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Rom hotel Sonderangebote
Personal sehr bemht; Frhstck in Ordnung (mit Cappuccino, der nicht aus dem Automaten kommt); sehr gute Busverbindung ins Zentrum (Endstation: San Silvestro); excellente Trattoria gleich um die Ecke ..by TripAdvisor"




 

Stars. Sguardi sonori 2014

from 2014-09-04 to 2014-09-14

Museo Pietro Canonica a Villa Borghese

Mostra del decennale del festival di arte e musica contemporanea SGUARDI SONORI organizzato dall’Associazione FaticArt.

Per l’occasione sarà presentato anche un progetto di COMUNICAZIONE UNIVERSALE che passerà alla storia, il Concerto per astronauta e orchestra INFINITE SPACES del Maestro Ennio Morricone con la prima astronauta donna italiana Samantha Cristoforetti ed il veterano Roberto Vittori, reduce da ben tre missioni spaziali, con la partecipazione dei più grandi musicisti del mondo in un happening PLANETARIO che sarà realizzato in occasione dell'Expo di Milano e che sarà indirizzato a TUTTO L'UNIVERSO.


YOSHITAKA NAKAMURA

from 2014-09-12 to 2014-10-24

Museo Fondazione Venanzo Crocetti


I bassifondi del Barocco. La Roma del vizio e della miseria

from 2014-10-07 to 2015-01-18

Accademia di Francia - Villa Medici


SgargianteSobrio

from 2014-09-22 to 2014-11-08

Istituto Giapponese di Cultura


Dal tramonto della ragione all’alba della libertà

from 2014-07-22 to 2014-08-02

Casa della partecipazione


"Miraggio di mare" di Mario Nalli

from 2014-06-06 to 2014-09-30

Galleria L'Attico di Fabio Sergentini


Guglielmo Castelli - Eparina

from 2014-06-10 to 2014-10-10

Galleria Il Segno


Mario Tosto - Ritratti di Eroi Potenti e Dittatori

from 2014-06-13 to 2014-09-19

Galleria Minima Arte Contemporanea


"Appunti a margine" di Alberto Ruggieri

from 2014-07-10 to 2014-08-09

Tricomia Studio d'Arte


On the Stage

from 2014-07-10 to 2014-09-18

Gallery Apart


"Lost Identities" di Ginevra Marini

from 2014-07-10 to 2014-09-07

Curva Pura


Works in progress 2014

from 2014-07-10 to 2014-08-10

Scuola Romana di Fotografia


Roma: abitare, vivere, essere

from 2014-07-22 to 2014-08-01

Casa dell'Architettura all'Acquario Romano


Tobias Rehberger “Wrap it up”

from 2014-09-19 to 2015-01-11

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Esposizione dedicata a Tobias Rehberger, uno dei più interessanti artisti tedeschi sulla scena internazionale dell'arte contemporanea, al confine tra arte figurativa, cultura pop e design. In mostra le opere su carta provenienti dalla Deutsche Bank Collection, realizzate tra il 1991 e il 2003, altri lavori più recenti in cui l’artista utilizza sempre il mezzo cartaceo, e l’installazione “Infections”, composta da 33 esemplari unici di lampade, parte di un progetto ancora in corso iniziato nel 2002.


Roma prima capitale d'Europa LIBERATA 1944 - 2014

from 2014-07-11 to 2014-08-24

Museo Nazionale di Palazzo Venezia , Palazzo Venezia


Samon Takahashi

from 2014-09-01 to 2014-09-30

Auditorium Parco della Musica

Auditorium Parco della Musica - Sound Corner
Samon Takahashi
Tre Stelle for Beatrice 2009-2014
Paradiso 30'
Purgatorio 15'
Inferno 9'





Sound Corner è un'installazione sonora permanente collocata nello spazio di passaggio tra il foyer della Sala Petrassi e il Teatro Studio: un angolo del suono con una programmazione periodica mensile destinata ad accogliere brani sonori di artisti sempre diversi, proposti di volta in volta da curatori, artisti e istituzioni.

Tre Stelle for Beatrice è un'opera aperta in tre parti che usa come partitura i canti XXIII dell'Inferno, del Purgatorio e del Paradiso della Divina Commedia di Dante. Utilizzando un metodo prestabilito di corrispondenza tra la notazione musicale e il testo originale, l'opera è un tentativo di rappresentare il testo usando la musica come un'allegoria.

Loose Ends

from 2014-07-02 to 2014-09-20

Casa dell'Architettura all'Acquario Romano


Lens On Life

from 2014-07-10 to 2014-08-28

Federica Schiavo Gallery


"TRA TERRA E MARE – Opere 2001-2014" di Irene Petrafesa

from 2014-07-17 to 2014-09-07

Complesso del Vittoriano


La casa e la città. Nuovi modi dell'abitare sostenibile

from 2014-07-12 to 2014-09-20

MACRO Testaccio


BiblioRitratti di Libri e note per il mondo

from 2014-04-11 to 2014-10-31

Casa del Parco


GIGI MAGNI: Epigrammi all’inchiostro di china

from 2014-07-14 to 2014-09-21

Casa del Cinema

GIGI MAGNI: Epigrammi all’inchiostro di china (mostra)

Dal 14 luglio al 21 settembre la Casa del Cinema ospita 300 opere, tra disegni inediti, foto e documenti per ricordare il genio di Gigi Magni. orario: 15-21

Nata da un'idea di Lucia Mirisola, moglie di Gigi Magni, e curata da Leila Banhar e Massimo Castellani, la mostra EPIGRAMMI ALL’INCHIOSTRO DI CHINA propone, a margine della rassegna cinematografica, oltre 250 opere, selezionate tra i quasi mille disegni da lei raccolti in sessant'anni di vita in comune e solo da pochi anni da loro catalogati con Gigi che, via via, ne raccontava l'origine.

La passione di Gigi Magni per il disegno nasce sui banchi di scuola ed è stata coltivata per tutta la vita;  il disegno è stato uno dei mezzi espressivi da lui utilizzati per comunicare la sua visione del mondo, nel passato come nel presente.

Fin dagli anni cinquanta ha collaborato con il Marc'Aurelio e poi con Il Corriere della Sera ed il Messaggero pubblicando, oltre ad articoli, racconti e novelle anche molte sue strisce e vignette.

Tra le opere in mostra "i pizzini", comunicazioni familiari per la gestione quotidiana di casa, scambiati tra Gigi e Lucia Magni al posto degli usuali bigliettini.

Inoltre, allestita in una saletta a parte, “GIGI SUL SET” è il titolo  di una rassegna di fotografie scattate durante le riprese dei film che vedono Gigi Magni insieme alla troupe e ad alcuni degli attori protagonisti.

Auguriamo a tutti coloro che vorranno sorridere ma anche riflettere con Gigi Magni, un buon divertimento.


Made in Italy. Una visione modernista

from 2014-07-13 to 2014-09-30

Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia


Maria Dompè - Il giardino dell'Anima

from 2014-06-05 to 2014-12-31

GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea


Dentro la materia

from 2014-06-30 to 2014-09-06

Antonio Baldini - Biblioteca Statale


Keys to Rome. The City of Augustus

from 2014-09-24 to 2015-04-12

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

Roma, Sarajevo, Amsterdam, Alexandria: all Empire celebrates Augustus, an exhibition on the occasion of the two thousandth anniversary of his death.

On the 23rd September 2014, after 2000 years from Augustus death, 13 countries will meet in Rome, Amsterdam, Alexandria and Sarajevo, for the opening of an extraordinary exhibition, Keys to Rome: an original interactive journey to discover the city of Augustus and the Roman Empire, seen and experienced from its four corners, four fascinating venues, four cities on Roman culture.


Who is on next? Made in Italy. La nuova generazione della moda

from 2014-07-15 to 2014-09-11

Museo di Roma - Palazzo Braschi

In occasione dei 10 anni di “Who Is On Next?” il progetto di fashion scouting organizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia, che ha come obiettivo la ricerca e la promozione di giovani talenti creativi della moda Made in Italy, viene presentata a Roma una mostra esclusiva per ripercorrere la storia e celebrare i creativi che vi hanno preso parte.

Nato nel 2005, “Who Is On Next?”, il progetto di scouting ideato e realizzato da Altaroma in collaborazione  con  Vogue Italia, celebra quest’anno con “10th AnniversaryWho Is On Next?” i 10 anni dalla sua nascita. 10th AnniversaryWho Is On Next? premia l’impegno, la determinazione, l’identità di ciascuno, le personali capacità espressive come lettura e interpretazione del nostro tempo e, nel percorso espositivo che intende mostrare le creazioni d’esordio e quelle attuali dei 45 designer invitati, ci ricorda che prima di tutto la moda è cambiamento.

Oggi, tra i tanti designer che hanno animato queste 10 edizioni  di “Who Is On Next?”, la curatela di questa mostra intende celebrare il lavoro intrapreso da Altaroma e Vogue Italia e, soprattutto, coloro che attraverso il progetto hanno trovato un loro spazio espressivo in questa città, nuovi contesti produttivi nel nostro paese  e realtà commerciali di livello internazionale.

In esposizione le creazioni di: Albino, Angelos Bratis, Aquilano.Rimondi, Arnoldo][Battois, Arthur Arbesser, Au Jour Le Jour, Barbara Casasola, Benedetta Bruzziches, Bionda Castana, Charline De Luca, CO|TE, Coliac, Comeforbreakfast, Cortomoltedo, Daniele Michetti, De Couture, Esme Vie, Futuro Remoto, Gabriele Colangelo, Giancarlo Petriglia, Gianni Serra, Greta Boldini, Ilaria Nistri, Jerome C. Rousseau, KA-MO, LedaOtto, Leitmotiv, Marco Bologna, Marco de Vincenzo, MarskinRyyppy by Nicole Brundage, Marta Ferri, Max Kibardin, Memento Duo, MSGM, Nicholas Kirkwood, Paolo Errico, Paul Andrew, Paula Cademartori, Quattromani, San Andrès Milano, Sara Lanzi, Stella Jean, SuperDuper Hats, Suzanne Susceptible, Zanchetti.

Altaroma, 10 anni investiti nella ricerca della creatività, contribuisce così a rendere una città d’arte e di cultura come Roma vivaio di nuove idee ed energie, promuovendo il recupero delle eccellenze artigianali e della nostra storia produttiva attraverso creazioni che si sono meritate pienamente il titolo di Made in Italy.

Se la nascita di Roma ha segnato storicamente l’inizio del mondo civile, con tracce che sopravvivono in ogni parte del globo, se è stata la sua curiosità a renderla da sempre aperta alle diverse culture senza mai sopraffarle ma con la volontà di contaminare ed esserne contaminata, nel rispetto delle origini di ognuno e con l’obiettivo di creare un’unificazione culturale e una nuova civiltà europea, non poteva di conseguenza non nascere proprio a Roma il desiderio di scoprire nuovi talenti da consegnare alla storia.

Quale augurio migliore se non quello di “rinascere” in una città che è sinonimo di eternità, bellezza, lusso?

Vogue Italia, un partner di eccellenza che si contraddistingue per l’incredibile capacità di saper comunicare la contemporaneità, promuovendo una nuova generazione della moda attraverso la propria visione, lucida e visionaria al tempo stesso, e con un approccio audace e concreto.

Who Is On Next?, un progetto di ricerca intorno ai talenti emergenti della moda.

Oltre 100 i designer emersi in questo percorso di scouting e di selezione dal 2005 ad oggi.

Italiani e stranieri  hanno scelto il nostro paese per realizzare le proprie creazioni e dar forma ai propri desideri, trovando qui maestri della selleria, distretti tessili e calzaturieri di altissima qualità, pellettieri e aziende capaci di dare vita, con competenza e rigore, a collezioni in grado di distinguersi e posizionarsi nel mercato del lusso, per l’elevata capacità manifatturiera e artigianale italiana.

Molteplici le aziende che in questi talenti hanno trovato nuove risorse e altrettante le direzioni creative che, attraverso questa nuova linfa, hanno restituito contemporaneità ai loro storici brand.

Così “Who Is On Next?”, decretato dal Financial Times uno dei 10 “World’s Most Important Fashion Prizes”, si è affermato a livello internazionale come piattaforma della new wave della moda italiana rendendo la competizione anche un momento di confronto, di scambio e spesso di sinergia, dando vita a collaborazioni e partnership tra diversi creativi.


Mostra di Arte contemporanea sul mare

from 2014-07-14 to 2014-08-10


LUCE. L'immaginario italiano

from 2014-07-04 to 2014-09-21

Complesso del Vittoriano

A novant’anni dalla fondazione dell’Istituto Luce, la mostra celebra una delle più grandi imprese culturali del Paese, un luogo di elezione della sua conoscenza storica, e il deposito materiale di beni immateriali: le memorie, i segreti, i sogni dell’Italia dai primi del ‘900 al presente.

Nato nel 1924 come L.U.C.E., L’Unione Cinematografica Educativa, con l’intuizione e l’intento di raccontare l’attualità del Paese, della sua società e del mondo attraverso l’ancora nuovo linguaggio delle immagini in movimento, e ribattezzato con Regio decreto l’anno seguente, l’Istituto Nazionale Luce venne presto sostenuto con forza e controllato da Benito Mussolini, che ne comprese e sfruttò le enormi potenzialità divulgative e politiche.

Dopo 90 anni e una vicenda che ha accompagnato in parallelo e continuità tutta la recente Storia d’Italia, quell’intuizione è diventata oggi la più antica istituzione di cinema pubblico al mondo e, con un archivio di decine di migliaia di filmati e tre milioni di fotografie, un patrimonio di immagini impareggiabile per quantità e ricchezza di temi. Tanto da meritare nel 2013 l’ingresso per il fondo ‘Cinegiornali e fotografie dell’Istituto Nazionale L.U.C.E.’ nel Registro Memory of the World dell’UNESCO.

Un bene italiano divenuto bene mondiale.

Dal suo esordio il Luce ha provveduto a rivelare l’immagine degli italiani a loro stessi, e a fornire una conoscenza di base del Paese. Grazie ai ‘cinegiornali’ Luce, milioni di cittadini dagli anni ’20 in poi hanno potuto vedere e scoprire per la prima volta città, geografie lontane, popolazioni sconosciute, forme sociali e culturali differenti. La nascita di un’opinione pubblica in Italia passa di qui, insieme alla stessa formazione di ‘luoghi comuni’.

È su questo terreno condiviso ed elementare che il fascismo poté promulgare le sue propagande e il suo controllo. Ma anche che il Paese uscito dalla Guerra riuscì a testimoniare gli sforzi e la spinta civile della ricostruzione, e gli sviluppi di una nuova società democratica e di massa avviata alla modernità. Di questo aspetto educativo, informativo e propagandistico, il Luce fornisce milioni di documenti. Il Paese ‘si mette in posa’.

Ma la mostra racconta anche il rovescio di quell’immagine. Per la natura realistica del cinema e della fotografia, allo spettatore di ieri, e ancor più a quello di oggi, non poteva e non può sfuggire la retorica (e a volte la goffaggine) delle ‘pose’ di Mussolini nei suoi comizi; o la povertà e la fatica dei contadini messi in scena sorridenti davanti all’obiettivo, e lo sconforto dei soldati in una guerra che si raccontava trionfale, mentre si subiva una sconfitta.

E l’ironia di uno speaker sulle donne lavoratrici negli anni ’50, la compostezza dei rappresentanti dei partiti politici, i volti allegri dei giovani in una festa o in una manifestazione, rivelano in controluce i sommovimenti e le richieste di una nuova età di diritti.

In tutti questi rovesci dell’immagine il Paese svela e confessa il suo intimo. Il suo immaginario.

Nel racconto di questo autoritratto della nazione, la mostra è concepita con un approccio espositivo non statico, ma come un flusso continuo di immagini.

Grandi pannelli sono organizzati secondo un ordine tematico-cronologico, su cui in più di 20 schermi vengono proiettate speciali videoinstallazioni, montaggi realizzati ad hoc di centinaia di filmati dell’Archivio storico Luce. Accanto alle immagini in movimento, più di 500 splendide fotografie dell’Archivio fermano dettagli e momenti significativi, mentre pannelli di testo approfondiscono l’analisi storica e linguistica dei video. Un percorso visivo e uditivo di notevole impatto, che fa sì che ogni visitatore si confronti con un’immagine differente, e in cui ciascun video dialoga con quelli vicini per analogie e differenze.

Infine uno spazio è interamente dedicato al Cinema, con centinaia di foto di registi, attori, set, e una preziosa selezione di trailer e backstage di film.

Nell'ambito della mostra, al Complesso del Vittoriano e in altri siti suggestivi della Capitale che accenderanno con proiezioni serali degli speciali ‘punti Luce’ nella città, viene ospitata anche una grande retrospettiva di film e documentari, per un totale di oltre 130 titoli rappresentativi della storia cinematografica del Luce dal 1933 al 2013.

L’esposizione è ideata e realizzata da Istituto Luce-Cinecittà, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo e della Regione Lazio, e in collaborazione con Roma Capitale nell’ambito dell’Estate Romana 2014.
L’organizzazione generale è di Comunicare Organizzando.


Le leggendarie tombe di MAWANGDUI. Arte e vita nella Cina del II secolo A.C.

from 2014-07-03 to 2015-02-16

Museo Nazionale di Palazzo Venezia , Palazzo Venezia


The pink gaze - Lo sguardo rosa

from 2014-07-04 to 2014-10-05

Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci (Palazzo Brancaccio)


Il fregio svelato: il racconto della Colonna Traiana

from 2014-06-28 to 2014-09-30

Colonna Traiana


YAP MAXXI 2014

from 2014-06-27 to 2014-10-26

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


The Independent

from 2014-06-26 to 2014-10-12

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


SIMBOLI VIVI. Il potere delle immagini nelle ceramiche preistoriche del Pakistan

from 2014-06-25 to 2014-09-21

Museo Nazionale d'Arte Orientale Giuseppe Tucci (Palazzo Brancaccio)


Perù - tan lejos tan cerca

from 2014-06-21 to 2014-08-31

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"


Marcello Morandini. Arte Architettura Design

from 2014-06-27 to 2014-09-28

GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea


Signore & Signori... Alberto Lionello. Il percorso di un grande attore tra prosa, cinema, radio, tv e varietà

from 2014-07-03 to 2014-10-05

Casa dei Teatri


Siria splendore e dramma

from 2014-06-20 to 2014-08-31

Museo Nazionale di Palazzo Venezia , Palazzo Venezia


Dalla Terra alla Luna. Architetture e paesaggi immaginari su carta

from 2014-05-08 to 2014-09-15

Galleria Stefania Miscetti


Maurizio Donzelli - Imenigma

from 2014-05-26 to 2014-08-02

Galleria Giacomo Guidi Arte Contemporanea


Korrekturen - Correzioni

from 2014-06-12 to 2014-09-03

Casa di Goethe


Cambiamo clima! Gli eroi della Terra!

from 2014-06-11 to 2014-12-31

Centro Culturale Elsa Morante


Iconica – Arte urbana al Foro Italico

from 2014-06-08 to 2014-09-21


La fonte di un'utopia: la strada dell'integrazione attraverso l'arte

from 2014-06-12 to 2014-09-05

Museo Hendrik Christian Andersen


Dreamings Australian Aboriginal Art meets De Chirico

from 2014-07-04 to 2014-11-02

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

Dreamings: Australian Aboriginal Art presents more than 50 works – representing some of the best in terms of quality – executed mainly in acrylic starting in the 1990s by the preeminent contemporary Australian indigenous artists, exemplifying the various styles and schools of the central and western desert regions of Australia. 

Sensitise Europeans to indigenous Australian art, one of the most brilliant current artistic expressions, combating the tendency to interpret it in strictly ethnographic terms; link Australian aboriginal Western Desert painting with contemporary art and in particular with the metaphysical content of the art of Giorgio de Chirico and his conception of the world and the nature of being: these are the two main thrusts of the exhibition Dreamings: Australian Aboriginal Art meets De Chirico.

The exhibition is housed in the Museo Carolo Bilotti in Villa Borghese, one of the most appropriate venues in Rome for contemporary art shows. The museum’s permanent collection includes 18 works by Giorgio de Chirico, with fresh attention focused upon them in this novel juxtaposition with aboriginal art. 

The exhibition establishes a bridge between a concept in the Australian indigenous tradition – dreaming or dreamtime – and De Chirico’s artistic conceptions. This is highlighted in particular in the section dedicated to the works of Imants Tillers, one of the most representative artists of current aboriginal art, in the project room on the first floor. For the Aborigines, dreaming is the spirit time that precedes history and the creation of the world of men. 

The exhibition is organised by Ian McLean and Erica Izett. Ian is Research Professor in Contemporary Art, University of Wollongong, Australia and author of numerous writings on Australian indigenous art. He is a member of the scientific committee of the magazines Third Text and World Art. Erica has been active for years in the same area of study. 

Many of the works come from, the Marc Sordello and Francis Missana Collection (France), one of the most representative private collections of this genre. For the Museo Bilotti – which was founded on the basis of a private donation – it is an opportunity to reopen the exploration of contemporary art collections that has characterised its exhibition for years.

The works of the artists on exhibit are part of the Western Desert movement, which includes indigenous artists from communities across a large and sparsely populated region of Australia (600,000 square kilometres). The exhibition also includes works by two urban indigenous artists, Christian Thompson and Judy Watson, who explore the themes of land and identity in a contemporary style.

Less than three percent of the Australian population is indigenous. Most Aborigines live in cities whereas only a small minority have remained in or near their sparsely populated and remote native lands. Most aboriginal art comes from this remote Australia, giving life to a hybrid culture that combines indigenous and occidental traditions.

Emerging in the 1970s, it was not until the early ‘80s that Western Desert art stopped being relegated to ethnographic museums and joined with the stream of contemporary art. Partner in this development was the debate on post-colonialism, globalisation and post-modernism conducted by young artists and exhibition organisers, whose principal exponent was Imants Tillers. Since then, the works in acrylic on canvas of the Western Desert community attracted the attention of the art world and immediately thereafter, that of the art market.

Two principal expressive currents may be identified: that of the artists who still live in their remote communities – who came into contact with the international arts community starting in the 1980s through books, magazines, visits to museums and time spent with occidental artists – and that of urban artists of indigenous tradition, who are educated in schools and universities but have always maintained contact with the culture of their forebears. Together, it is an art that affirms original and ancient values while also serving as a barometer for change in the world.

The artists in the exhibition: Jimmy Baker, Lydia Balbal Wugulbalyi, Paula Paul Kuruwarriyingathi Bijarrb, Jan Billycan Karrimarra (Djan Nanudie), Michael Nelson Jagamarra, Paddy Sims, Emily Kame Kngwarreye, Billy Koorubbuba, Carol Golding Maayatja, Claudia Moodoonuthi, Bessie Sims Nakamarra, Eubena Nampitjin, Esther Giles Nampitjinpa, Nyurapayia Bennett Nampitjinpa, Susie Bootja Bootja Napaltjarri, Lucy Yukenbarri Napanangka, Dorothy Robinson Napangardi, Judy Watson Napangardi, Lily Kelly Napangardi, Maggie Watson Napangardi, Lorna Fencer Napurrula, Nyarapyi Giles Ngamurru, Elisabeth Nyumi Nungurrayi, Naata Nungurrayi, Nora Wompi Nungurrayi, Tiger Palpatja, Minnie Motorcar Pwerle, Christian Bumbarra Thompson, Wingu Tingima, Mick Woma (Pegleg) Brown Tjampitjinpa, Boxer Milner Tjampitjin, Sam Willikati Tjampitjin, Clifford Possum Tjapaltjarri, Billy Whiskey Tjapaltjarri, Warlimpirrnga Tjapaltjarri, Long Tom Tjapanangka, Tjumpo Tjapanangka, Whiskey Tjukangku, George Ward Tjungurrayi, Willy Tjungurrayi, Johnny Warangkula Tjupurrula, Hector Burton Tjupuru, Prince of Wales, Judy Watson.


Annika Larsson. Introduction

from 2014-06-13 to 2014-09-20

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Prima esposizione personale presso un’istituzione pubblica italiana dell’artista svedese Annika Larsson. La mostra presenta al pubblico le opere più recenti dell’artista, con due video – Blue (2014) e E.A.V. (2011) - insieme ad un’ampia installazione che ne elabora ulteriormente il discorso critico.

 Introduction è un progetto nato in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, dove attualmente l’artista è in residenza fino al prossimo dicembre. La ricerca di Annika Larsson in questa mostra si concentra su temi controversi della storia sociale dell’occidente moderno e contemporaneo.

Nel film Blue, 2014 l’artista trae ispirazione principalmente dal libro che Georges Bataille scrisse nel 1935, L’azzurro del Cielo, pubblicato solo nel 1957 perché ritenuto troppo intimamente personale. Questo romanzo, scritto poco dopo l’ascesa al potere, in Europa, dei governi totalitari, porta i segni premonitori dell’avanzata del fascismo e dell’imminente guerra: “Quando lessi L’azzurro del cielo per la prima volta nel 2010, afferma Larsson, rimasi sbalordita per i numerosi parallelismi con la storia e gli eventi dell’Europa di oggi.”

Attraverso una riflessione approfondita sulle parole di Bataille e le ispirazioni sulle mostruose anomalie della nostra società contemporanea, l’artista ha avviato una ricerca sui video footage che la gente ha caricato online negli ultimi anni. Facendo una ricerca su internet attraverso parole o situazioni chiave del libro, il risultato è stato un viaggio attraverso l’Europa di oggi.

L’artista, con un’attenta selezione di immagini forti, ipnotiche, alcune volte provocatorie, pone l’accento sui fondamenti stessi della società odierna, che dovrebbe garantire la libertà di espressione e di dissenso, sensibilizzando il pubblico verso i rischi, i confini e le derive del sistema democratico.

Nell’installazione del MACRO convergono diverse componenti, anche contrastanti, ispirate integralmente all’opera di Bataille: immagini accattivanti e sgradevoli si alternano costantemente arrivando a tracciare un’intensa immagine della nostra storia contemporanea. I concetti di ciclicità storica, di relatività e soggettività interpretativa sono al centro dei due video in mostra. Lo spettatore viene quindi disorientato attraverso questo costante susseguirsi di immagini che accentuano la forza d’impatto sia razionale che psicologica ed emotiva dell’intera installazione.

Biografia
 Nata a Stoccolma nel 1972, Annika Larsson risiede attualmente a Berlino e lavora principalmente con il video. Le sue opere trattano temi come il potere e l’impotenza, l’emozione e la percezione. Studia al Royal College of Fine Arts, Stoccolma. Il suo lavoro è stato presentato in mostre personali presso musei come Le Magasin, Grenoble, Kunstalle Nürnberg, Museum fü Gegenwartskunst, Basel, Sala Montcada – Fundacion La Caixa e ICA. e in Rassegne internazionali come la 49. Biennale di Venezia, 2001, 6. Biennale di Shangai, 2006, Festival internazionale del cinema di Berlino, 2011.


Artisti in residenza #5. Studio shows

from 2014-06-12 to 2014-08-24

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Mostra finale della quinta edizione del programma Artisti in residenza. Gli artisti Guglielmo Castelli, Nemanja Cvijanovic, Anna Franceschini e André Romão, selezionati per i quattro mesi di residenza iniziati a febbraio 2014, presentano i progetti inediti realizzati durante la loro permanenza. Il programma Artisti in residenza, è il primo ad essere promosso da un museo pubblico italiano ed è parte integrante della programmazione del MACRO che vuole proporsi come centro di diffusione e di produzione culturale.


Cecilia Luci. Made in water

from 2014-06-13 to 2014-09-07

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

In mostra 25 opere scaturite dalla più recente ricerca dell'artista romana Cecilia Luci.

Artista intenta ad unire un personale immaginario visivo con un uso sapiente della macchina fotografica, Cecilia Luci, dopo aver abbandonato la tematica della figura umana, ha intrapreso una ricerca mirata alla ricostruzione di paesaggi interiori attraverso la combinazione di oggetti di uso quotidiano disposti in liquidi trasparenti come l'acqua. Le geometrie astratte, o le inaspettate metamorfosi che avvengono durante queste combinazioni, danno vita a stranianti fotografie che fanno della trasparenza stessa una sorta di filtro psicologico e formale che ripara memorie e ricordi, spersonalizzandoli con un forte accento estetizzante.

La mostra, a cura di Marco Tonelli e Fabiola Naldi, è accompagnata da un catalogo bilingue edito da De Luca Editori d'Arte.


Chittrovanu Mazumdar. "And what is left unsaid…"

from 2014-06-13 to 2014-09-20

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Prima personale in Italia dell’artista franco-indiano Chittrovanu Mazumdar. La mostra è costruita sulla contrapposizione di due grandi installazioni che aprono il percorso espositivo — in cui i colori dominanti sono rispettivamente il nero dei monoliti interattivi in ferro e il rosso della seconda installazione — che si chiude quindi con una  videoinstallazione.

Il titolo della mostra descrive una melanconica e rassegnata presa di coscienza dell’impossibilità di esprimere se stessi fino in fondo, e rispetto alla quale le opere diventano la rappresentazione di ciò che, inespresso, riempie i nostri ricordi. 

Utilizzando materiali molto diversi come legno, ferro, tessuti, fiori, fotografie, video, suoni e luce, l’artista crea molteplici stimoli multisensoriali attraverso i quali egli racconta frammenti di storie, inclusa quella sua personale. Le immagini di Mazumdar conducono nel territorio ambiguo del non detto, del non manifestato, come un amore clandestino che non può essere rivelato e lascia sempre qualcosa in sospeso, latente e bloccato, nei due amanti che tornano alle proprie vite. 

La mostra è una sorta di viaggio visivo che ci trasporta, accompagnati da una tensione intellettuale ed estetica, tra storie private, reminiscenze visuali dell’India - con i suoi colori, i suoi suoni e le sue luci - e il patrimonio culturale occidentale dell'artista.

Chittrovanu Mazumdar (Parigi, 1956), vive e lavora a Calcutta. Presente sulla scena artistica indiana da circa trent’anni ha al suo attivo numerose personali a Calcutta, Mumbay, New Delhi, Dubai e Parigi. 

La mostra è a cura di Paola Ugolini, ed è stata realizzata con il patrocinio della Embassy of India Rome.


Wildlife. Photographer of the Year

from 2014-11-19 to 2015-01-03

Museo Civico di Zoologia

Mostra itinerante del Museo di Storia Natuale di Londra e di BBC Wildlife Magazine. 100 stampe fotografiche raffiguranti ritratti di animali, dei loro comportamenti e immagini suggestive della natura. Vi sarà una premiazione con tre premi speciali per alcune catergorie di foto. Martedì-domenica ore 9.00-19.00. 24 e 31 dicembre 9.00-14.00. Chiuso lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio.
Info 0039 06 67109270 - 060608 tutti i giorni dalle 9.00 alle 21.00


Gabriele Stabile. Refugee Hotel

from 2014-06-18 to 2014-09-28

Museo di Roma in Trastevere

In mostra 50 scatti realizzati dal fotografo Gabriele Stabile dal 2006 al 2012 in bianco e nero e kodachrome.
Refugee Hotel è il racconto di un viaggio dei rifugiati appena sbarcati negli Stati Uniti che inizia con la prima notte americana, passata in un motel sulla strada dell'aeroporto. 

Un rifugiato è per definizione una persona che ha attraversato un confine per sfuggire a persecuzione religiosa, politica, sessuale o etnica. Ogni anno decine di migliaia di rifugiati vengono reintegrati negli Stati Uniti.  Per sei anni, in collaborazione con l'Organizzazione Internazionale delle Migrazioni e altri importanti gruppi umanitari, Gabriele Stabile ha lavorato in diversi Stati dell'Unione per fotografare rifugiati cubani, africani, asiatici e mediorientali, dal momento in cui entravano in America attraverso il cruciale e doloroso processo di reinserimento.

Una volta in America, infatti, i rifugiati si scontrano con le difficoltà legate all'inserimento in nuove comunità e l'adattamento a nuove regole di convivenza, imparare una lingua straniera, adeguarsi a una cultura drammaticamente diversa.

Oltre a queste battaglie quotidiane, i più soffrono e si perdono nella rielaborazione dei propri traumi, delle proprie memorie e delle proprie nostalgie. 

Nelle piccole città in cui vivono, nel cuore della middle America, realtà urbane come Fargo, Charlottesville, Erie o Amarillo alienazione e estraneità sono tanto più evidenti quanto irrisolvibili. 

Da italiano che per anni ha vissuto e lavorato in un paese straniero, Stabile ha cercato di affrontare in questo lavoro il sentimento di isolamento e di separazione di cui si fa esperienza quando si parte senza promessa di ritorno. 

Alla luce, infine, dei recenti flussi migratori che investono le nostre coste, questo lavoro offre un'opportunità di riflessione sulle possibilità, le difficoltà, i limiti e i successi di una mirata politica di accoglienza. 

Note biografiche
Gabriele Stabile vive tra Roma e New York, dove ha iniziato la sua carriera di fotografo diplomandosi all' ICP. E' stato inserito nella prestigiosa lista PDN30 nel 2010, diverse volte nell'annuale American Photography.


1914-2014. Le due dimensioni di Roma

from 2014-06-11 to 2014-09-20

Aldrovandi Palace


RUDI WACH. La porta delle mani

from 2014-06-20 to 2014-09-14

Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali

L'arte di Rudi Wach fonde in sé antico e contemporaneo, mito e filosofia, rivelando la sua essenza in una forma visionaria. 

Con i propri soggetti archetipici il maestro smaterializza la scultura rendendola al contempo impalpabile e pulsante. La selezione di disegni e sculture fra cui l'opera inedita "La porta delle mani" esprimono i temi che hanno ispirato la produzione artistica degli ultimi anni. 


Anastasia Taylor-Lind. Maidan – Portraits from the black square

from 2014-06-13 to 2014-09-12

10b Photography Gallery


Omaggio a Fabrizio Clerici (1913 - 1993) - Sonno romano

from 2014-06-05 to 2014-10-05

GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea


Francesco Messina: elogio della Bellezza

from 2014-05-28 to 2014-11-09

Scavi di Ostia Antica


Ugo Attardi - Eros

from 2014-05-29 to 2014-09-27

Ulisse Gallery Contemporary Art


La pittura o Come sbarazzarsene

from 2014-06-11 to 2014-09-14

Accademia di Francia - Villa Medici


Arrigo Musti - Impop

from 2014-06-22 to 2014-09-28

Musei di Villa Torlonia: Casina delle Civette

Una prospettiva artistica contemporanea che fonde il classico e il moderno, attraverso una provocatoria serie di opere, istallazioni, maioliche e oggetti di design.

La mostra di Arrigo Musti, a cura di Lorenzo Canova, che si terrà nella suggestiva Dipendenza antistante la Casina delle Civette a Villa Torlonia, è un trionfo di colori, densi di significato, che rappresenta una visionaria chiave di lettura della nostra epoca, un’epoca che riesce ancora a sfornare nuove tendenze artistiche, che non rinunciano a una personale riflessione sulla società, cogliendone inclinazioni e contraddizioni.

Il lavoro di Arrigo Musti ha un fil rouge che lo ha sempre contraddistinto, dato dalla visione in chiave sociale dell’arte e del design. Le opere in mostra a Villa Torlonia, prevalentemente, istallazioni site-specific concepite dall’artista per gli spazi della Dipendenza della Casina delle Civette, alludono ad un mondo contemporaneo sempre più globalizzato che, soprattutto nelle società più benestanti, trova nel lusso e nei suoi colorati simboli veri e propri antidepressivi, via di fuga da un pensiero che denuncia una profonda crisi interiore.

Il pensiero, che contraddistingue la parte nobile dell’uomo, sembra dunque cedere il passo, alla ricerca di ossessivi e colorati simboli esteriori, dimenticando, ancor più gravemente in Italia, le nostre nobili vestigia del passato.


EPVS It’s my way

from 2014-06-19 to 2014-09-14

Museo Carlo Bilotti - Aranciera di Villa Borghese

The exhibition, curated by Gianluca Marziani, is located into different areas of the Museo Carlo Bilotti - Villa Borghese's Orangery, with a series of sculptures and installations that lead the visitors to the large terrace, where they will see the latest works by the German-Italian  artist, and in particular the installation It’s My Way that gives the title to the exhibition.

EPVS ha pensato la mostra come a un viaggio onirico tra le valenze del corpo femminile, le dinamiche complesse del gioco e le evoluzioni biologiche delle nature artificiali. L’allestimento stesso mantiene l’identità di un percorso evocativo a tappe sensoriali, un attraversamento che lega la visione all’esperienza empatica con l’opera, secondo narrazioni che dialogano con lo spazio e coinvolgono lo spettatore in maniera inclusiva.
EPVS concepisce il progetto come una sinestesia, dove le singole opere richiamano ricordi giovanili, storie ludiche, creatività liberatoria, mondi adolescenziali. Una polifonia che usa ironia e apparente leggerezza, agendo in realtà nel subconscio vigile del fruitore, nel collegamento tra memoria e visione, realtà e sogno, gioco ed etica.
L’opera diventa un viaggio, un confine da attraversare, un’esperienza dei sensi
                                                           
TOWER accoglie lo spettatore nella zona d’ingresso del Museo Bilotti: diversi cubi per forma e colore si dispongono sulla superficie, seguendo il principio randomico della casualità spaziale, al punto da rompere la monumentalità in una sorta di decostruzione liberatoria. La rigida verticalità ha qui scelto l’articolazione dei suoi elementi, svincolando la torre dall’obbligo del verticalismo, ricordando al pubblico che l’opera d’arte è, prima di tutto, libertà di pensiero e azione. Una libertà totale in cui le regole del gioco sono in mano all’artista e al suo potere demiurgico.
                                                             
Sulla rampa che porta verso la terrazza ci sarà l’installazione BUBBLING 4 YOU, un paesaggio compresso di grandi palloni ad aria compressa, uno dei lavori più noti dell’artista. In passato i palloni gonfiabili hanno riempito intere stanze, al punto da creare un attraversamento in apnea, quasi un nuotare nella vertigine cellulare dello spazio. Altre volte sono stati disposti come una spaccatura attraversabile, un limbo in cui introdursi verso la luce della rinascita. Qui al Bilotti i palloncini si sono trasformati in un cielo rosa fucsia che accompagnerà verso l’azzurro del cielo reale: un altro attraversamento che si completa col passaggio fisico delle persone, verso le altre tappe di questo viaggio caleidoscopico nei mondi privati di un’artista.
                                                    
Una volta sulla terrazza, il pubblico troverà sul pavimento IT’S MY WAY: una specie di serpentina lisergica, una lingua sinuosa di cerchi continui e degradanti, dipinti con lo stesso rosa che caratterizza le altre forme di EPVS. Qui il codice scultoreo si trasforma in una strada calpestabile, un’appartenenza che chiede i nostri passi per completarsi, quasi una coda ossea da animale preistorico, o anche un segnale per ricordare il cammino, come se l’artista fosse un’Alice nella Roma delle meraviglie.
                                                 
Sulla terrazza si trova anche MIKADO, il classico gioco dei bastoncini in versione gigantesca, al confine tra le matrici del Pop e il magnetismo degli equilibri figurativi, dove la rigida razionalità dell’asta si trasforma in un decostruire la certezza delle cose ovvie. Un’opera che parla di caos dentro l’ordine della natura, di eventi straordinari che accadono dove non penseresti.
                                                                         
TRIBUTE è un cubo su cui si possono leggere diverse frasi di Albert Camus. Qui conta la forza del testo, il suo carattere morale che modifica la superficie del volume geometrico. Il cubo incarna il tipico elemento del gioco, ingrandito ma non troppo, così da renderlo scultoreo ma ancora ironico, quasi un quaderno tridimensionale che gioca con la luce esterna e ricrea ombre teatrali del suo lettering tra vita e letteratura.


La seduzione del corpo femminile nell’arte del 900

from 2014-06-05 to 2014-10-05

GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea


TERRY O'NEIL. POP ICONS

from 2014-04-18 to 2014-09-28

Fondazione Roma Museo (Museo del Corso) - sede di Palazzo Cipolla


Castel Sant’Angelo e la Grande Guerra

from 2014-05-06 to 2015-01-11

Mausoleo di Adriano (Castel Sant'Angelo), Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo


SHIFTING IDENTITIES - Identità nell’arte contemporanea delle ultime generazioni tra Finlandia ed Estonia

from 2014-05-21 to 2014-09-14

MACRO Testaccio

La mostra, a cura di Ludovico Pratesi e organizzata dalla Väinö Tanner Foundation, raccoglie per la prima volta 21 esponenti delle ultime generazioni dell’arte estone e finlandese, accomunati da una profonda riflessione sul tema dell’identità.

Si tratta degli artisti Reio Aare, Flo Kasearu, Paul Kuimet, Eva Labotkin, Tanja Muravskaja, Kristina Norman, Mark Raidpere, Eva Sepping, Liina Siib, 10x10 meters, e dagli artisti finlandesi Adel Abidin, Aino Kannisto, Riikka Kuoppala, Mikko Kuorinki, Antti Laitinen, Liisa Lounila, Nelli Palomäki, Anna Rokka, Jani Ruscica, Pia Sirén, Pilvi Takala.

Pur appartenendo a differenti aree geografiche, scandinava e baltica, gli artisti finlandesi ed estoni delle ultime generazioni hanno sviluppato punti di vista simili e complementari, condizionati da vicinanze etniche e linguistiche, e soprattutto da una storia a tratti comune che ha visto le due nazioni sottostare, seppure con diverse modalità, all’influenza dell’ex Unione Sovietica, con conseguente necessità di riaffermare e ridefinire le rispettive identità nazionali particolarmente sentita in Estonia, assoggettata a cinquant’anni di occupazione.
Mentre la questione identitaria non appare come fondamentale per l’arte finlandese del dopoguerra, fatta eccezione per il gruppo alternativo dei “Vendemmiatori” (The Harvesters) negli anni Settanta, appare invece fondamentale per gli artisti delle ultime generazioni sia in Finlandia che in Estonia.


Flavio De Marco. Stella

from 2014-06-05 to 2014-10-05

GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e contemporanea


Design Destinations

from 2014-05-28 to 2014-09-21

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Geografie Italiane. Percorsi di Architettura Contemporanea

from 2014-05-28 to 2014-10-05

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Urban Legends

from 2014-06-07 to 2014-08-10

MACRO Testaccio

Un percorso comparato tra i linguaggi della Street Art di nuova generazione


Trincee '14 / '18 - La Grande Guerra negli occhi di un soldato

from 2014-05-24 to 2014-09-24

Galleria Moderni


La Nuova Moda tra ‘500 e ‘600

from 2014-05-08 to 2014-10-19

Villa d'Este - Tivoli


L'Arte per l'Articolo 9

from 2014-04-26

Parco regionale suburbano dell'Appia Antica


The Art of Command. The Legacy of Augustus

from 2014-04-25 to 2014-09-07

Museo dell'Ara Pacis

The exhibition explores the main cultural policies and the propaganda used by Augustus in his principality and replicated through the centuries for their success. 

The art of building consensus around the person of Augustus, and at the same time to embrace the heroic destiny of Rome, was pursued with success by the Emperor becoming a model and a source of inspiration in later centuries, until the absolutist regimes of the twentieth century.
The 12 sections of the exhibition, divided by themes and different historical periods, illustrate how emperors like Charlemagne, Frederick II, Charles V and Napoleon, to name just a few, in the course of history have reinterpreted Augustus' "art of command".
On display engravings, paintings, coins, mosaics, etchings, oils, sculptures and gems coming from the Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, Museo della città di Mantova - Palazzo S. Sebastiano, Museo Nazionale di Capodimonte, Musei Vaticani, Biblioteca nazionale centrale, Galleria Borghese, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini, Museo nazionale Romano in Palazzo Massimo, Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Fondazione Dino e Ernesta Santarelli, Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, Soprintendenza Archeologica del Lazio, Pinacoteca Nazionale di Siena, Circuito museale Genius Bononiae, Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale di Bologna e other civic museums of Rome.


Tsibi Geva: Recent and Early Works

from 2014-05-30 to 2014-09-14

MACRO Testaccio

L’esposizione, a cura di Barry Schwabsky e Giorgia Calò, raccoglie circa trenta dipinti, alcuni di grandi dimensioni, realizzati negli anni Ottanta nonché l'ultima produzione dell'artista israeliano Tsibi Geva, a cui si affiancano una grande installazione in ferro e un graffito realizzato site specific per questa occasione. 

L’opera di Tsibi Geva, uno dei più importanti artisti israeliani contemporanei, amalgama motivi e immagini tratti dall’ambiente circostante, israeliano e palestinese: paesaggi, architetture e frammenti urbani.

Il lavoro presenta una miscela, una fusione di diverse matrici culturali, etniche e politiche che creano rapporti dialogici e contemporaneamente esprimono, in toni accesi, tensioni e conflitti profondi e cruenti. Epicentro della mostra sono i quadri creati da Geva in questi ultimi anni. Sembrano turbini selvaggi, in cui vorticano frammenti di membra umane, scene di sesso, elementi vegetali, uccelli e pezzi di oggetti come keffiyah palestinesi e piastrelle.

Oltre a un’angoscia esistenziale, nei dipinti è insito anche un “attacco al disegno”, una “rottura dell’ordine” e il tentativo di sconvolgere le logiche del linguaggio, dello stile e degli elementi fondamentali dell’arte figurativa. Il contrasto fra me e l’altro, che generalmente si riferisce all’arena politica, qui si traduce in una lotta interiore nell’animo dell’artista: Je est un autre, come ha scritto Rimbaud. 

La mostra è costruita come un’enorme installazione in cui i lavori si inseriscono in relazione e reazione all’architettura e all’“accumulo di memorie”.

Lungo una parete dello spazio espositivo si stagliano grandi inferriate tridimensionali della serie Lattices. Questo gruppo di sculture fa riferimento ai modelli e agli schemi tipici del tardo modernismo e dell’epoca post moderna, come anche alle versioni popolari e alla cultura di strada improvvisata caratteristica dell’urbanesimo israeliano. Le inferriate s’intersecano, riecheggiano i dipinti murali, i graffiti recanti il motivo della keffiyah o della barriera, centrali in tutta la poetica di Geva, rivelando un’indagine sulle forme e le strutture di base della coscienza: frontiere, blocchi, carcerazioni. Come spiega Giorgia Calò: “Geva non vuole indagare i ruoli di vittima e carnefice, ma la comune sensazione di imprigionamento derivata da un'idea contorta del concetto di territorialismo, punto focale di tutta la questione”.

Anche le opere precedenti presenti nella mostra, risalenti agli anni Ottanta, possono fornirci chiavi concettuali per questo mondo d’immagini e per il costante interesse nei confronti dei simboli identitari e dei conflitti culturali, a partire dalle parole, in ebraico e in arabo, che compaiono spesso nei dipinti.

La collocazione spaziale e l’ambiente mentale costruiti da Geva “aggrediscono” il visitatore e provocano il suo coinvolgimento emotivo portandone a galla le ansie ed esprimendo una visione del mondo dura, dilaniata, sconcertante e piena di dubbi.

Biografia
Tsibi Geva, nato nel 1951 nel Kibbutz Ein Shemer, in Isralele, vive e lavora tra Tel Aviv e New York. Figlio di uno dei maggiori esponenti del Bauhaus israeliano, è tra gli artisti più noti del panorama contemporaneo nazionale. Artista completo: dipinge, scolpisce e disegna. Interprete raffinato e dal forte tratto espressionista, dalla fine degli anni Settanta presenta una sua personale riflessione sulla cultura, la politica, la filosofia e la mistica, ponendo al centro del suo lavoro l’esplorazione della propria identità e quella del suo paese. Nel 2008 il Tel Aviv Museum of Art gli ha dedicato una grande retrospettiva (Tsibi Geva: Mound of Things. Works and Projects 1982-2008). Attualmente è professore e direttore del programma di studi di arte del Beit Berl College School of Art, e insegna all’università delle Belle Arti di Haifa, che, grazie alla folta presenza di studenti arabi e israeliani, è caratterizzata da una forte matrice pluralista e multiculturale.


La Gloria dei Vinti. Pergamo, Atene, Roma

from 2014-04-18 to 2014-09-07

Museo Nazionale Romano - Palazzo Altemps


Strutture Romane. Montuori, Musmeci, Nervi

from 2014-04-17 to 2014-10-05

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Global Exchange: Astrazione geometrica dal 1950

from 2014-05-07 to 2014-09-14

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

La mostra, a cura di Joe Houston e con la collaborazione di Micol Di Veroli e Massimo Scaringella, presenta un’importante collezione di opere di astrazione geometrica provenienti da un grande museo internazionale, il MACBA - Museo d’arte contemporanea di Buenos Aires.Si tratta di importanti opere che, pur mostrando singolarmente le specificità dovute alle differenze di provenienza e approccio personale degli artisti, rivelano nel loro complesso il filo conduttore che le vincola al contesto più ampio del linguaggio dell’astrazione geometrica, descrivendo sapientemente l’evoluzione di questo movimento, in Europa e in America, durante gli ultimi 60 anni.

Fra gli artisti italiani presenti si sottolineano i nomi di Marina Apollonio, Franco Grignani, Ennio Chiggio, Grazia Varisco, Manfredo Massironi e Getulio Alviani.

Il Nord America è invece presente con opere di Francis Hewitt, Ernst Benkert, Jorrit Tornquist, Howard Mehring, Georg Karl Phaler, Gene Davis, Paul Reed, James Hilleary, Paul Feeley, John McLaughlin, Jean Gorin e Charles Biederman.

Presente in mostra anche una selezione di opere di artisti argentini, sia storicizzati come Manuel Espinosa, Juan Melé, Horacio Garcia Rossi, che protagonisti del contemporaneo come Fabián Burgos e Gabriela Böer.


Giacinto Cerone. Il massimo dell’orizzontale. Opere su carta

from 2014-05-07 to 2014-09-14

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

La mostra, a cura di Benedetta Carpi De Resmini, celebra Giacinto Cerone (1957–2004), uno dei maggiori protagonisti del secondo Novecento italiano, in occasione dei dieci anni dalla scomparsa. L'esposizione dedicata alla sua produzione di opere su carta, presenta una selezione di oltre trenta disegni, molti dei quali inediti, provenienti da collezioni pubbliche e private.

La tensione emotiva e la fisicità espressiva tipiche delle sculture di Cerone, emergono con la stessa dirompenza nelle sue opere su carta, che rientrano a pieno titolo nel processo creativo dell’artista. I tagli, le torsioni, la lacerazione della materia plastica si trasformano sulla carta in segni nervosi, profili vibranti, grumi di colore, eseguiti impiegando tutto il corpo, steso a terra.

Liberandosi del peso della materia, Cerone spande sul piano orizzontale del foglio la potenza del segno. Opere di grandi dimensioni, come la serie delle Ofelie o degli Argonauti, manifestano una continua e incessante sperimentazione capace di trasformare un elemento naturale – la fioritura di un arbusto, i viluppi di un panno, le figure senza volto – in una visione alchemica. Per Cerone nel disegno le cose cessano di essere ciò che sono per divenire ciò che noi desideriamo che siano. Come un’alchimista lavora con entrambe le mani, disegna con potenza da destra verso sinistra, o viceversa, contemporaneamente.

Completa il percorso espositivo una nutrita documentazione costituita da fotografie, lettere, scritti, estratti di cataloghi e periodici, tutti provenienti dall’Archivio Giacinto Cerone che ha reso possibile, grazie alla sua collaborazione, la realizzazione della mostra.

Il MACRO inoltre pubblicherà un quaderno, edito da MACRO-Quodlibet, che comprende una serie di testi critici inediti accompagnati da una ricca documentazione iconografica.

Biografia
Giacinto Cerone (Melfi 1957 – 2004 Roma), dopo aver frequentato il Liceo Artistico, si trasferisce a Roma dove, presso l'amico Giuseppe Appella, frequenta lo Studio Internazionale di Arte Grafica l'Arco. Nel 1990, per iniziativa di Mauro Zammataro e Corrado Bosi (Galleria Graffiti Now), con la collaborazione di Roberto Monti, si trasferisce per un breve periodo ad Albisola dove presso le Ceramiche S. Giorgio realizza le prime opere di ceramica. Nel 1993, in occasione di una mostra alla Galleria Maurizio Corraini di Mantova, sposta il lavoro sulla ceramica presso la Bottega Gatti di Faenza, che rimane suo punto di riferimento durante tutta la sua carriera. Sempre nel 1993 realizza i primi grandi gessi per la mostra alla Galleria Bonomo di Roma. Negli stessi anni, dalla Lucania, gli vengono spedite placche di moplen che lavora in contemporanea alla vetroresina. Nel 1997 inizia la collaborazione con la stamperia Bulla di Roma. Tra il 1999 e il 2000 frequenta l'Associazione Incontri Internazionali d'Arte entrando nella collezione di Graziella Lonardi Bontempo. Nel 1999 realizza una grande installazione scultorea nello Spazio per l'Arte Contemporanea Tor Bella Monaca. L'anno successivo e poi nel 2003 è alla Galleria David Gill di Londra con due mostre personali. Del 2001 è la mostra al Palazzo delle Esposizioni di Faenza: qui incontra Emilio Mazzoli che gli commissiona i primi e unici marmi eseguiti nello Studio Nicoli di Carrara, entrati nella collezione permanente Mazzoli. Nel 2006 gli viene dedicata una sala al Museo della Scultura di Matera, nel 2007 una retrospettiva al Museo Pericle Fazzini di Assisi. Del 2011 è la prima retrospettiva alla GNAM, Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma.


Artiste del Novecento tra visione e identità ebraica

from 2014-06-12 to 2014-10-05

Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale

Attraverso un percorso espositivo di circa 150 opere di artiste ebree italiane la mostra vuole favorire ed ampliare la conoscenza di una realtà come quella ebraica e dare il giusto risalto a quelle esperienze femminili che sono state in grado di trasformare una condizione di minorità sociale in una ragione di affermazione e di indipendenza creativa, contribuendo al valorizzare, insieme alla loro dimensione privata, anche la vita culturale del nostro paese.

Ad una attenta selezione di opere di ANTONIETTA RAPHAEL pittrice e scultrice protagonista della Scuola romana di via Cavour, si affiancano i lavori di artiste quali PAOLA CONSOLO, EVA FISCHER, PAOLA LEVI MONTALCINI, GABRIELLA OREFFICE, ADRIANA PINCHERLE e SILVANA WEILLER che
arricchiscono l’esposizione con differenti idiomi e soprattutto con opere inedite il cui prestito è stato gentilmente concesso da eredi, collezionisti, Fondazioni ed Enti sia privati sia pubblici. Tra queste, anche un prezioso nucleo appartenente alla collezione della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale che, nella sede storica di Via Crispi, ospita l’esposizione.

Il panorama romano, solo parzialmente studiato, viene in questo contesto analizzato anche attraverso l’attività di altre artiste ebree attive nella capitale agli inizi del Novecento. Le sale sono infatti arricchite dalla produzione di CORINNA e OLGA MODIGLIANI, ANNIE e LILLY NATHAN, WANDA COEN BIAGINI, AMALIA GOLDMANN BESSO e PIERINA LEVI, alcune delle quali assidue frequentatrici dello studio di Giacomo Balla.
Nell’allestimento le opere delle allieve di Balla e di AMELIA ALMAGIÀ AMBRON, amica carissima del pittore e della sua famiglia, fungono da corollario a due splendidi ritratti del maestro: Ritratto del sindaco Nathan e Ritratto di Amelia Ambron, concesso in prestito ed esposto per la prima volta in pubblico per questa mostra.

Questi lavori sono esemplificativi di una produzione di qualità e costituiscono una prima ricognizione che si auspica germinale per ulteriori studi del settore.
La risonanza della voce femminile, nella prima metà del Novecento, è in generale molto limitata, e ciò vale ancor più per le donne ebree. Penalizzate dall’appartenenza ad una minoranza che di per sé ne condiziona l'emergere sulla scena culturale, esse si vedono accomunate alle sorti delle loro contemporanee non ebree dal pregiudizio, tanto infondato quanto radicato, che l’uomo debba essere il solo depositario della vera professionalità.

Il ruolo che le donne ebree hanno ricoperto nell’arco dei secoli in seno all’ebraismo le porta ad una posizione maggiormente defilata nell’ambito sociale quanto, invece, centrale nella realtà familiare. Non per questo esse furono assenti o esitanti nell’assumere con la massima competenza iniziative di primo
piano sulla scena culturale e artistica. Mediando continuamente tra la vita pubblica e la vita privata, tra l’identità religiosa e quella nazionale, esse realizzarono un operato sostanzialmente legato e concorde a quello che andava consolidandosi sulla scena della cultura europea contemporanea. Plurilinguismo e pluriculturalismo sono valori che contraddistinguono un’attitudine della conoscenza libera da pregiudizi, propria anche di molte altre protagoniste sulla scena artistica tra le due guerre.


Fotografia. Festival Internazionale di Roma (XIII edizione) - Portrait

from 2014-09-27 to 2015-01-11

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

La XIII edizione del festival è dedicata al Ritratto, inteso non solo come genere che ha accompagnato la sin dall’inizio la storia della fotografia, ma anche come strumento d’analisi della società contemporanea. Il tema del ritratto viene affrontato ricostruendone il percorso storico e il ruolo all’interno dell’arte contemporanea, della letteratura e del cinema, sottolineando l’interdisciplinarietà che lega la fotografia ai campi di studio antropologici, filosofici, sociologici e semiotici.

E' possibile ricercare nel ritratto i diversi significati della rappresentazione fotografica intesa come strumento di conoscenza dell’altro. Allo stesso tempo si può indagare il rapporto che si instaura tra individui e collettività e i processi che, attraverso la fotografia dell’altro, permettono la rappresentazione del proprio io esteriorizzato in opposizione o in alternativa all’autoritratto.

Si rifletterà, infine, sul rapporto che lega la fotografia e la tecnologia ed in particolare su come le ultime rivoluzioni digitali stiano influenzando le modalità di rappresentazione e la pratica fotografica, fino a diventare tema intrinseco dell’opera d’arte.

La mostra principale è una collettiva composta da autori selezionati e suggeriti da fotografi, curatori, critici e direttori di musei di rilievo internazionale che hanno collaborato alle precedenti edizioni del Festival.

Anche in questa edizione il Festival vede il coinvolgimento di Accademie straniere, spazi istituzionali e gallerie private che ospiteranno diverse mostre.

Prosegue anche la tradizione di un ritratto inedito della città con la dodicesima “Commissione Roma”, così come gli spazi dedicatati alla giovane fotografia italiana, con la terza edizione del Premio Graziadei e la Call For Entry.

Il festival è promosso dall’Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale, co-prodotto dal MACRO e Zètema Progetto Cultura con la direzione artistica di Marco Delogu.


I Papi della speranza. Arte e religiosità nella Roma del '600

from 2014-05-16 to 2014-11-16

Mausoleo di Adriano (Castel Sant'Angelo), Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo


Adriano e la Grecia. Villa Adriana tra classicità ed ellenismo

from 2014-04-09 to 2014-11-02

Villa Adriana a Tivoli


OASI - Licia Galizia e Michelangelo Lupone

from 2014-04-10 to 2014-09-07

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Originale installazione scultoreo-musicale adattiva nata dalla collaborazione tra l’artista Licia Galizia e il compositore Michelangelo Lupone. L'opera è il risultato artistico di un progetto di ricerca denominato ADAMO (Adaptive Art and Music Opera) promosso da Space Italia, realizzato dal CRM - Centro Ricerche Musicali di Roma con il sostegno di FILAS-Regione Lazio. L’installazione è concepita come un luogo di esperienza multisensoriale, che integra le forme plastiche alla musica, generata e modulata dalle stesse, e consente al visitatore una fruizione più partecipata, mediante un ambiente  interattivo nel quale immergersi, in grado di mutare comportamento in funzione degli accadimenti che si svolgono al suo interno.

Tutti gli elementi dell’installazione sono infatti sensibili alla posizione, al movimento, al contatto con il fruitore, mutando e adattandosi rispetto ai suoi gesti e alle condizioni dell’ambiente circostante: la presenza e la posizione del pubblico, i momenti del giorno e lo scorrere del tempo, i suoni, i rumori o le voci circostanti, le variazioni di luce e le azioni tattili effettuate su di essa.

L'opera si basa sui Planofoni, una particolare tecnologia ideata dal compositore Michelangelo Lupone e sviluppata al CRM, in grado di produrre e diffondere il suono che emana dai materiali naturali e sintetici (metalli, legno, carta, vetro e derivati di questi) utilizzati e messi in vibrazione con appositi dispositivi elettronici, che danno vita ad una partitura musicale indotta dalla struttura della materia, dalle geometrie del design, dagli orientamenti e le curvature delle superfici, dai volumi plastici occupati. 

Si tratta di sistemi multifonici d’ascolto che permettono di dare al suono le caratteristiche timbriche del materiale utilizzato e consentono, attraverso una irradiazione puntuale su tutta la superficie, di disegnare lo spazio acustico in relazione allo spazio architettonico.

L’installazione OASI presenta due aree contigue e interconnesse, caratterizzate ciascuna da un punto catalizzatore delle attività adattive, dove il fruitore può stabilire un dialogo intimo con la musica e dar vita alle sue mutazioni cogliendone la coerenza con le forme plastiche e le caratteristiche della materia.

In ognuno degli ambienti il visitatore è invitato ad entrare scalzo, al fine di percepire meglio le forme, le qualità vibrazionali delle pavimentazioni, le diverse risposte musicali degli ambienti in funzione della sua posizione, della quantità e della rapidità dei suoi movimenti.

Licia Galizia (artista, Teramo 1966) vive e lavora a L’Aquila e a Roma. La sua ricerca è caratterizzata da un continuo riferimento a problematiche estetico-concettuali che ruotano intorno alla percezione e alla comprensione dello spazio-tempo, nei limiti della sua definibilità artistica e del suo continuo divenire e mutare nelle forme e nelle relazioni.

Michelangelo Lupone (Compositore, Solopaca, 1953). La sua attività si distingue per l’approccio interdisciplinare che ha permesso di orientare la sua ricerca artistica verso forme d’arte integrate coniugando le esigenze d’innovazione del linguaggio musicale con  il pensiero scientifico.


WARHOL

from 2014-04-18 to 2014-09-28

Fondazione Roma Museo (Museo del Corso) - sede di Palazzo Cipolla


La Biblioteca Infinita. I luoghi del sapere nel mondo antico

from 2014-03-14 to 2014-10-05

Colosseo - Anfiteatro Flavio

At the Colosseum, the exhibition "The Infinite Library. Sites of Knowledge in the Ancient world" opens to the public.
Divided into 7 sections, the exhibition, curated by Rossella Rea and Roberto Meneghini, documents, by means of some 120 statues, frescoes, reliefs and and writing instruments, the evolution of books and reading in the Greco-Roman world from the Hellenistic Age to Late Antiquity, as well as the public and private sites where knowledge was exchanged and preserved.
On this occasion, the monumental ambulatories of the Colosseum are covered with armaria, the ancient shelves, and images of the spaces dedicated to Culture, in an unprecedented scenographic setting.
The exhibition issues from the results of two major archaeological excavations in Rome: the discovery of the Auditoria of Hadrian in Piazza Madonna di Loreto, which took place in 2008 during the preliminary excavations pursued for the construction of the metro C line, and the necessity to reconstruct in a unified context the results of the archaeological surveys carried out thus far, and still in progress, in the Templum Pacis, along via dei Fori Imperiali, which have returned unpublished findings, presented now for the first time.
The exhibition is promoted by the Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma and by the Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaboration with Electa.


TRA/BETWEEN arte e architettura: Roma Interrotta / Piero Sartogo e gli artisti

from 2014-04-17 to 2014-09-21

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Common Places. German Painters in Rome in the XVIII and XIX centuries

from 2014-04-09 to 2014-09-28

Museo di Roma - Palazzo Braschi

The exhibition presents a selection of eighty artworks made between the mid-eighteenth century and the mid-nineteenth century by German artists who lived and worked in Italy, nad it is part of a series of shows that began in 2012 and in 2013 with two exhibitions dedicated to the French and British painters working in Rome.

Between the eighteenth and nineteenth centuries German people fed a genuine passion for Rome and its antiquities, the light of the Mediterranean city, as well as for its countryside, its people and its ancient surrounding villages.

The exhibition "German Painters in Rome in the XVIII and XIX centuries" is the last of the series "Common Places" started in 2012 and in 2013 with two exhibitions dedicated to French and British painters. The show, hosted by the Museo di Roma - Palazzo Braschi, is promoted by the Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali and it is curated by Simonetta Tozzi. Organization and museum services are provided by Zètema Progetto Cultura. The catalogue, which also features the works exhibited in the two previous exhibitions, is printed by Campisano editore.

The exhibition presents a selection of about 80 artworks, all from the rich collection of prints and drawings of the Museum of Rome, a very large collection that is on display in rotation in order to protect them. Alternate views of the Roman Forum and the Colosseum, Villa Borghese, Castel Sant'Angelo and the Milvian Bridge, but also views of the countryside, Nemi, Tivoli and Lake Albano.


Paolo Antonio Paschetto. Artist, designer and decorator between Deco and Art Nouveau

from 2014-02-26 to 2014-09-28

Musei di Villa Torlonia: Casino dei Principi

On display the rich unpublished material stored by the artist's family in Torre Pellice. The exhibition is the first monographic exhibition held in Rome since 1938.

On the occasion of the 50th anniversary of the death of Paolo Antonio Paschetto, painter, designer, illustrator and author of the sketch of the coat of arms of the Italian Republic, a series of events in various locations are dedicated to his work. In Rome, there will be two different but contemporaneous exhibitions, one sponsored by Roma Capitale at the Casino dei Principi in Villa Torlonia on Paschetto as a painter and decorator, one promoted by the Ministry of Heritage and Culture and Tourism at the National Institute for Graphics, dedicated to the emblem of the Republic and to his graphic works.

The exhibition Paolo Antonio Paschetto. Artista, grafico e decoratore fra liberty e déco at the Casino dei Principi, the first monographic exhibition held in Rome since 1938, based on the rich unpublished material stored by the artist's family in Torre Pellice, will present the public the little-known figure of an important artist who worked in Rome in the first half of the XX century, and who had a successful career as an artist decorator even after the proclamation of the Italian Republic, of which he designed the official emblem adopted on 5 May 1948.

Through its various sections dedicated to the great secular and religious cycles of paintings, his art nouveau decorations, objects, windows, his graphic production, the exhibition aims to revive the versatile artist's work, showing all the fields and techniques he mastered.


BORN INVISIBLE. Mostra fotografica di Sheila McKinnon

from 2014-06-05 to 2014-09-28

Museo di Roma in Trastevere

Progetto ideato dalla fotografa canadese Sheila McKinnon e curato da Victoria Ericks. Attraverso una selezione di cinquanta fotografie e un video di presentazione, la mostra tratta dell’eredità del silenzio, dell’inaudibile presenza di ragazze e donne senza una voce; anime ed esseri trascurati, i cui destini sono gestiti senza il loro consenso.

Utilizzando una tecnica unica nel linguaggio artistico, McKinnon ha sviluppato il suo lavoro elaborando un processo creativo per cui ogni immagine può essere trasformata per diventare rappresentazione significativa di migliaia di vite. L’artista scopre “nuovi modi di vedere” le immagini senza abbandonare la potenzialità del contenuto compositivo.

McKinnon usa il colore in un modo figurativamente seducente, come un’esca per attirare la nostra attenzione verso il soggetto centrale: la vita della figura nel fotogramma.

Il colore, spesso discusso e apprezzato nell’opera dell’artista per la sua intensità e per la bellezza che conferisce alle sue composizioni, è l’elemento fondamentale che ci rapisce emotivamente e ci riporta al dibattito in corso in tutte le società del mondo moderno sui diritti delle ragazze e sul ruolo delle donne, sulla sessualità e sulla parità di genere.

Note biografiche
Sheila McKinnon è nata in Canada e vive da molti anni in Italia. Ha lavorato come fotografa e giornalista in Africa, Asia, Europa e in Medio Oriente per varie testate europee e nord americane: The New York Times, Newsweek, The International Herald Tribune, The Los Angeles Times, Geo&Geo, Die Welt, Beaux Arts Magazine, Saveur Magazine, The Toronto Globe and Mail, Elle Spain, Elle Hungary oltre che per il Corriere della Sera, La Repubblica, Panorama, Espresso, Il Messaggero, Amica, Oggi, Gente, Sette, Io Donna, D e Grazia. Ha collaborato con varie organizzazioni umanitarie, come l’UNICEF, la FAO, UNFPA, IDLO, La Comunità di Sant’Egidio, Africare, Aidos ed altri.


Una Capitale allo specchio, il rione Trevi tra età moderna e contemporanea

from 2014-10-10 to 2015-01-11

Museo di Roma in Trastevere

La mostra è organizzata insieme a CROMA (centro di ateneo per lo studio di Roma) Università degli Studi Roma Tre,  con la partecipazione dell’Archivio Capitolino. Attraverso l’analisi di un rione particolarmente significativo la mostra intende offrire una chiave di lettura delle trasformazioni che da Roma Capitale hanno avviato il processo di modernizzazione della città del lungo periodo, offrendo la percezione dei mutamenti e delle permanenze, seppur ricontestualizzate nella città contemporanea. Si esporranno documenti frutto della ricerca curata da CROMA (planimetrie, foto, elaborazioni grafiche e fotografiche anche di grande formato) e di una selezione delle opere dalle collezioni del Museo di Roma.


Henri Cartier Bresson

from 2014-09-26 to 2015-01-06

Museo dell'Ara Pacis

Mostra retrospettiva proveniente dal Centre Pompidou di Parigi  
Su twitter #BressonRoma

Sarà esposta a Roma, dal 26 settembre 2014 al 6 gennaio 2015, la mostra retrospettiva Henri Cartier-Bresson  a cura di Clément Chéroux, ora in corso al Centre Pompidou di Parigi.

La grande esposizione, promossa da Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta da Contrasto e Zètema Progetto Cultura, viene presentata a dieci anni esatti dalla morte di Henri Cartier-Bresson. Clément Chéroux è storico della fotografia e curatore presso il Centre Pompidou, Musée national d’art moderne. 

La mostra propone una nuova lettura dell'immenso corpus di immagini che Cartier-Bresson ci ha lasciato: copre l’intero percorso professionale del grande fotografo ed è  il frutto di un lungo lavoro di ricerca svolto dal curatore nel corso di molti anni di studio nell’archivio di Cartier-Bresson. Saranno esposte oltre 500 tra fotografie, disegni, dipinti, film e documenti, riunendo le più importanti icone ma anche le immagini meno conosciute del grande maestro. 

Le mostre retrospettive dedicate a Henri Cartier-Bresson, fin’ora hanno sempre cercato di dimostrare il senso di unità del suo lavoro sottolineando la sua abilità nel cogliere i “momenti decisivi”. Questa esposizione vuole mostrare invece come ci sia stato non uno ma diversi Cartier-Bresson: il fotografo, vicino al movimento Surrealista intorno agli anni Trenta, il militante documentarista della Guerra civile spagnola e della Seconda guerra mondiale, il reporter degli anni Cinquanta e Sessanta e infine, cominciando negli anni Settanta, l’artista più intimista.


1564-2014 MICHELANGELO. A Universal Artist

from 2014-05-27 to 2014-09-14

Musei Capitolini

Documentary exhibition on the occasion of the 450th anniversary of the death of the great Florentine artist.

The exhibition Michelangelo. Incontrare un artista universale, covering the life and work of this colossus for all times, is to be held at the Musei Capitolini on the occasion of the 450th anniversary of the death of Michelangelo Buonarroti in Rome on 18 February 1564. In the heart of the city, in that very Piazza del Campidoglio which the genius of Michelangelo made unique in the world, over one hundred and fifty works, of which around seventy by the Tuscan artist, from many of the leading cultural institutions in Italy and elsewhere, are to commemorate the 450th anniversary of the death of an artist who was so magnificent as to have a lasting influence not only on the arts in Italy but also on all universally known culture.
 
An exhibition which overcomes the objective impossibility of exhibiting “non-transportable” Michelangelo masterpieces (a prime example being the frescoes in the Sistine chapel) by showing works which can be admired together. These works are in fact displayed, in many cases for the first time, facing each other and side by side in an extraordinary compendium of matchless artistic output, from painting to sculpture and from poetry to architecture, the four genres adopted by Michelangelo, which are to be linked up in nine display sections to focus in this way on the crucial themes of his art. One major example is the extraordinary presence in the exhibition of the great
work of art by Michelangelo in a political vein, Brut, on view alongside earlier classical busts, the bronze Brut from the Musei Capitolini and the Caracalla from the Vatican museum, at last on display in a direct comparison with two works which, in different ways and circumstances, were its inspiration.

The fil rouge guiding visitors to the exhibition is market by a series of thematic “opposites” used to highlight the difficulties of the man and of the artist in the devising and creating of his works: ancient and modern, life and death, the battle, the victory and imprisonment, rules and freedom, earthly and spiritual love. The contrast of earthly and spiritual love, for example, was particularly felt by Michelangelo, both in art and in life. This is demonstrated by a set of drawings and other works inspired by close friendships and elective affinities such as those for Tommaso Cavalieri and Vittoria Colonna. Each theme, as if mirrored, is to be analysed by comparing drawings, paintings, sculpture and architectural models, as well as a highly select choice of signed writings, i.e. letters and poetry, via Michelangelo’s full personal and artistic career.


Premio MAXXI 2014

from 2014-05-28 to 2014-09-21

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Gaetano Pesce. Il tempo della diversità

from 2014-06-26 to 2014-10-05

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Ettore Spalletti. Un giorno così bianco, così bianco

from 2014-03-13 to 2014-09-14

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


NON BASTA RICORDARE. Collezione MAXXI

from 2013-12-20 to 2014-09-28

MAXXI Museo nazionale delle Arti del XXI secolo


Architectural Drawings of the Eighteenth century

from 2013-12-20 to 2014-12-31

Museo di Roma - Palazzo Braschi

Besides the Baroque and Classical Rome there is another city. The Age of Enlightenment, thanks to the skill and the innovative spirit of its architects, has greatly contributed to the creation of the image of the city.

The drawings exhibited in the "Hall of graphics" were selected from the collection of the Museum of Rome and come mainly from the collection of Antonio Muñoz. They testify the various architectural structures in Rome during the eighteenth century, which have greatly contributed to the creation of the image of the city.

In addition to the projects for monumental works commissioned by the popes, such as the Trevi Fountain, the facade of St. John Lateran, St. Paul Outside the Walls, there are those for minor works, such as small shrines, oratories, fountains and especially houses. A new type of building was conceived in this period: the apartment building, which helps to dramatically change the appearance of the city by marking its "gentrification".
The designs, both by major architects (Ferdinando Fuga, Nicola Salvi) and other less well-known ones (Andrea Francesco Nicoletti, Girolamo Toma), are always very imaginative and extremely elegant from the point of view of graphics, especially those presenting the project to the potential buyer, the only means available to an artist to promote their work .
Sketches, study sheets, design or academic drawings, and publications also allow to follow and better understand some important debates of the period relating to the "modern style" of the Roman Barocchetto opposed to the more austere "old style" or the difference between reproduction and imitation.


ROMA TI AMO

from 2014-02-18 to 2014-08-24

FACTORY Spazio Giovani Roma Capitale


Battle Sounds. The Piano in Leipzig

from 2013-11-13 to 2014-11-02

Museo Napoleonico

In the bicentenary of the Battle of Leipzig (16-19 October 1813) the Napoleonic Museum in Rome is planning a small exhibition focusing on an important piano dating from the second decade of the nineteenth century, belonging to the National Museum of Musical Instruments in Rome.

The piano lid, designed by the Viennese manufacturer Joachim Ehlers, represents the battle taken from a watercolour by the German painter Johann Adam Klein. The work of Klein is also known for a series of engraved versions, one of which, by Antonio Verico, is here on display with the painted version on the piano.
To complement the exhibition a series of graphic works depicting the different moments of the battle, some of them belonging to private collectors.


Harmonic Motion / Rete dei draghi - ENEL CONTEMPORANEA 2013

from 2013-12-08 to 2014-12-31

MACRO Museo d'Arte Contemporanea Roma

Installazione site specific realizzata dall’artista giapponese Toshiko Horiuchi MacAdam. Un'opera interamente realizzata e intrecciata a mano, dal sapore tradizionale che rievoca l’antica lavorazione all’uncinetto abbinata a forme contemporanee dai molteplici colori, sospesa nella grande Hall del Museo, a rappresentare un ideale fil rouge tra l’edificio storico e l’area museale progettata dall’architetto francese Odile Decq. Un'installazione dove poter entrare, saltare, rotolare, arrampicarsi, strisciare, rimbalzare, oscillare, appendersi e muoversi attraverso livelli successivi, per vivere un’esperienza sicuramente insolita.


Frida Kahlo

from 2014-03-20 to 2014-08-31

Scuderie del Quirinale

The Scuderie del Quirinale is to host a magnificent exhibition on the life and work of Mexican artist Frida Kahlo (1907-1954), a symbol of the artistic avant-garde and of the exuberance of Mexican culture in the 20th century.

Rome and Genoa are joining together to stage an integrated project comprising two major exhibitions focusing on the life and work of Mexican artist Frida Kahlo.
The exhibition at the Scuderie del Quirinale in Rome, running from 20 March to 31 August 2014, explores the art of Frida Kahlo and her ties with the artistic movements of her time, from Mexican Modernism to international Surrealism, analysing their influence on her work.
The exhibition at Palazzo Ducale in Genoa, entitled Frida Kahlo and Diego Rivera and due to run from 20 September 2014 to 15 February 2015, carries on the story, taking an in-depth look at Frida's private life, a world of immense suffering at the hub of which we invariably find her husband Diego Rivera, in a relationship that was to have a huge impact on her art.

There can be no doubt that the legend which has grown up around the life and work of Frida Kahlo (1907-1954) has now reached global proportions; the unquestioned icon of 20th century Mexican culture and the seductive subject of a Hollywood movie, Frida Kahlo's contribution to contemporary culture comprises one of the most inextricable tangles of art and life of the whole of the 20th century.  Yet her paintings do not merely mirror her life, severely marked as it was by the physical and psychological injuries that she suffered in the terrible accident in which she was involved at the age of seventeen.  Her art is fused with the history and spirit of her contemporary world, reflecting the social and cultural transformations that led up to the Mexican Revolution and ensued in its wake.

It was precisely the revolutionary spirit that prompted her to reassess the country's native past and traditions, which she considered to be irrepressible identity codes, generating an unprecedented fusion between self-expression and the language, the imagination, the colours and the symbols of Mexican popular culture. At the same time, Frida is an expression of the artistic avant-garde and the cultural exuberance of her time, and a study of her work allows us to intercept the trajectories of all the most important international cultural movements that criss-crossed the Mexico of her day, from Revolutionary Pauperism to Stridentism and from Surrealism to what was become known decades laters as Magical Realism.

The exhibition sets out to gather around a corpus of her work a selection of absolute masterpieces from major collections, key works belonging to other public and private collections in Mexico, the United States and Europe.  The project is completed by a selection of photographs portraying the artist, including those take by Nickolas Murray in the 1940s, a crucial and intriguing complement to Frida Kahol's art in terms of her iconographic codification.

This, because while the exhibition sets out to present and explore the development of Frida Kahlo's artistic career from beginnings that still owe a debt to New Objectivity and to Magical Realism to her revival of traditional and ancestral art, and from the echos of American Realism in the 1920s and '30s (Edward Hopper, Charles Sheeler, Georgia O'Keefe) to the ideological and political aspects inspired by Mexican muralism (Rivera, Orozco), the predominant theme in the exhibition is self-depiction, both in terms of the numerically important role that the "self-portrait" genre plays in her overall output and, above all, in terms of the unique significance that it has acquired in the transmission of the iconographical, psychological and cultural values that have shaped the "legend of Frida".

Both the exhibition and the catalogue are designed and curated by Helga Prignitz-Poda, a distinguished expert in the life and career of Frida Kahlo and the co-author, together with Salomon Grimberg and Andrea Kettenmann, of the catalogue raisonné of the artist's work published in 1988.


Goethe in Italia

from 2013-01-01

Casa di Goethe


Creatures Studios - Emozioni dal Cinema

from 2013-01-01

PalaCavicchi


Enel Contemporanea 2012. Big Bambú

from 2012-12-11 to 2014-12-31

MACRO Testaccio

Huge installation specially designed by American artists Mike and Doug Starn in the spaces of MACRO Testaccio, on the occasion of the special edition 2012 celebrating 50 years of Enel. The work of art is a large sculpture-architecture consists of about 8,000 bamboo poles.


I tesori del Colosseo

from 2012-05-05

Colosseo - Anfiteatro Flavio


Leonardo da Vinci. Il genio e le invenzioni

from 2009-04-30 to 2015-04-30

Palazzo della Cancelleria

The Leonardo da Vinci Machines Exhibition in Rome – The genius and his inventions – celebrates the universal genius of Leonardo da Vinci by presenting about fifty full scale machines: flying machines, like the precursor to the parachute, a bicycle, a hydraulic saw, and many other inventions. They are all fully operational and they can be touched and set them in motion, to grant a deep interactive experience of understanding the genius of Leonardo da Vinci.

The machines are grouped into 5 sections. The four elements of nature - water, air, earth and fire and the mechanism section, which includes all those basic machines, with different possibility of application, like the conversion of motion or the endless screw. One of the most interesting project is the Armoured Tank, for the first time in Rome in life size: it weights two tons, and about six metres in diameter, and three metres high.

The Exhibition is inside the historical Palazzo della Cancelleria (Piazza della Cancelleria next to Piazza Campo de’ Fiori) in Rome.


Presepio dei Netturbini romani

from 2013-12-15

This the 40th anniversary of the traditional Nativity scene created and realized by Giuseppe Ianni together with the Roman garbage collectors. Visited also by Paolo VI and Mother Teresa of Calcutta and much cherished by Giovanni Paolo II, the Nativity scene is made of Roman turf and stones coming from different countries. The setting is inspired by the Palestine of 2000 years ago. 

IL GENIO DI LEONARDO DA VINCI

from 2014-01-01

Sale del Bramante

Notes: The exhibition wants to record Leonardo da Vinci’s genius, as an inventor and an engineer,  through the display of models interpreting his original projects. The machines on display cover the most various fields, from flying machines to war ones, from mechanical devices to civil engineering. The exhibition shows about 50 machine models by Leonardo, reproductions from Leonardo’s drawing included in the various Codes (Atlantico, Hammer, Trivulziano, Arundel, Madrid, etc.) and reconstructed by very skilled craftsmen under experienced engineers’ supervision. 

Connections: Subway A – stop:  Flaminio Bus 490, 495 Tram 225


Hotel roma


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Hotel 3 stelle Roma: Hotel Laurentia ™ Hotel Address: Largo degli Osci ,  65 - 00185 ROMA (RM)
 Tel +39 06/4450218 Fax +39 06/4453681 City Zone of Rome : City Center Termini University La Sapienza San Lorenzo