlino, Londra e Parigi.

Contatti:

Ufficio stampa e comunicazione:

 comunicazionemesedeldoc@gmail.com

Doc/it – Associazione Documentaristi Italiani

Via Riva di Reno 72, Bologna // T (+39) 051 204840 // M segreteria@documentaristi.it

Calendario proiezioni

Questo il calendario completo: Dal Profondo 12 maggio martedì ore 20.00 Parigi 13 maggio mercoledì ore 20.30 Nuoro ore 21.00 Roma 15 maggio venerdì ore 18.30 Londra 17 maggio domenica ore 18.00 Roma (replica) 18 maggio lunedì ore 18.00 Palermo ore 20.15 Grenoble ore 20.30 Bari ore  21.00 Trieste ore 21.00 Napoli ore 21.30 Milano 19 maggio martedì ore 18.30 L'Aquila ore 21.00 Nola, 24 maggio domenica  ore 21.00 Noto 31 maggio domenica ore 16.30 Berlino   Sacro GRA 10 maggio domenica ore 21.00 Noto 11 maggio lunedì ore 19.30 Napoli ore 20.15 Grenoble 18 maggio lunedì ore 21.00 Roma 19 maggio martedì ore 18.30 Londra 20 maggio mercoledì ore 20.30 Nuoro ore 20.00 Parigi 24 maggio domenica ore 18.00 Roma (replica) 25 maggio lunedì ore 18.00 Palermo ore 20.30 Bari ore 21.00 Trieste ore 21.30 Milano 26 Maggio martedì ore 18.30 L'Aquila ore 21.00 Nola 7 giugno domenica ore 16.30 Berlino   SmoKings 27 Aprile lunedì  ore 20.15 Grenoble 28 Aprile martedì ore 20.00 Parigi 29 Aprile mercoledì ore 20.30 Nuoro ore 21.00 Roma 3 maggio domenica ore 18.00 Roma (replica) ore 21.00 Noto 4 maggio lunedì ore 18.00 Palermo ore 20.30 Bari ore 21,00 Trieste ore  21.00 Napoli ore 21.30 Milano 5 maggio martedì ore 18.30 L'Aquila ore 21.00 Nola 8 maggio venerdì ore 18.30 Londra 24 maggio domenica ore 16.30 Berlino   The Stone River 23 aprile  giovedì ore 20.00 Parigi 5 maggio martedì ore 21.00 Roma 6 maggio mercoledì ore 20.30 Nuoro 7 maggio giovedì ore 21.00 Noto 8 maggio venerdì ore 18.00 Palermo 10 maggio domenica ore 18.00 Roma (replica) 11 maggio lunedì ore 20.30 Bari ore 21.00 Trieste ore 21.00 Napoli ore 21.30 Milano 12 maggio martedì ore 18.30 Londra ore 18.30 L'Aquila ore 21.00 Nola 26 maggio martedì ore 20.15 Grenoble 5 giugno venerdì ore 16.30 Berlino   Stop the Pounding Heart 22 Aprile mercoledì  ore 20.30 Nuoro ore 20.30 Roma ( e presentazione ufficiale de Il Mese del Documentario) 26 Aprile domenica ore 18.00 Roma (replica) ore 21.00 Noto 27 Aprile lunedì ore 18.00 Palermo ore 20.30 Bari ore 21.00 Trieste ore 21.30 Milano 28 aprile martedì ore 18.30 L'Aquila ore 21.00 Nola 4 maggio lunedì ore 19.30 Napoli ore 20.00Parigi ore 20.15Grenoble 5 maggio martedì ore 18.30 Londra 29 maggio venerdì ore 16.30 Berlino

Educazione affettiva

Il documentario racconta in maniera intima e naturale alcuni momenti di una classe di quinta elementare in gita scolastica. Metafora del delicato passaggio dall'infanzia all'adolescenza che i bambini affrontano insieme ai loro due maestri.

Citizenfour

Ricostruzione della storia di Edward Snowden ex informatico della Cia che, con le sue rivelazioni, ha dato il via al Datagate, lo scandalo sulla sorveglianza di massa all'insaputa dei cittadini.

La dolce arte di esistere

Massimo e Roberta soffrono dello stesso disturbo psicosomatico. La storia di come un amore moderno possa reagire di fronte alle difficoltà della società.

White God - Sinfonia per Hagen

Una nuova legge prevede una tassa gravosa sui cani meticci. I proprietari degli animali cominciano ad abbandonare i loro bastardini. Così l'adolescente Lili combatte disperatamente per proteggere il suo cane Hage.

Caccia al ladro


Il padre


L'amore non perdona

Adriana è una donna di quasi sessant'anni: francese di nascita, vive da molto tempo in Italia dove lavora come infermiera. Un giorno conosce Mohamed, un giovane arabo di trent'anni, tra i due nasce una storia destinata a dare scandalo.

OOOPS! Ho perso l'arca...

Sta per arrivare una grande inondazione che minaccia di porre fine al mondo. Inizia per i Nestrians una grande avventura!

Uno anzi due

Maurizio, padre di famiglia, sta per buttarsi da Ponte Milvio. Quando un ambulante tenta di distoglierlo dai suoi propositi l'uomo comincia a raccontare la storia che l'ha portato a quella decisione estrema.

Humandroid


Se Dio vuole

Tommaso e Carla hanno due figli: Bianca, simpatica scansafatiche, e Andrea, brillante studente di medicina. Tutto viene stravolto dalla decisione del ragazzo di farsi prete!

Black Sea

Licenziato dalla società di recupero relitti, Robinson decide di riscattarsi con un'impresa straordinaria: recuperare un carico d'oro contenuto in un sommergibile tedesco in fondo al Mar Nero dal 1941.

Il cinema indipendente di Kaneto Shindo

from 2015-04-09 to 2015-06-26


Tempo instabile con probabili schiarite

Giacomo e Antonio, amici da una vita, scoprono di avere nel terreno di proprietà aziendale un giacimento petrolifero. La scoperta li cambierà profondamente.

Into The Woods

Il film unisce le fiabe fra loro con una storia tutta nuova, incentrata su un panettiere e sua moglie e sul rapporto con la strega (Meryl Streep), che ha gettato su di loro un maleficio.

La scelta

Laura e Giorgio si amano e desiderano intensamente un figlio che non arriva. Ma solo un grande amore può superare la dolorosa prova che devono affrontare.

Third Person

Le tre fasi di una relazione raccontate attraverso tre differenti storie tra Roma, Parigi e New York.

The Good, the Bad and the Ugly - Cinema

2015-05-28

directed by Sergio Leone. Italy, 1966, 174 min.

Three pistoleros face each other down in a merciless treasure hunt in the memorable final instalment of the "dollar trilogy" with which Sergio Leone transformed the West into his own personal theatre of legend with irony, innovation and a sense of the theatrical, wondrously set off by Ennio Morricone's legendary musical score.


The Subversives - Cinema

2015-05-29

directed by Paolo Taviani, Vittorio Taviani.  Italy, 1967, 97 min.

The changing Left is glimpsed behind the scenes during an epoch-making event, Togliatti's funeral in 1964, as the movie explorse the ideological and personal crises of four militants – one of them a surprising performance by Lucio Dalla – travelling to Rome to take their final leave of their beloved party secretary and of their own youth.


China Is Near - Cinema

from 2015-05-30 to 2015-03-30

directed by Marco Bellocchio. Italy, 1967, 108 min.

A searing exposé of the Socialist quick-change artistry that was to occupy centre-stage in Italian government politics for the next twenty years, this film paints a grotesque portrait of the compromise between power and sentiment in the middle and working classes, revealing how property puts an end to protest.


We still kill the old way - Cinema

2015-05-31

directed by Elio Petri.  Italy, 1967, 93 min.

Based on a novel by Sciascia, this film marked the first attempt to air the topic of the Mafia on the big screen. A masterpiece of immense civic courage, it immerses us in the reality of a region fraught with mystery and plotting, with its innocent victims dying and its shady thugs pulling the strings of power.


Galileo - Cinema

2015-06-03

directed by Liliana Cavani.  Italy, Bulgaria, 1968, 108 min.

The clash between science and religion marked the tragedy of Galileo, the great Renaissance scientist charged with heresy for his revolutionary discoveries.  This powerful biographical movie transforms a reconstruction of the past into action that is very relevant to the present day.


Dillinger is dead - Cinema

2015-06-04

directed by Marco Ferreri.  Italy, 1968, 95 min.

In a film that marked a turning point in the Italian cinema, a masterpiece caught in the balance between the experimental and the real, the leading man's boredom as he adopts the same nonchalant attitude to preparing dinner as he does to a murder reflects the irreparable loss of a whole society's sense of contact with real life.


Come play with me - Cinema

2015-06-05

directed by Salvatore Samperi. Italy, 1968, 95 min.

The cinema of the 'sixties was obsessed with depicting the bourgeois family as a vibrant hub of alienation corroding all vital energy, like that of the young rebel who plays the starring role in this film which shocked the society of the time with its unreal atmosphere of sensuality.


Will Our Heroes Be Able to Find Their Friend Who Has Mysteriously Disappeared in Africa? - Cinema

2015-06-06

directed by Ettore Scola. Italy, 1968, 127 min.

Dragging two irresistable screen idols, Sordi and Manfredi, into an improbable adventure across Africa, Scola adopts the pace of an amusing and blasé comedy to explores the crisis in Italian society's values and its arrogant provincialism.


Will Our Heroes Be Able to Find Their Friend Who Has Mysteriously Disappeared in Africa? - Cinema

2015-06-06

directed by Ettore Scola. Italy, 1968, 127 min.

Dragging two irresistable screen idols, Sordi and Manfredi, into an improbable adventure across Africa, Scola adopts the pace of an amusing and blasé comedy to explores the crisis in Italian society's values and its arrogant provincialism.


The damned - Cinema

2015-06-07

directed by Luchino Visconti. Italy, Germany, 1969, 156 min.

Corruption, intrigue and decadence mark the story of a dynasty of industrialists, played out against the backdrop of Hitler's rise to power.  Visconti describes German high society's Nazification by interweaving literature, the theatre and painting in a fresco that is at once violent, lush and gloomy.


Fellini Satyricon - Cinema

2015-06-09

directed by Federico Fellini. Italy, 1969, 127 min.

In a fresh take on Petronius's celebrated account of life in imperial Rome, Fellini breathes life into a series of phantasmagorical characters on the screen, offering us one of his most powerful and gloomiest visions of the human condition as it hangs precariously in the balance on the path to decay.


The Ape Woman - Cinema

2015-05-16

directed by Marco Ferreri.  Italy, France, 1964, 90 min.

A woman whose body is covered in hair is displayed by her husband like a fairground attraction.  Italian cinema's corrosive genius explores the outer edges of mankind, balancing emotional involvement with cynicism and cruelty with sentiment thanks to superb performances from Ugo Tognazzi and Annie Girardot.


Marriage italian style - Cinema

2015-05-17

directed by Vittorio De Sica.  Italy, France, 1964, 104 min.

De Sica brings Eduardo De Filippo's Filumena Marturano to the big screen, adapting it to the generous proportions of Sophia Loren whose sensual beauty captivates audiences, moving them to the point of intimate involvement in the leading lady's despair.


La vita agra - Cinema

2015-05-20

directed by Carlo Lizzani. Italy, 1964, 104 min.

Sacked by his mining company employers, Luciano travels to Milan bent on fomenting a revolution, but then he too yields to the lures of the consumer society and success that are devouring the city's population, in this bitter vision of the havoc the economic boom wrought with people's values, desires and dreams.


I knew her well - Cinema

2015-05-21

directed by Antonio Pietrangeli. Italy, France, Germany, 1965, 125 min.

Pietrangeli reached the peak of his short but important career with this astonishing portrait that owes so much to the wonderful performance of Stefania Sandrelli, as he explores the psychology of a naive and exploited young woman, an exemplary product of the 'sixties subculture.


Fists in the Pocket - Cinema

2015-05-22

directed by Marco Bellocchio. Italy, 1965, 109 min.

The dazzling debut of one of Italy's most unconventional directors immerses us in the intimacy of a family wrecked by lunacy, displaying a total lack of faith in the survival of human relations.  The young director looks on as our changing world hurtles towards its doom.


The Birds, the Bees and the Italians - Cinema

2015-05-23

directed by Pietro Germi. Italy, France, 1966, 120 min.

This master of evil, black comedy strikes another blow at the hypocrisy and bigotry of provincial life, this time in northern Italy, in a bitter and scathing masterpiece portraying a closed, smug society rife with gossip and betrayal, amid marital infidelity, farce and tragedy.


The Hawks and the Sparrows - Cinema

2015-05-24

directed by Pier Paolo Pasolini. Italy, 1966, 88 min.

The great Totò's tragicomic buffoonery is the exceptional star of this surreal fairy tale alongside the sleepy features of Ninetto Davoli – two players in an unusual road-movie that explores the wreckage of mankind, paralysed and brutalised at the end of all ideological illusion.


The battle of Algiers - Cinema

2015-05-26

directed by Gillo Pontecorvo. Italy, Algeria, 1966, 121 min.

A magnificent recreation of Algeria's struggle for independence, this film depicts a people's war but it also dwells on the "enemy's" side of the story, on the French viewpoint.  The film won the Golden Lion Award at the Venice Film Festival for its extraordinarily expressive power sustained with the stringency of a documentary.


Seasons of Our Love - Cinema

2015-05-27

directed by Florestano Vancini. Italy, 1966, 93 min.

In the grip of a sentimental and existential crisis, a journalist returns to the places of his youth, the source of his human and political experience, but he finds it is now empty of all driving force.  This lucid vision takes a personal story and expands it to embrace the ideological disenchantment of an entire generation.


Fast & Furious 7

In questo settimo capitolo della saga di Fast & Furious, il gruppo di Dominic Toretto dovrà affrontare Ian Shaw, il fratello di Owen in cerca di vendetta.

La notte - Cinema

2015-05-02

directed by Michelangelo Antonioni.  Italy, France, 1961, 122 min.

A couple in the grip of a crisis is the theme of this, one of the most significant Italian films of the decade, which, with L'Avventura and L'Eclisse, formed the so-called trilogy of incommunicability with its painful, deep and paralyzing take on the sickness assailing human sentiment and relationships.


Divorce Italian Style - Cinema

2015-05-03

directed by Pietro Germi.  Italy, 1961, 105 min.

Mastroianni is an unforgettable Sicilian baron who devises a phony "crime of passion" to slay his vile wife so he can console himself with a gorgeous adolescent girl.  This extraordinarily popular and successful comedy uses grotesque farce to pour scorn on the moral backwardness of the era.


Girl with a suitcase - Cinema

2015-05-06

directed by Valerio Zurlini. Italy, France, 1961, 121 min.

In this poetic take on an impossible love story between an introverted boy and a mature women, Zurlini pushes his extraordinary sensitivity to the hidden outer edges of sentiment, capturing its wincing and its burning disenchanment against the stifling backdrop of the nascent consumer society.


Il sorpasso - Cinema

2015-05-07

directed by Dino Risi.  Italy, 1962, 108 min.

Risi's unquestioned masterpiece and the emblematic comedy of a season, the film explores encounters and situations pushed to their limit like the accelerator of the sports car in which the leading characters cross the country, revealing the uncouth face of Italian society whose baseness is perfectly captured in Vittorio Gassman's superlative performance.


L'eclisse - Cinema

2015-05-08

directed by Michelangelo Antonioni. Italy, France, 1962, 125 min.

Antonioni pursues his introspective exploration of the crisis in contemporary conscience in this masterpiece which holds out no hope for mankind as he loses his bearings, oppressed by indistinct nostalgia and an innate inability to act.


The Leopard - Cinema

2015-05-09

directed by Luchino Visconti. Italy, France, 1963, 186 min.

A final look at the disappearance of a whole world as united Italy transitions into the modern era. Based on the novel by Tomasi di Lampedusa, Visconti's sumptuous masterpiece is a funeral paean of dazzling beauty, its pace set by the sophistication and beauty of its descriptive passages.


15 From Rome. Opiate '67 - Cinema

2015-05-10

directed by Dino Risi.  Italy, France, 1963, 155 min.

One of the most successful Italian comedies, this hilarious string of grotesque characters which Risi's skilled direction picked straight off the streets of a country in the throes of an economic boom, is mercilessly lampooned in a series of masterly performances by Vittorio Gassman and Ugo Tognazzi.


The Basilisks.The Lizards - Cinema

2015-05-12

directed by Lina Wertmuller. Italy, 1963, 83 min.

The basilisks are southern Italian scions of well-off families who listlessly drag out their days, totally incapable of shaking the monotony out of their lives.  Stringent, cutting and mercilessly bent on portraying the truth, Wertmuller's first film explores the psychological and social reality of southern Italian society.


Hands over the city - Cinema

2015-05-13

directed by Francesco Rosi. Italy, 1963, 105 min.

The undisputed master of Italian socially committed cinema, Rosi offers us a lucid condemnation of overbuilding for speculative purposes, of the corruption that goes with it, and of the rape of the Italian countryside that began in the 'sixties, in this dramatic masterpiece that is still extremely topical today.


RO.GO.PA.G. - Cinema

2015-05-14

directed by Jean-Luc Godard, Roberto Rossellini, Ugo Gregoretti and Pier Paolo Pasolini.  Italy, France, 1963, 110 min.

The film's bizarre title is based on the initials of the surnames of the men who directed its episodes, offering their personal take on the forces moulding man in contemporary society and on his anguish over the future. The episode entitled La Ricotta marks one of the high-points in Pasolini's career.


Before the revolution - Cinema

2015-05-15

directed by Bernardo Bertolucci.  Italy, 1964, 111 min.

Telling the story of the moral and social crisis of young middle-class man, Bertolucci perfects his free, new and personal style in this, his second film, earning a place for himself among the great talents of the young cinema that was emerging at the start of the decade.


Il posto - Cinema

2015-04-30

directed by Ermanno Olmi.  Italy, 1961, 93 min.

A boy leaves his rural home to take up a job in a large firm in the big city.  Olmi's movie triumphed at the Venice Film Festival, winning the Critics' Award thanks to his youthful talent capable of profound observation and involvement in Italian society and in the huge changes then shaking its very foundations.


Silver Spoon Set - Cinema

2015-04-22

directed by Francesco Maselli.  Italy, 1960, 103 min.

The silver spoon set, Italy's "rebels without a cause", eke out their empty days in a prosperous provincial city. The love lives, the boredom and the lack of prospects of the generation spawned by the economic boom and their opaque approach to life are ruthlessly censured by Maselli's critical gaze.


Sweet Deceptions - Cinema

2015-04-24

directed by Alberto Lattuada.  Italy, France, 1960, 95 min.

Catherine Spaak, in this dazzling first role, lends her luscious curves to the sentimental education of a high society girl plagued by older but emotionally immature men. Light years ahead of his time, Lattuada explores loss of innocence against the empty backdrop of the adult world.


Black Sunday - Cinema

2015-04-24

directed by Mario Bava.  Italy, 1960, 88 min.

A creative genius of the Italian cinema and a controversial cult director reappraised by critics today, Bava drags us into a nightmare with astonishing ploys that were to pave the way for the entire horror genre for years to come, as we can see in this masterpiece of its kind with an early performance by Barbara Steele.


Joyful Laughter - Cinema

2015-04-26

directed by Mario Monicelli.  Italy, 1960, 106 min.

A masterpiece worth rediscovering by one of the undisputed masters of the Italian cinema pairing Totò and Anna Magnani in an explosive couple on screen for the first time, this intensely bitter comedy bursting with gags and quips looks at two down-and-outs from Cinecittà aimlessly wandering around the streets of Rome on New Year's Eve.


Bandits of Orgosolo - Cinema

2015-04-28

directed by Vittorio De Seta.  Italy, 1961, 98 min.

A Sardinian shepherd being hunted by the police has no option but to become an outlaw. Mirroring the documentary stringency of neorealism, De Seta uses powerful imagery to paint the picture of a closed and unchanging society, achieving peaks of dramatic authenticity.


Woman in the Window - Cinema

2015-04-29

directed by Luciano Emmer.  Italy, 1961, 92 min.

A master of the tempered approach to neorealism, Emmer in this, his boldest work, addresses such controversial issues as the inhuman working conditions of miners and prostitutes.  Extremely bitter and crude, the film ran into huge problems with the censors of the period.


French Connection

Marsiglia anni '70, il giovane magistrato Pierre Michel viene incaricato di occuparsi della French Connection, organizzazione mafiosa dedita al contrabbando mondiale dell'eroina. Nonostante gli avvertimenti, il giudice decide di portare avanti la sua crociata solitaria...

Fantafestival 2015 - 35a edizione

from 2015-06-22 to 2015-09-30


L'ultimo lupo


Home - A casa

Tra una razza aliena chiamata i Boov vive un tipo solitario di nome Oh. Dopo un piccolo incidente Oh è costretto a rifugiarsi sulla terra dove incontra una giovane terrestre di nome Tip.

Una Nuova Amica

Tratto da una novella di Ruth Rendell, il film narra la storia di una giovane donna che cade in depressione dopo la morte della migliore amica

Vergine giurata

Hana cresce sulle montagne albanesi, dove vige una cultura arcaica e maschilista, per sfuggire al suo destino si appella proprio alla legge della sua terra, il Kanun: giura di rimanere vergine, prende il nome di Mark e si fa uomo...

Fino a qui tutto bene

L'ultimo weekend di cinque ragazzi che hanno studiato e vissuto nella stessa casa, ma adesso quel tempo di vita così divertente e protetto, sta per finire e dovranno assumersi le loro responsabilità.

The Divergent Series: Insurgent

Mentre il mondo attorno a lei sta crollando, Tris cerca disperatamente di salvare tutti quelli che ama e se stessa.

Latin Lover

Nel decennale della morte di Saverio Crispo, divo del cinema italiano, le due vedove e quattro delle cinque figlie, si ritrovano nel paesino pugliese da cui aveva origine il padre per una celebrazione che si trasformerà in una riunione di famiglia.

Grandi capolavori restaurati

from 2015-03-01 to 2015-09-27


Grandi Maestri del Cinema Argentino 2015 - Fernando Birri, Leonardo Favio

from 2015-03-13 to 2015-12-02


Cinema vietnamita al tempo della guerra

2015-04-21

Cinema vietnamita al tempo della guerra 1. Co Giao Hanh/La maestra Anna (Nord-Vietnam, 1966, 32min.) di Vu Pham Tu 2. Du kích Củ Chi/I guerriglieri di Cu Chi (Vietnam del Nord, 1967, 25min.) 3. Mien nam chien dau dau xuan 68/L’offensiva del TET (Vietnam del Nord, 1969, 28min.) 4. The road to the front/Andando al fronte (Nord-Vietnam, 1969, 20min.) 5. Nhung Nguiet dan xu quang/Gli abitanti del mio paese natale (Vietnam del Nord, 1971, 35min.) 6. Em bé Hà Nội/La ragazzina di Hanoi  (Vietnam del Nord, 1975, 72min.) di Hai Ninh Il nostro Archivio  possiede una grande quantità di film arrivati direttamente dal Vietnam, più o meno negli anni della guerra. In pellicola bianco e nero e, tranne poche eccezioni, in lingua vietnamita. E fa una strana impressione visionare questi film (molti, tra l’altro, sono anche su youtube, chissà come ci sono finiti). Perché, anche se la lingua è assolutamente incomprensibile, l’impressione è di ri-vedere qualcosa che già conosciamo. Forse perché sono talmente universali le storie che raccontano che si riesce a capire tutto. E’ come ritornare all’infanzia del cinema, all’immediatezza delle immagini, con l’emozione che si provava da bambini in una sala cinematografica. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di film di propaganda, girati su commissione politica, con pellicola sovietica… E tuttavia si ha l’impressione di una certa importanza e solennità che circonda e trasforma quello che stiamo vedendo, come se gli attori coinvolti avessero la coscienza di essere degli attori attivi della storia che si realizza in contemporanea con la realizzazione del film. Qualcuno di questi film, tra l’altro, sembra che sia stato girato proprio sotto le bombe americane. Che era poi uno dei desideri del Godard maoista: girare in Vietnam nel pieno di un conflitto a fuoco. Film di fiction, come La ragazzina di Hanoi e La maestra Anna, che abbiamo messo insieme perché sono due storie di bambini. Bambini e bambine molto presenti nei film vietnamiti (e in generale nei film sul Vietnam). Probabilmente perché sono (erano) gli uomini e le donne della prossima generazione, la prima che vedrà la pace, dopo troppi anni di guerra. Gli altri invece sono film documentari, quasi sempre realizzati o dalla Repubblica Socialista del Nord Vietnam o dal FLN del Vietnam del Sud. E dunque film politici, di nuovo, di propaganda. Ma ancora prima film che stanno in piedi da soli, che camminnao con le loro gambe perché hanno una vita dentro e un autore (o più autori) dietro. Film che arrivano a tutti perché per questo erano realizzati, per essere immediatamente proiettati tra la gente, i militanti, i combattenti, in giro per i villaggi (anche i più sperduti), su una semplice tela bianca, un pezzo di storia scritta sulla celluloide. E, a guardar bene, sono film soprattutto istruttivi, didattici: insegnano come vivere sottoterra, come installare una trappola, come riciclare una bomba non esplosa, come organizzarsi, curare i feriti, armarsi… Ma, come insegnava il Rossellini documentarista, è proprio il lavoro umile delle mani e del pensiero applicato che manda avanti il mondo, lo trasforma, lo fa diventare migliore. Sono film mai visti Italia e che per la prima volta trovano accoglienza in una sala cinematografica, davanti a un pubblico italiano. 1. Co Giao Hanh (1966)  Vietnam. 1966. B.N. 32min. titolo italiano: La maestra Anna regia: Vu Pham Tu produzione: Xuong Phim Hanoi lingua: vietnamita Storia di una maestra di villaggio che lascia a casa il bambino per andare a scuola. Strada facendo è sorpresa da un allarme aereo e porta al sicuro, in un rifugio, alcuni suoi scolari. Mentre sta per tornare a casa, l'altoparlante ordina ai responsabili di recarsi all'ospedale e alla scuola, obiettivo dell'aviazione nemica. Memore di tre bambini che l'aspettano a scuola, Hanh corre a salvarli e li porta in salvo in un rifugio. Quando finalmente riesce a tornare dal figlio, trova la casa distrutta dalle bombe. Mentre si dispera vede arrivare il bambino, messo in salvo da una vicina. 2. Du kích Củ Chi/I guerriglieri di Cu Chi  Vietnam. 1967. B.N. 25min. titolo italiano: I guerriglieri di Cu Chi casa di produzione: Xuong Phim Giai Phong (Studio Liberation/Dud Vietnam) Cu Chi è un piccolo angolo del territorio sudvietnamita, ad appena 15 chilometri da Saigon. E’ una terra d’alluvioni, una terra fertile di frutteti, con immense piantagioni di hevea (la pianta del caucciù). La macchina da guera degli Usa, nel tentativo di spezzare la resistenza del popolo vietnamita, l’ha trasformta inun inferno: cannonate, bombardieri strategici B52, prodotti chimici tossici, gas da combattimento… niente è stato risparmiato, nel tentativo di aprire un varco in questa parte del “Triangolo di Ferro”. Dopo che gli aerei hanno preparato a dovere il terreno con una serie di bombardamenti terribili, i marines sbarcano… per finire tra le tante trappole che i guerriglieri hanno loro preparato. I guerriglieri di Cu Chi sono in realtà dei semplici contadini, come per esempio la ragazza che vediamo all’inizio del film, e che, con la sua squadra, ha messo fuori combattimento 118 soldati nemici. Sono contadini attaccati alla loro terra, ragazzi e ragazze di ogni condizione sociale. Soprattutto costituiscono una comunità compatta. Una comunità, quella di Cu Chi, che, dopo aver fatto saltare l’operazione messa in campo su larga scala dagli americani, si prepara a far fronte a nuovi attacchi, recuperando e riciclando le armi lasciate sul terreno dagli americani, e consolidando le loro posizioni. In questo luogo, tra l’altro, si vive ormai da tempo sottoterra, perché qualsiasi tipo di vita normale all’aria aperta è ormai diventata impossibile: è sotto terra che si preparano e si consumano i pasti, che si tengono le rinuioni, si fa scuola, si proiettano film e così via. Cu Chi non è mai diventata la zona morta, come hanno desiderato a lungo gli americani e i loro alleati-fantoccio sud-vietnamiti. E’ anzi un luogo assolutamente vivo e ben organizzato: dappertutto ci sono trincee, posti di combattimento ben infossati e coperti nel terreno, gallerie sotterranee a vari livelli e con infinite ramificazioni tali da assicurare ai combattenti  vie di fuga e posizioni ideali per attaccare il nemico, attraverso una serie di imboscate e assalti micidiali. Tanto che alla fine gli ufficiali americani sono entrati in paranoia e hanno capito che non ce la faranno, perché, come vanno ripetendo, “i vietkong sono dappertutto e in nessun luogo”. E cinque giorni dopo la loro pesante sconfitta a Cu Chi, gli americani abbandonano quel territorio e vanno a piantare una nuova base da un’altra parte. Il coraggio nel combattimento, la grande fede nella vittoria, l’organizzazione perfetta del popolo combattente hanno dimostrato una volta di più la loro efficacia: a forza di cedere terreno ogni giorno, alla fine gli americani sono costretti ad abbandonare le loro posizioni. La terra di Cu Chi dimostra così di essere un bastione inattacabile, una difesa sicura del Triangolo di Ferro. 3. L'offensiva del Tet (Mien nam chien dau dau xuan 68) Italia/Vietnam. 1969. B.N. 26min. regia: Coll.ivo Cineasti del Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam del Sud testo: Mario Socrate musica: Luigi Nono, Luciano Berio voce narrante: Gian Maria Volonè produzione: Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam del Sud/Ufficio Cinema Pci. Gli operatori cinematografici del Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam del Sud hanno seguito con la macchina da presa uno dei momenti più drammatici dello scontro armato del popolo vietnamita contro l'imperialismo nord-americano e il regime-fantoccio di Saigon, realizzando una documentazione di grande interesse storico-politico e di particolare intensità. L’edizione italiana segue in gran parte quella vietnamita, a parte alcuni cambiamenti nel tetso della voce narrante (che qui è quella di Volonté) e in colonna sonora che vede la presenza di due nomi come quelli di Berio e di Luigi Nono. Il film è la cronaca, scarna e sintetica, dell'offensiva del Tet, ("Tét Nguyen Dan", letteralmente: "Il giorno del capodanno"), che iniziò la notte tra il 30 e il 31 gennaio 1968 e che scosse l'apparato militare degli Stati Uniti nel Vietnam del Sud, rivelando un'eccezionale capacità di lotta dei partigiani vietnamiti, i quali arrivarono perfino ad occupare, anche se solo per qualche ora, l'ambasciata Usa a Saigon, (fortino ritenuto inespugnabile, almeno sino a quel momento dall'esercito statunitense) prima di ritirarsi sulle proprie posizioni, in attesa di assestare un nuovo duro colpo all'invasore. 4. The road to the front Vietnam. 1969. B.N. 20 min. itolo italiano: Andando al fronte regia: collettiva a cura del FLN della Repubblica del Sud Vietnam produzione: Studio Liberation Sud Vietnam. Il film mostra il viaggio dei vietcong sul fiume e tra le paludi per raggiungere il fronte. Si susseguono le riprese delle piane del Vietnam, della campagna, con inquadrature di uccelli in volo, nel cielo sorvolato da aerei nemici. Donne e soldati si accampano nella foresta di bambù. Sulle piroghe vengono trasportate armi e merce. Carrellate e PP di guerrieri che si nascondono tra le canne per uscire allo scoperto sorridenti e riprendere a remare, dopo il passaggio degli aerei USA. Alla fine della navigazione palustre, il viaggio continua su terra, a bordo di carri trainati da buoi. Il gruppo raggiunge infine, tra bombardamenti e conflitti a fuoco, la strada battuta da autocarri e furgoni. Nonostante la inevitabile (e necessaria) retorica del testo, le immagini  mantengono un tono scarno, essenziale, documentando con grande efficacia il senso di una guerra terribile. 5. Nhung Nguiet dan xu quang (Gli abitanti del mio paese natale) Vietnam. 1971. B.N. 35min. regia e fotografia: Tran Van Thuy produzione: FLN della Repubblica del Sud Vietnam/Unitelefilm lingua: italiano. La descrizione della vita quotidiana in un piccolo villaggio liberato nella provincia di Guang-Da, nel Vietnam del Sud. Attraverso la lotta e una paziente opera di ricostruzione nelle zone libere, il popolo vietnamita crea giorno per giorno le basi per l'affermazione della propria indipendenza. Il tessuto sociale e culturale degli abitanti del villaggio, nonostante le vicende tragiche, va comunque arricchendosi e rafforzandosi. Il paese natale è quello dell’autore del film, e questo fatto influenza in senso positivo immagini e montaggio, accentuandone l’affetto, ma anche la determinazione . 6. Em bé Hà Nội (La ragazzina di Hanoi) Vietnam. 1975. B.N. 72min. regia: Hai Ninh sceneggiatura: Hoang Tich Chi, Hai Ninh, Vuong Dan Hoan fotografia: Tran The Dan montaggio: Hong Luc musica: Hoang Van       interpreti: Lan Huong, Tra Giang, The Anh, Kim Xuan, Bic Van, Thanh Tu, Quynh Anh, Ha Trong, Tue Minh, ecc. produzione: Vietnam Studios lingua: vietnamita (sottotitoli italiani)   La storia è quella, popolare e classica, di una ragazzina perduta e disperata durante i bombardamenti di Hanoi del Natale 1972. Una storia che il regista Hai Ninh gira nel 1974, trasformandola in un film d’amore e di solidarietà dedicato alle sofferenze e al dolore della gente della capitale vietnamita e al loro eroico comportamento dimostrato in quei dodici giorni di bomabardamenti infernali e criminali. Una storia molto semplice, ma di grandi emozioni, destinata a diventare un classico della cinematografia vietnamita, consacrando per sempre il personaggio della piccola protagonista Ngoc Ha, che diventerà per tutti La ragazzina di Hanoi.  

I documentari “militanti” italiani

2015-04-23

I documentari “militanti” italiani  1. Vietnam chiama  (Italia, 1965, 24min.) di Luciano Malaspina  2. Vietnam test (Italia, 1965, 20min.) di Antonio Bertini 3. Il Vietnam è qui  (Italia, 1967, 17 min.) di Giuseppe Ferrara 4. Dal Nord al Sud per il Vietnam (Italia, 1968, 25min.) di Franco Taviani 5. Ho Chi Minh  (Italia, 1969, 18min.) di Francesco Maselli e Luigi Perelli 6. Nixon a Roma (Italia, 1969, 8min.) di M. Rotundi/Mov. Studentesco Romano 7. Sconfiggeremo il cielo (Italia, 1972, 37min.) di Antonio Bertini e Sergio Nuti Il film politico, militante, nasce in quegli anni, negli anni del Vietnam. Soprattutto quello militante, perché quello politico era soprattutto quello impegnato (di impegno civile) di Rosi e Petri, per intenderci. Il cinema militante è meno politico, se vogliamo, perché nasce da altre premesse. E più legato al ’68 e al movimento. Ed è un cinema che risponde prima di tutto a una necessità, a un’urgenza sul piano della comunicazione e della rappresentazione di una società che sta cambiando, in un contesto di violente contraddizioni politiche  e di lotte sociali. La contro-informazione è stata, infatti, la necessità prima e immediata, che ha inventato le basi per un uso "di parte" del mezzo cinematografico, per poi essere affiancata da un'articolazione più ampia di tentativi e riflessioni su come realizzare "cinema politico politicamente", per dirla con Godard. E’ infatti dalla Francia (dai mitici ciné-tracts, girati e proiettati immediatamente in maniera militante) come dai newsreels dei militanti americani che arrivano le prime suggestioni. In Italia tuttavia il cinema della contro-informazione aveva già trovato un padre nobile come Cesare Zavattini, che alla fine del 1967 annunciato e avviato la realizzazione dei primi Cinegiornali liberi. E questo più o meno in contemporanea con i Cinegiornali del Movimento studentesco di Roma. E’ da questa doppia spinta che prenderà vita il documentario d’inchiesta, d’informazione e insieme di formazione politica, realizzato con mezzi leggeri (sedici millimetri ma anche videotape), e quindi capace di arrivare velocemente in tutte le situazioni di scontro e di lotta: le università e le fabbriche, le strade,  le piazze furono, i luoghi dove si faceva politica, soprattutto dove ci si riuniva per manifestare e lottare. Anche se bisogna dire che, a differenza dei francesi e degli americani, il cinema militante italiano, si è mosso alla fine in un ambito più tradizionale, vicino al cinema politico (neo-realistico?), capace cioè di raccontare, senza sofisticate destrutturazioni o complicate metafore, le idee del movimento (la lotta contro la guerra in Vietnam e contro tutte le dittature, l’antimperialismo, l’antiautoritarismo, ecc.), esercitando uno sguardo critico sulla società contemporanea e sulla storia. Ed è chiaro come, in questo contesto, il Vietnam diventi un riferimento fondamentale. Proprio perché, in parallelo con l’escalation americana, quella guerra stava diventando sempre di più, nella coscienza popolare internazionale, il simbolo della resistenza di ogni popolo che si batte per la propria indipendenza dal colonialismo e dall’imperialismo. Come dimostrano i film su questo argomento conservati in Archivio e che vogliamo proiettare in questa serata dedicata al cinema militante italiano di quegli anni. Film che raccontano appunto la mobilitazione popolare (operai, studenti, donne, ecc.) che per anni, dal ‘64 al ’75, ha accompagnato la guerra, chiedendo la fine dei bombardamenti, il rispetto degli accordi di Ginevra e quindi la pace per il Vietnam. Tantissimi film, molti non finiti o non montati, ma che nel loro insieme danno questo senso forte, partecipato, dell’allargamento popolare della protesta, di una solidarietà e di una partecipazione che ricordano i momenti più alti della storia popolare e democratica del nostro paese. E ci sono tutti, tutti i ceti popolari, dal Nord al Sud, cittadini qualsiasi, dirigenti politici, intellettuali di ogni tipo. Così ogni manifestazione diventa una sorta di campionario popolare,     bellissimo e commovente, di persone, di gesti, di atteggiamenti, di parole d’ordine, soprattutto di immagini  (facce, corpi, uomini, donne, vecchi, bambini per mano ai genitori, scolaresche, consigli di fabbrica, gente che canta, balla, fa teatro, e via elencando). E soprattutto si vedono i giovani, gli studenti, che per l’occasione inventano nuove forme di protesta e di lotta, di resistenza civile come sit-in davanti all’ambasciata americana o la bandiera vietnamita innalzata da un portuale su una nave americana nel porto di Livorno. 1. Vietnam chiama Italia. 1965. B.N. 24min. regia: Luciano Malaspina testo: Romano Ledda voce narrante: Riccardo Cucciolla produzione: Unitelefilm. Il documentario, realizzato con materiali di repertorio cinematografico, rievoca la storia dell’Indocina dal 1945 agli anni ‘60: la battaglia di Dien Bien Phu, che vide la fine della dominazione coloniale francese, sancita dalla conferenza di Ginevra nel 1954; la scelta del Vietnam del Nord, prima ex-colonia ad essersi trasformata in un paese socialista; la vita politica nel Vietnam del Sud, con il succedersi di governi reazionari e dispotici; l’aggressione militare degli Stati Uniti contro la Repubblica Popolare del Vietnam del Nord, che ha chiamato tutto il mondo democratico alla solidarietà e alla mobilitazione per sostenerla. 2. Vietnam test - Italia, 1965, B.N. 21min. regia: Antonio Bertini testo: Gianni Toti voce: Riccardo Cucciolla montaggio: Giorgio Urschitz produzione: Unitelefilm Il film denuncia l'intervento americano nel Vietnam. Inizia con scene della guerra nel Vietnam, mentre Tino Buazzelli legge una poesia Brecht: «Generale, il tuo carro armato è una macchina potente/Spiana un bosco e sfracella cento uomini./Ma ha un difetto:/ha bisogno di un carrista».  Riprese della veglia al teatro Adriano di Roma nel 1965. Poi spezzoni di manifestazioni in varie città d’Italia, in situazioni diverse, con gente di ogni provenienza sociale: intellettuali, operai, cantanti, donne, pensionati, gente normale. Ma questa volta sono soprattutto gli intellettuali e gli artisti a sfilare e a essere coinvolti con breve dichiarazioni sulla sporca guerra del Vietnam. Ecco allora le dichiarazioni di Laura Betti, Gian Maria Volonté, Valentino Orsini, Lamberto Maggiorani, Pino Zac, Dario Fo, Eduardo De Filippo, Cesare Zavattini, Giorgio La Pira, Renato Guttuso. Al teatro Adriano cantano Giovanna Daffini e le mondine, Sergio Endrigo, il gruppo di Piadena, Ivan Della Mea e altri. Parlano Giancarlo Pajetta e Achille Occhetto. Ma ci sono anche le persone comuni, gente qualsiasi, intervistata velocemente per strrada, in autobus, sul posto di lavoro. Con risposte spesso infastidite, qualunquistiche, gente che non sa e non gliene frega niente di sapere. E intanto le immagini che arrivano dal Vietnam parlano di oppressione e di morte, di terra avvelenata, defolianti, bonzi e bambini bruciati… 3. Il Vietnam è qui Italia. 1965. B.N. 17min. regia: Giuseppe Ferrara fotografia: Mario Carbone montaggio: Mario Serandrei testo: Gianni Toti voce narrante: Nando Gazzolo produzione: Unitelefilm. Il documentario venne prodotto in occasione di una grande manifestazione popolare a favore del Vietnam, organizzata dalla sinistra con la partecipazione di Gian Maria Volontè. Il film, girato solo su fotografie, venne realizzato in poco più di una settimana e montato da Ferrara in tre giorni e tre notti. Il Vietnam è qui evve tuttavia un grande successo, e ottenne il premio dell’allora Ministero del Turismo e dello Spettacolo. 4. Dal Nord e dal Sud per il Vietnam Italia. 1968. B.N. 25min. regia: Franco Taviani fotografia: Giuliano Giustini testo: Gianni Toti produzione: Unitelefilm. Nel novembre del 1967 Danilo Dolci presiede un comitato che promuove la "Marcia dal Nord al Sud per il Vietnam e per la pace" e chiede al governo italiano di prendere le distanze dall'intervento militare statunitense nel Vietnam per proporre una soluzione pacifica. Conclusasi a Roma, davanti a Montecitorio, la marcia mobilita molte persone e tocca decine di città italiane, portandovi una rappresentanza vietnamita e una dell'America dissidente e pacifista. Il film è costruito soprattutto attorno a 4 protagonisti della marcia. E questo, dal punto di vista cinematografico, costituisce anche un’occasione per mostrare aspetti quotidiani della vita italiana in tutta la penisola, e per mostrare la  solidarietà dei nostri concittadini nei confrointi di un popolo per decenni vittima di guerra e distruzioni. 5. Ho Chi Minh Italia. 1969. B,N. 18min regia: Francesco Maselli, Luigi Perelli produzione: Ufficio Cinema PCI “Colui che illumina”, è questo che significa il suo nome, Ho Chi Minh. E il documentario di Maselli e Perelli è un omaggio alla sua vita e al suo straordinario coraggio di grande rivoluzionario. Segue così i momenti più significativi della sua lunga e difficile esperienza politica, sottolineando le sue scelte, vittorie e conquiste, che ne hanno fatto una delle personalità più alte del movimento socialista internazionale. Ripercorre la sua storia e la sua vita, strettamente intrecciate con quelle della sua terra, l'Indocina: descrive lo stato del paese ai tempi della sua nascita, sottolinea l'influenza della Rivoluzione sovietica e della lotta dei comunisti cinesi nella sua formazione politica; mostra il volto del colonialismo francese in Indocina; sintetizza gli avvenimenti degli anni intorno alla seconda guerra mondiale, fino all'ingresso dei combattenti vietnamiti ad Hanoi; ricorda la lunga guerra diretta da Ho Chi Minh contro i colonialisti francesi, fino alla battaglia di Dien Bien Phu. L'ultima parte del film si riferisce alla situazione politica mondiale alla fine degli anni sessanta e fa riferimento all'aggressione nord-americana, alla difesa della propria indipendenza da parte del Vietnam del Nord, alla battaglia dei vietnamiti del Sud contro l'oppressione straniera ed il regime fantoccio di Saigon. 6. Nixon a Roma (1969) Italia. 1969. B.N. 8min. regia: Maurizio Rotundi produzione: Movimento Studentesco di Roma. Il 27 febbraio 1969 il presidente americano Richard Nixon è a Roma in visita ufficiale. Le immagini televisive di questo avvenimento sono intercalate da quelle delle manifestazioni studentesche contro Nixon e la guerra in Vietnam organizzate dal Movimento Studentesco romano e non solo. «In seguito l’attività non si interruppe completamente. Alcuni componenti del gruppo dei cinegironali non abbandonarono l’iniziativa e girarono altri due film: il primo documentava l’arrivo di Nixon in Italia e gli scontri che in quell’occasione si ebbero a Roma con le forze di polizia. A differenza degli altri film, qui non c’è una registrazione pura e semplice dei fatti, ma la ricerca di una maggiore efficacia espressiva ottenuta con un montaggio alternato fra le immagini del corteo presidenziale (ripresa effettuata su schermo televisivo durante la trasmissione del corteo) e quelle della violenza poliziesca nelle strade circostanti, realizzato attraverso un montaggio fotografico. I due momenti erano sottolineati e contrapposti ancora di più da musiche e rumori d’ambiente che, mentre da un lato mettevano in risalto l’aspetto grottesco e assurdamente spettacolare della parata, dall’altro evidenziavano gli aspetti più crudi e violenti degli scontri» (cfr. Cinegiornali studenteschi, in “1968-1972 esperienze di cinema militante” a cura di Faliero Rosati, numero monografico di Bianco & Nero, fascicolo 7/8, 1973). 7. Sconfiggeremo il cielo Italia. 1972. B.N. 37min. regia: Antonio Bertini; Sergio Nuti produzione: Unitelefilm anno di produzione: 1972 "Sconfiggeremo il cielo" è una frase del generale Giap, il popolare dirigente vietnamita, che ha espresso così la ferma intenzione dei vietnamiti di resistere all'aggressione militare nord-americana e di vincere la guerra non dichiarata che gli Stati Uniti hanno condotto contro il Vietnam. Il film - realizzato con materiali di repertorio e di attualità, tra cui particolarmente significativi quelli girati da operatori nord-vietnamiti - inizia con un paragone: la vita in una città come New York e l'esistenza che i vietnamiti conducono soprattutto nelle caverne e nei rifugi sotterranei, scavati per sfuggire ai bombardamenti aerei, e in cui gli abitanti hanno organizzato la propria vita e il proprio lavoro. Fuori, nelle campagne del Vietnam, continua il lavoro agricolo e l'opera continua di vigilanza e di intervento per impedire che le dighe sui fiumi e sui bacini vengano distrutte dalle bombe e allaghino i campi. Il film descrive anche la complessa organizzazione sanitaria del Vietnam del Nord; mostra infine immagini degli echi che la guerra ha negli Stati Uniti attraverso le riprese di una manifestazione reazionaria di veterani del Vietnam e di una contro-manifestazione giovanile che chiede la pace e la fine dell'intervento statunitense in quella parte del mondo. Le immagini presentate documentano, inoltre, l'uso delle armi chimiche da parte degli americani; e infine il racconto cinematografico dell'offensiva del Tet del gennaio 1968, quando i vietcong riuscirono quasi a vincere la guerra proprio nel momento in cui era al massimo la presenza militare statunitense sul territorio vietnamita.

Il vietnam e il cinema francese

2015-04-28

Il vietnam e il cinema francese 1.  Phim Phong Su/Wilfred Burchett in Vietnam (Francia/Vietnam, 1963, 44min.) di Wilfred Burchett e Roger Pic. 2.  Loin du Vietnam/Lontano dal Vietnam (Francia, 1967, 120min.) di J.Ivens, W.Klein, J.-L. Godard, C.Lelouch, C.Marker, A.Resnais, ecc. 3. La Section Anderson (Francia, 1967, 65min.) di Pierre Schœndœrffer 1. Phim Phong Su/Wilfred Burchett in visita nelle zone liberate del Sud-Vietnam Francia/Vietnam, 1963, B.N. 44min. regia: Wilfred Burchett e Roger Pic (non accreditati) sceneggiatura: Wilfred Burchett. fotografia: Nguyem Hien Hien, Tran Nhu, Doan Bay, Tran Dong, Vu Muoi, Nguyem Thanh, Quoc Dung, Xuan Phong. suono: Tran Trung, Huinh Van Han. montaggio: Long Chau, Ha Quang Sang. musiche: Chon Loc Trong, compositore patriottico e Orchestra Radio Liberation. con la collaborazione: dei gruppi cinematografici Cac To Dien Anh, Long-An, Sai-gon Gia-Dinh, Thua-Thien, Huè; e di tutte le suddivisioni territoriali dell’esercito popolare di liberazione del sud-vietnam produzione: FLN del Sud-Vietnam e Studio Liberation. Prima edizione italiana (sottotitoli a cura dell’AAMOD). Spiega il giornalista australiano Wilfred Burchett, all’inizio del film: «Questa visita nella regione liberata del Sud Vietnam è uno degli avvenimenti più importanti dei miei 25 anni di giornalismo. Dieci anni fa, ho avuto il piacere di incontrare il presidente Ho Chi Minh, subito prima della battaglia di Dien Bien Phu, che decretò la fine del colonialismo francese in Indocina. Anche questa volta, visitando il  Vietnam del Sud, non ho mai smesso di pensare a quello che era successo 10 anni fa.Tutto quello che ho visto e sentito dimostra, fino all’evidenza, che un’altra Dien Bien Phu è pronta per l’esercito degli americani. Né potrebbe essere diversamente, visto che i vietnamiti difendono le loro case e i loro familiari». Lo chiamavano il giornalista ribelle, Burchett, perché avveva scelto di fare giornalismo dall’altra parte della storia. Lui è stato il primo a riferire al mondo dei devastanti effetti della bomba atomica sganciata su Hiroshima. E per anni ha continuato a ripetere che  l'Occidente aveva sbagliato a intervenire in Corea, dove pure era stato e vissuto a lungo. Così come, durante la guerra del Vietnam, ha vissuto per molti anni tra i vietcong, diventando un grande amico e ammiratore del presidente Ho Chi Minh. Posizioni scomode, le sue, che gli creeranno non pochi problemi, a cominciare dal suo paese d’origine, l’Australia, che lo bollerà come un traditore della patria, negandogli per anni il passaporto e quindi condannandolo all’esilio. Il Vietnam è stato il suo paese più amato, al quale ha dedicato ben otto libri (tra cui, “My Visit to the Liberated Zones of South Vietnam” del 1964) e tre documentari. A cominciare da questo film, il primo, in cui lo vediamo, come una specie di freak ante litteram, avviarsi a piedi (con sandali, zaino e t-shirt) a scoprire le zone del VietNam del Sud liberate dalla presenza americana e dall’oppressione dei fantocci governativi. Il film ha un’aria decisamente naif, dove la natura potente e avvolgente del paese indocinese ritrova alla fine lo stesso respiro, libero e combattente, della rinata repubblica sudvietnamita, del suo popolo giovanissimo, delle prime realizzazioni del socialismo. 2. Loin du Vietnam Francia, 1967, Colore e BN, 116min. titolo italiano: Lontano dal Vietnam. titoli di testa (secondo l’ordine di apparizione, completato da Tode/Kampe): S.L.O.N. présente Loin du Vietnam Alain Resnais, William Klein, Joris Ivens, Agnès Varda, Claude Lelouch, Jean-Luc Godard [registi]; Michèle Ray, Roger Pic, Marceline Loridan [reportages]; Jaqueline Meppiel, Ragnar, Jean Ravel [montaggio], Michel Fano [musica], Andrea Haran [amministrazione]; Christian Quinson [truka]; Philippe Capdenat [musica]; Georges Aperguis [musica]; Valérie Mayoux [montaggio e sottotitoli]; Maurice Garrel [attore]; Bernard Fresson, Karen Blanguernon [interpreti, episodio Resnais]; Anne Bellec, K. S. Karol, Jacques Sternberg [sceneggiatori episodio Resnais], Jean Lacouture, François Maspero [autori testi]; Pierre Grunstein, Alain Franchet, Didier Beaudet, Jacques Bidou [assistenti]; Colette Leloup [montaggio, episodio Resnais]; Eric Pluet [montaggio]; Sylvette Baudrot [segretaria edizione, episodio Resnais], Marie-Louise Guinet [assistente]; Willy Kurant, Ghislain Cloquet, Jean Boffety, Denis Clairval [fotografia, episodio Resnais]; Bruno Muel, Paul Bourron, Théo Robiché, Bernard Zitzermann [fotografia]; Alain Levent, Charles Bitsch, Emmanuel Mechuel, Kieu Tham [fotografia]; Antoine Bonfanti, Harald Maury, Harrik Maury, René Levert [presa diretta], Roger de Monestrol, Anne Roux, Florence Malraux [assitenti]; Chirs Marker [coordinamento, montaggio]; Jean Larivière [animazione]; Hanns Eisler [musica titoli]; Albert Jurgenson  [collaborazione al montaggio]; Denis Goldschmidt, Ethel Blum, Michèle Bouder [fotografi]; e molti altri tecnici, assistenti e amici hanno partecipato alla realizzazione di questo film nel 1967, per affermare, attraverso l'esercizio della loro professione, la loro solidarietà con il popolo vietnamita in lotta contro l'aggressione. Film politico, in diversi episodi, più un’introduzione e un epilogo. Dichiaratamente schierato dalla parete del popolo vietnamita contro l’intervento americano in Vietnam. Tra i tanti contributi dei diversi autori, ricordiamo: i bombardieri che partono dalle portaerei nel Golfo del Tonchino per bombardare ogni giorno il Nord e il Sud Vietnam; le manifestazioni di varie parti del mondo, a favore o contro la guerra; la vita ad Hanoi raccontata da Ivens e Loridan e le immagini del micidiale bombardamento del dicembre 1966 nel cuore popolare della città girate dai documentaristi nordvietnamiti; il teatro di strada in un villaggio vietnamita dove si vede Johnson che piange i suoi aerei da guerra abbattuti dai fucili dei vietcong; Godard che parla agli spettatori, accanto a una gigantesca Mitchell, spiegando che ognuno deve trovare il suo Vietnam a casa sua; Fidel Castro che spiega il meccanismo imbattibile della guerriglia; il suicidio di Norman Morrison che si dà fuoco davanti al Pentagono, e la storia di Michèle Ray, una giornalista passata dalla parte dei vietcong; Resnais che mette in scena i patetici tormenti di un intellettuale di sinistra; William Klein e il repertorio delle manifestazioni americane; e soprattutto Chris Marker, l’autore vero e il coordinatore di tutto il film, colui che mette indieme la squadra, che coordina i contrubuti, che cura il montaggio, i testi, i sottotitoli, dando senso (narrativo e politico) a un documentario straordinario, che diventa una sorta di prova per gli Sati Generali del Cinema del 68 francese. 3.La section Anderson   Francia. 1967. B.N. 65min. titolo italiano: Il plotone Anderson. regia: Pierre Schoendoerffer. sceneggiatura: Pierre Schoendoerffer fotografia: Dominique Merlin. suono: Raymond Adam. montaggio: Nguyen Long, Guy Deschamps. musiche: musica tradizionale vietnamita; “These Boots Are Made For Walking” (Nancy Sinatra); “Saint James Infirmary” (Roy Meetover); “Daddy’s Home” (Roy Meetover); “When A man Loves A Woman” (Percy Sledge). produzione: French Broadcasting System. Prima edizione italiana (sottotitoli a cura dell’AAMOD) Molto più di un reportage, il film punta soprattutto al pubblico americano, perché prenda finalmente coscienza della tragedia del Vietnam. Oscar come miglior documentario nel 1968, il film di produzione francese di Schoendoerffer tenta di costruire e di proporre una nuova immagine della guerra e dei suoi protagonisti. Un’immagine che, secondo qualche critico, influenzerà anche grandi film hollywoodiani  come Apocalypse Now, Full Metal Jacket e soprattutto Platoon d’Oliver Stone. E’ una storia vista tutta dalla parte americana (con una regia che strizza l’occhio al cinema americano), ambientata tra una ventina di soldati, nelle condizioni estreme che offre la giungla, trasformata nella stagione delle piogge in campo di battaglia. Il regista resterà con loro per sei settimane, girando tutto dal vero, immagini prese dalla vita, abitate da personaggi come tanti, semplici e generosi. Tra attese di guardia e scontri sul campo (più una èiccola vacanza sentomentale), un pezzo di storia giovanile, spostata nell’Inferno del Vietnam, con alcuni momenti musicali a commentare, ad accompagnare un quotidiano per alcuni senza futuro.

Gli anni del Vietnam. USA: le tante facce della guerra

2015-04-30

USA: le tante facce della guerra 1. Coming Home/Tornando a casa (Usa, 1978, 127min.) di Hal Ashby 2. The Fog of War: Eleven Lessons from the Life of Robert S.  McNamara/ The Fog of War: La guerra secondo Robert McNamara  (Usa, 2003, 30min.) di Errol Morris (parte) 3. Winter soldier/Soldato d’inverno (Usa, 1971, 25min.) Comitato Winterfilm 4. La sixième face du Pentagone/La sesta faccia del Pentagono (Francia, 1980, 27min.) di Chris Marker  Il movimento di massa degli studenti americani trovò nella guerra del Vietnam il tema nazionale, unificante, che incendiò l’opposizione dell’intero paese, saldandosi da una parte con l’ideologia del potere nero e latino che si stava diffondendo sempre più sia nei campus universitari che tra i ragazzi delle grandi periferie urbane, dall’altra con il desiderio sempre più forte, da parte degli studenti, di impegnarsi concretamente su tutta una serie di problemi come la lotta contro la povertà, l’oppressione e la discriminazione di classe e così via. Messi insieme, questi tre tipi di attivismo diventarono una minaccia troppo forte e pericolosa per le amministrazioni americane, a tutti i velli. E questo spiega la violenza e l’intensità della repressione governativa. Ma è la protesta, limpida e di massa, contro la guerra l’elemento forte e trainante, soprattutto nei giorni immediatamente precedenti il 1968. Il dispiegamento americano di un numero sempre crescente di uomini e mezzi contro il popolo vietnamita era divenuto intollerabile, le immagini dei massacri della popolazione civile e l’esperienza sconvolgente dei soldati ebbero una larghissima risonanza tra tutti i ceti sociali del paese. Sempre più numerose divennero le manifestazioni contro una guerra definita “sporca” per la sproporzione tra i due contendenti e per gli strumenti di terrore e di morte utilizzati dall’esercito statunitense contro la guerriglia. Migliaia di giovani americani rifiutarono la chiamata alle armi e si diffuse in tutto il mondo lo slogan «Fate l’amore, non fate la guerra». Schematizzando, si possono distinguere tre tempi forti del movimento di contestazione alla guerra: il 20 novembre 1969 il New York Times riporta la notizia di un massacro di civili vietnamiti compiuto dai GI americani nel villaggio di My Lai; il 4 maggio 1970 sul campus dell’università di Kent quattro studenti del movimento vengono uccisi dalla guardia nazionale; e, terzo, il 3 maggio 1971 arriva la risposta imponente del movimento con una manifestazione enorme che mette insieme più di 500 mila persone (in gran parte studenti) in marcia a Washington. In tutto questo c’era anche il cinema, soprattutto il cinema militante che si esprimeva attraverso la forma del newsreel. Furono Robert Kramer e Allan Siegel che, durante una manifestazione al Pentagono, decisero di fondare l’agenzia Newsreel (letteralmente, un documento reale), un’agenzia cinematografica alternativa, che era tutto un altro modo di fare immagini, cinema, controinformazione, soprattutto rispetto alle televisioni di regime. Un altro linguaggio, un altro modo di fare cinema, distribuzione, qualcosa già molto vicino alla guerriglia urbana. 1. Coming Home - Tornando a casa Usa, 1978, colore, 127min regia: Hal Ashby fotografia:     Haskell Wexler montaggio: Don Zimmerman musiche: Paul McCartney con: Jane Fonda, Jon Voight, Bruce Dern, Penelope Milford, Robert Carradine, Robert Ginty, Charlie Cyphers, Teresa Hughes, Mary Jackson, ecc. produzione: Jerome Hellman per United Artists. Un film decisamente forte e sentimentale (l’Ashby di Shampoo, per capirci), con al centro la storia di un reduce dal Vietnam, Luke (John Voight), che è costretto a vivere su una carrozzella, e che solo l’amore di un’infermiera, Sally (Jane Fonda), riesce alla fine a salvare. Vittima della guerra è anche Bob (Bruce Dern), il marito di Sally, anche lui alienato e confuso, che alla fine si lascia morire in mare. Un film drammatico, di grandi emozioni, pacifista e convincente, anche se Ashby mette troppa carne al fuoco, e spesso le storie e le problematiche restano sospese a metà, e le contraddizioni irrisolte. Un film che ha comunque portato ben due Oscar ai due protagonisti, anche se solo Jane Fonda ci sembra veramente grande. E poi il povero Bob/Dern, fuori di testa, soprattutto nella seconda parte, quella che finisce con la nuotata suicida. E poi c’è un ricordo forte che resta del film, un’atmosfera di anni importanti, impalpabile, certi colori soffici, e il taglio delle inquadrature pensate da Haskell Wexler. E infine la colonna sonora, gloriosa ed evocativa, ispirata ai grandi successi del ’68 e che schiera tutti i protagonisti della nuova musica, della generazione del Vietnam appunto, da Hendrix a Dylan, dai Jefferson agli Stones presenti con ben sei pezzi. A rivederlo oggi, è ancora più forte la sensazione di un film da hippie attardato (il discorso finale) che già allora mi aveva insospettito. Ma è perdonabile. Mentre è meno perdonabile l’utilizzazione un po’ troppo piatta della musica, che fa fatica a legarsi, a dialogare con l’immagine. Nel senso che manca quella profonda simbiosi (che è, per esempio, di Scorsese) tra il dinamismo della messa in scena e la melodia, il ritmo, di un brano rock, in modo tale che si crei quell’alchimia speciale che permette a entrambi, scena e musica, di decollare e arrivare allo spettatore. Invece il film funziona bene nella creazione dei personaggi, nella capacità che ha Ashby di dar loro grande autonomia e libertà, da personaggi veri, e non semplicemente finalizzati a evidenziare, a veicolare una tesi del regista. 2. The Fog of war: Eleven lessons from the life of Robert S. Mcnamara (la parte che riguarda il Vietnam) titolo italiano: The Fog of War. La guerra secondo McNamara Usa. 2003. Colore e B.N. 95min. regia: Errol Morris fotografia: Robert Chappell, Peter Donahue    montaggio: Doug Abel, Chyld King, Karen Schmeer     musiche: Philip Glass     produzione: Sony Pictures Classics, Radical Media, SenArt Films; Robert McNamara, segretario alla Difesa nelle amministrazioni Kennedy e Johnson, ripercorre e discute la propria esperienza politica, consumata durante uno dei momenti più drammatici e oscuri della storia del Novecento, quello che va dalla crisi di Cuba del 1962 a poco prima della fine della guerra in Vietnam. Il regista Errol Morris, sicuramente uno dei più lucidi documentaristi sulla scena internazionale, alterna le testimonianze dell’ex ministro a materiale di repertorio, spostando sempre più il film sul conflitto vietnamita, la sua origine e le sue ripercussioni.  Le "undici lezioni" del titolo inglese sono infatti quelle apprese da McNamara nel corso di quel controverso e folle periodo. Un film atteso e chiacchierato proprio per la fama del protagonista, immenso commis dello stato americano, tanto potente, odiato, diffamato, a suo modo geniale, cinico, sicuramente colpevole di troppe guerre, disastri, manovre oscure e via rimestando nel buio e negli orrori degli anni della guerra fredda.  Perché Robert McNamara è stato ministro della Difesa nel governo Kennedy e poi in quello di Johnson, praticamente il principale responsabile della guerra del Vietnam. Si tratta naturalmente di un documentario costoso e di lusso, con un repertorio in bianco e nero di grande bellezza e qualità e la colonna sonora di Philip Glass che aggiunge la suggestione finale di cui ha bisogno. Ma, comunque, sempre di McNamara stiamo parlando. 3. Winter Soldier Usa. 1971. B.N. 50min. regia: Comitato Winterfilm produzione: Comitato Winterfilm. Tra la fine di gennaio e i primi di febbraio del 1971, a pochi mesi dalle rivelazioni del massacro di My Lai, un gruppo di veterani del Vietnam si riunirono per tre giorni a Detroit per testimoniare sugli orrori e le nefandezze della sporca guerra in Vietnam. Erano stati i Vietnam Veterans Against the War (VVAW), organizzazione di reduci della guerra in Indocina contrari al militarismo americano, a prendere per primi l’iniziativa. Loro contattarono altre organizzazioni pacifiste, l’ex-berretto verde Mark Lane, e l’attrice Jane Fonda, con l’obiettivo di organizzare un tribunale popolare sui crimini di guerra americani in Viet Nam. Da qui anche il progetto del film. L’idea era di filmare lo svolgersi di tale inchiesta e dunque offrire un documento per la nazione intera, coinvolgendo sia vittime vietnamite che i veterani americani. Il titolo del film, Winter Soldier, faceva riferimento a un discorso di Thomas Paine, intellettuale radical-democratico della rivoluzione americana, cruciale nelle ore buie della rivoluzione, poi messo da parte, una volta assicurata la sconfitta britannica. E’ il richiamo a un patriottismo capace di prendere in mano la bandiera a nome del popolo, quando i soldati del bel tempo, dell’estate, si dileguano durante le gelide ritirate d’inverno. E’ il richiamo a una nozione anti-autoritaria del cittadino soldato, che ha il dovere di disobbedire, di pensare e agire come uomo libero. Durante quei tre giorni oltre un centinaio di veterani e di civili parlarono, pieni di pathos, di rimorso, agitati dal ricordo, descrivendo centinaia di atrocità, tra cui stupri, incendi dolosi, tortura, omicidi e il bombardamento indiscriminato di interi villagi con il napalm o con altre forme di munizioni, frutto degli ordini e delle prassi informali pensate come ordinaria amministrazione della guerra. Una testimonianza terribile, che non ha risparmiato nessuno. D’altronde è noto che nella guerra in Vietnam, la finanza, l’industria, gli scienziati sociali furono tutti coinvolti nel taylorismo della morte. Ma Winter Soldier  (l’inchiesta e il film) provocò shock e orrore in tutta l’America, perché scendeva dal livello dell’astrazione strategica, dall’empireo delle statistiche, alle facce umane. A livello delle vittime e dei carnefici riluttanti o entusiasti e poi schifati di sé stessi e della propria nazione. Per questo il film fu ignorato da gran parte delle televisioni americane, e poi fatto sparire rapidamente dalla circolazione. Solo nel 2005 è stato riproposto nelle sale americane e rivalutato in tutta la sua forza, morale, storica, cinematografica. 4. La sixième face du pentagone Titolo italiano: La sesta faccia del pentagono Francia. 1967. Colore e B.N. 28min. regia: Chris Marker, François Reichenbach sceneggiatura: Chris Marker fotografia: François Reichenbach, Chris Marker, Christian Odasso, Tony Daval suono: Antoine Bonfanti, Harald Maury montaggio : Carlos De Los Llanos produzione: Les Films de la Pléïade. Il film è uno splendido documento della famosa marcia sul Pentagono organizzata nell'ottobre del 1967 dal movimento dei giovani americani che da tempo si battevano per mettere fine alla sporca guerra del Vietnam. Una manifestazione che ha messo insieme cento mila persone, e che rappresenta un primo concreto tentativo di andare oltre le parole e gli slogan e di avviare un intervento più diretto e politico, qualcosa che certamente era un passo avanti rispetto a una prima fase di scontro in gran parte gestita all’interno dei campus universitari. Intanto c’è da segnalare un partecipazione alla marcia molto più articolata e numerosa rispetto ad altre manifestrazioni del genere. Una partecipazione che andava dagli studenti filocomunisti a quelli invece più apolitici, e tuttavia convinti pacifisti. E ancora c’erano i neri, i cattolici, le rappresentanze degli immigrati e via elencando. Tra l’altro, come spiega lo stesso Marker nella voce fuori campo che accompagna il film, il numero e la determinazione degli studenti a ribellarsi alla guerra avevano subito un’impennata dopo che una serie di reclutatori dell’esercito erano stati spediti in tutte le università con il compito di fare nuovi proseliti alla causa della guerra e quindi nuove reclute. Ma la risposta da parte degli studenti era stata, nella maggior parte dei casi, chiara e violenta: quella cioè di bruciare le cartoline precetto e di allontanare i reclutatori dall’università. Ed è proprio questo gesto concreto che spiega il cambiamento di cui parlava Marker: questo passaggio “da un’attitudine politica a un gesto politico”.    

GLI ANNI DEL VIETNAM. 40 ANNI DOPO /giornata GREGORETTI

2015-04-30

Vietnam/giornata GREGORETTI 1.Vietnam: i giorni della vittoria (Italia,1975, 21min.) di A. Bertini e C. Bolli 2.Vietnam, scene del dopoguerra (Italia, 1975, 97min.) di Ugo Gregoretti «L’ambasciatore americano che fugge in elicottero dal tetto dell’ambasciata è per me un’immagine indelebile», dice Oliviero Diliberto di ritorno da uno dei suoi viaggi in Vietnam. Una foto indimenticabile del fotoreporter Hubert Van Es, una foto storica, scattata durante la caduta di Saigon del 30 aprile 1975, che mostra americani e sudvietnamiti mentre cercano di salire a bordo di un elicottero fatto arrivare dalla Cia sul tetto dell’ambasciata. Un’immagine che ancora fa bene al cuore, e non solo per la generazione dei cinquantenni di sinistra (non pentiti), che hanno il Vietnam tatuato sull’anima. «Era un piccolo paese – dice ancora Diliberto - contro il colosso dell’imperialismo… Il Vietnam aveva per noi un fascino doppio, era la lotta d’indipendenza di un popolo e un partito comunista che aveva con i comunisti italiani un rapporto solidissimo: oggi nessuno lo ricorda, ma la sede dell’ambasciata del Nord Vietnam a piazza Barberini era pagata dal Pci. E infine, era una lotta vincente: dopo la tragedia cilena del 1973, quella vittoria del Vietnam del 1975… Una cosa strepitosa, sembrava impossibile...». Il Vietnam senza guerra, perché il Vietnam non è il nome di una guerra, ma di un paese e di un popolo. Anche se quel paese e quel popolo si porta dietro, ancora ben visibili, i segni e gli orrori di una guerra lunga quanto terribile. Soprattutto le armi di distruzione di massa come i defolianti hanno creato malattie genetiche che si trasmettono tuttora ai bambini vietnamiti. Sono conseguenze che rimarranno nell’aria, nel terreno, nell’ambiente per decenni. Per non parlare delle distruzioni di interi paesi, quartieri, interi distretti agricoli, e dei milioni di morti, in gran parte civili (tante donne, tantissimi bambini) lasciati sul terreno. Ledda e Gregoretti riprendono e raccontano tutto questo, ma non si lasciano travolgere dall’emozione né dalla retorica. Hanno gli occhi asciutti, la mente libera. E poi, come sempre, le immagini al cinema parlano da sole. E parlano di una nazione viva, fiera ed indipendente, sebbene l’eco dei bombardamenti e degli scontri echeggi ancora nell’aria. Si respira aria di rinnovamento e di futuro. Il protagonista di questa rinascita è il popolo vietnamita, la sua vitalità, la sua forza, ma soprattutto l’orgoglio di un paese che ha trovato nelle sue tradizioni e melle sue convinzioni politiche la forza necessarie per resistere, combattere e vincere. E il fatto che Ugo sia arrivato lì per primo con la sua macchina da presa per raccontarci tutto questo con le immagini in diretta e la sua inconfondibile voce fuori campo è un piccolo miracolo che solo il cinema riesce a regalarci con straordinaria emozione. Questo succedeva allora, e succede ancora oggi, 40 anni dopo. «Ugo Gregoretti, comunque, - scrive Giovanni Berardi - resterà importante, soprattutto per le generazioni più giovani, negli anni che andranno sino alla metà dei settanta, per un film documentario tra i più utili girati nel decennio, quel  Vietnam, scene del dopoguerra (1975),  che il regista girerà in concomitanza con l’ex direttore dell’Unità, il giornalista Romano Ledda. In molti, alla fine della proiezione nei circuiti d’essai, molto in voga in quel periodo, si resero conto di una cosa semplicissima, ma che per anni era sfuggita quasi a tutti: mentre tutti noi avevamo vissuto, bene o male poco importa, già trent’anni di pace e di democrazia, il popolo vietnamita, invece, usciva da trent’anni di guerra sanguinaria. E cosa mostrava, di così autentico, quel film? Semplicemente un popolo che non si piangeva addosso, ma neppure esultava, però scopriva, finalmente, che poteva cercare e trovare la giusta quiete e la pace. Soprattutto si rendeva conto che non era un popolo finito in poltiglia. Vietnam, scene del dopoguerra è stata davvero una visione importantissima e di grande maturità». Il film di Gregoretti sarà anticipato da un breve cortometraggio di Antonio Bertini, Vietnam: i giorni della vittoria. 1. Vietnam: i giorni della vittoria Italia. 1975. Colore. 21min. regia: Antonio Bertini produzione: Unitelefilm Realizzato con materiale cinematografico di eccezionale interesse, inedito in Italia, girato dagli operatori del Fronte di Liberazione Nazionale, il documentario è la cronaca dei "giorni della vittoria" nel Vietnam del Sud e dell'inizio della ricostruzione del paese. Le immagini documentano l'ultima grande offensiva dell'esercito di liberazione in risposta alle provocatorie violazioni degli accordi di Parigi da parte del governo fantoccio di Saigon; la liberazione della capitale sud-vietnamita, poi intitolata a Ho Chi Minh; i primi giorni di pace nelle città e nelle campagne di un paese che per decenni ha conosciuto soltanto guerra, distruzioni, stragi, morte, ma che con la sua lotta ha saputo finalmente conquistarsi l'indipendenza e la libertà. Un breve film di soli 20 minuti, il film giusto per introdurre il film di Gregoretti. 2. Vietnam, scene del dopoguerra Italia.1975. Colore. 97min. regia: Ugo Gregoretti, Romano Ledda sceneggiatura: Romano Ledda e Ugo Gregoretti fotografia: Alberto Marrana montaggio: Carlo Bolli musica: Fiorenzo Carpi produzione: Unitelefilm Vietnam, scene del dopoguerra è il primo reportage cinematografico realizzato nel Vietnam del Sud da Ugo Gregoretti e da Romano Ledda (allora condirettore di Rinascita), in un viaggio per l'intero paese compiuto nel mese di luglio 1975, due mesi appena dalla fine della guerra ventennale contro il colonialismo francese e l'aggressione nord-americana. Il film si svolge lungo la strada n.1 che unisce, con un percorso di 1700 km, Hanoi e Saigon, passando per Quang Tri, Hue, Da Nang, My Lai, Xuan Loc, nomi già carichi di storia. Più che un racconto, il lungometraggio è una commossa ma oggettiva testimonianza sugli orrori della guerra, sul ritorno alla pace, sui problemi creati da un conflitto feroce che ha distrutto uomini e cose, insomma sui tempi politici, sociali e umani della ricostruzione. Protagonisti del film sono i combattenti che lasciano il fronte (ma più di un milione di loro mancano all’appello), i contadini che tornano nelle risaie, le grandi e tumultuose città create dall'inurbamento forzato, le donne e i bambini vietnamiti (anche qui le perdite sono spaventose: si parla di 4 milioni di morti sotto i bombardamenti americani). Ma soprattutto il protagonista vero è il paese Vietnam, con la sua storia e la sua civiltà, la fierezza delle sue genti, la sua cultura, le sue bellezze naturali: un Vietnam finalmente indipendente, libero e unito.  

GLI ANNI DEL VIETNAM / 40 ANNI DOPO

from 2015-03-31 to 2015-04-30

aamod e Casa del Cinema bif&st bari international film festival

GLI ANNI DEL VIETNAM / 40 ANNI DOPO

a cura di Giandomenico Curi Il vietnam è il nome di un paese e di un popolo, non solo di una guerra La guerra del Vietnam è una guerra diversa da tutte le altre, per le vittime che ha fatto, per la durata infinita, per la grande eco che ha avuto in tutto il mondo, per la ferita enorme che ha lasciato nel popolo americano. Una guerra strana, mai dichiarata, che non ha una data d’inizio né una data di fine. Per tutti questi motivi è stata subito rimossa e dimenticata, soprattutto dagli americani (a parte qualche film commerciale, l’avanguardia e il cinema militante dei newsreel). Solo con gli anni il cinema è tornato man mano a rivisitare quell’esperienza e quella storia, ogni volta in modo diverso. Allora, a 40 anni dalla sua fine, potrebbe essere una buona occasione provare a raccontare di nuovo quello che è successo, utilizzando naturalmente quello che è da sempre lo strumento di comunicazione privilegiato dell’Archivio, cioè il cinema, a cominciare da quello documentario. Ci sembra un atto dovuto e importante, che ha impegnato gran parte delle energie dell’AAMOD, almeno fino alla data del 30 aprile 2015 (che richiama quella del 30 aprile 1975, quando gli ultimi americani furono costretti ad abbandonare Saigon). Lo facciamo per non dimenticare il coraggio e l’eroismo di un popolo, la solidarietà e l’impegno di una generazione allora giovanissima (diventerà la generazione del Vietnam), per continuare un lavoro d’informazione che ci sembra fondamentale, per noi, ma soprattutto per le nuove generazioni. Nel nostro progetto abbiamo individuato diversi campi di intervento e di iniziative (molti ancora in fase di messa a punto): le scuole secondarie, l’Università, i municipi con cui abbiamo contatti, le sale cinematografiche, il festival di Bari, rassegne e retrospettive a Roma (la Casa del Cinema a Villa Borghese) e in altre città (Milano, Cagliari, Napoli, Bologna) e così via. Insomma diverse situazioni, per le quali vanno messi a punto materiali diversi. A cominciare naturalmente da quelli dell’Archivio, numerosi ma non tutti utilizzabili. Da qui la ricerca di altri film, in gran parte inediti in Italia, di alcuni dei quali (una decina) abbiamo fatto un’edizione in lingua italiana, curando in prima persona la realizzazione dei sottotitoli in italiano, e una pubblicazione che accompagnerà la rassegna. L’idea in definitiva era quella di creare dei veri e propri pacchetti da far circolare  per scuole, festival e tutte le altre situazioni possibili. Alcune indicazioni di massina sui contenuti (ripresi nel programma dettagliato che segue): il Vietnam secondo Ivens; i film dell’Archivio, da quello di Gregoretti ai vari film di montaggio; i 5 documentari di Santiago Àlvarez; il cinema USA visto attraverso due documentari di making of su due colossi hollywoodiani (Apocalypse Now e Platoon); il cinema francese della Nouvelle Vague (Lontano dal Vietnam); i film realizzati dai vietnamiti durante la guerra (anche questi di proprietà dell’Archivio); il nuovo cinema americano anni ’70 e i documentari di contro-infornazione del movimento americano; ecc.

Suite francese


Cenerentola


Ma che bella sorpresa

Il film racconta le vicende di Guido, romantico sognatore e professore di letteratura al liceo, la cui vita va in pezzi quando la sua fidanzata con cui convive da anni lo lascia per un altro uomo.

La Famiglia Belier


Foxcatcher


Smokings


Focus - Niente è come Sembra


The repairman


Vizio di forma


Royal Opera House in diretta da Londra

from 2015-02-14 to 2015-07-05


La grande stagione Live & Special 2014-2015

from 2014-10-21 to 2015-05-12


Noi e la Giulia


Whiplash


Turner

La vita del celebre pittore J.M.W. Turner, uno dei più importanti esponenti della storia dell'arte britannica, vissuto tra il XVIII e il XIX secolo.

A qualcuno piace classico. Appunti di storia del cinema (IV edizione)

from 2014-10-28 to 2015-05-19


Il sale della terra

Un viaggio alla scoperta di territori inesplorati, un omaggio alla bellezza del nostro pianeta. Un omaggio a Sebastião Salgado che da quarant'anni attraversa i continenti sulle tracce di un'umanità in pieno cambiamento e di un pianeta che a tale cambiamento resiste.

Boyhood

Il piccolo Mason, assieme alla sorella Samantha, vive un viaggio emozionale e trascendente attraverso gli anni, dall'infanzia all'età adulta.

The Naked Kiss - Cinema

2015-04-21

(USA 1964) directed by Samuel Fuller, starring Constance Towers, Anthony Eisley, Michael Dante, b/w, 93', 35mm original language with Italian subtitles
While fleeing from her past, a prostitute reaches a quiet little town and lands a job in a hospital for disabled children. Finally a fresh start for her life, and a new love too, or so she thinks until an unsettling event turns everything upside-down. A cult-movie for a whole generation of film buffs, this is one of the oddest works by director Fuller, juxtaposing violence and tenderness with unbelievable skill. The POV shot that opens the film is a classic sequence in the history of Cinema.


Secret Agent - Cinema

2015-05-05

(UK 1936) directed by Alfred Hitchcock, starring John Gielgud, Madeleine Carroll, Peter Lorre, b/w, 83', 35mm original language with Italian subtitles
During the First World War a British writer, presumed dead, is enlisted by the Secret Service to go to Switzerland and assassinate an enemy spy. He is helped by Elsa, a young woman posing as his wife, and by a killer nicknamed "The General". Among the lesser-known films of Hitch's British period, it is full of the typical Hitchockian combination of irony and suspense. The chocolate factory sequence is a true highlight of Hitchcock's art.


Many Wars Ago - Cinema

2015-05-19

(Italy / Yugoslavia 1970) directed by Francesco Rosi, starring Gian Maria Volonté, Alain Cuny, Pier Paolo Capponi, color, 101', 35mm
During the First World War, officer Sassu is displaced to the Altopiano di Asiago, where a sadistic general throws his soldiers into the fray. Wiped out by enemy fire, the troops violently revolt, led by officer Sassu. Loosely based on Emilio Lussu's novel A Year on the Plateau, Rosi's film was criticised at length on its release and the director was charged with libel. The film was rehabilitated only many years later and finally hailed as an anti-war masterpiece.


CINEMA PER LA RETE: WEB MOVIES COPRODOTTI DA RAICINEMA

from 2014-06-09 to 2015-07-06

CINEMA PER LA RETE Le nuove modalità del consumo cinematografico è il tema dell’incontro promosso ed organizzato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNNCI) per lunedì 9 giugno presso la Casa del Cinema di Villa Borghese. In particolare l’iniziativa intende analizzare e studiare il progetto WEB MOVIES di Rai Cinema, che ha coprodotto undici film low budget distribuiti e visionabili in rete. Si tratta di una serie di produzioni dichiaratamente di genere, affidate a giovani registi, allo scopo di promuoverne l’esperienza professionale e favorire un auspicabile ricambio generazionale. L’incontro prevede alle 16:30 la proiezione del film Neverlake di Riccardo Paoletti, cui seguirà un incontro pubblico. Partecipano Carlo Brancaleoni, responsabile dell’area Produzioni Cinematografiche e Progetti con Scuole Cinema e Giovanni Scatassa, responsabile dell’area Marketing e Commerciale di Rai Cinema;  Cosimo Alemà, Tommaso Arrighi, Manuela Cacciamani, Riccardo Paoletti, Francesco Siciliano, Christian Bisceglia e Ascanio Malgarini, produttori e registi di alcuni film del progetto e per il SNCCI i critici  Maurizio G. De Bonis e  Domenico Monetti. All’incontro del 9 giugno, seguiranno con cadenza settimanale tre appuntamenti con la proiezione dei seguenti film: Lunedi 16 giugno: Aquadro di Stefano Ludovichi Lunedi 23 giugno La Santa di Cosimo Alemà Martedì 1 luglio Fairytale di Ascanio Malgarini e Christian Bisceglia  

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Sara vive con la sua famiglia accudendo gli animali. Le sue giornate sono scandite dalle preghiere e dalla lettura della Bibbia, che commenta e argomenta con la madre e le sorelle. La sua vita viene scossa dal sentimento per un ragazzo...

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